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Amoruso: "Italia, con la grinta puoi andare avanti"

13/06/2014 

E’ stato il primo capitano cattolico del Glasgow Rangers, squadra scozzese storicamente con tifoseria protestante. Un’esperienza unica e irripetibile per Lorenzo Amoruso che, partito dalla sua Bari con la valigia carica di speranze, diventò dopo due campionati con la Fiorentina protagonista assoluto nel calcio d’Oltremanica. Difensore centrale aitante e tenace, con i Rangers vinse tre scudetti, tre Coppe di Lega, quattro Coppe di Scozia mentre nel 2002 fu eletto miglior giocatore della Scottish Premier League.
Poi un altro triennio importante in Inghilterra con la maglia dei Blackburn Rovers.
Conosce a menadito il football britannico ma anche quello internazionale.

Che Inghilterra troverà l’Italia nella gara di esordio ai Mondiali in Brasile? «Il calcio inglese non attraversa un momento brillante», dice Amoruso, 43 anni,  che dopo aver studiato da allenatore e dirigente sportivo, attualmente fa l’opinionista tv. «Il campionato annovera squadre fortissime per via dei tanti stranieri di qualità che giocano nella Premier League. Ma, in Nazionale il discorso cambia. C’è qualche giovane interessante, come l’attaccante Sturridge del Liverpool. Per il resto tutto ruota intorno alla zoccolo duro dei soliti esperti Gerrard, Rooney, Lampard. Bisognerà vedere se e come il ct Hodgson utilizzerà in avanti Welbeck elemento molto ecclettico e veloce. Credo che l’Italia abbia i valori tecnici e il carisma per potersi imporre. Tra l’altro le condizioni climatiche potrebbe essere più favorevoli a noi. Sappiamo tutti che gli inglesi non sono molto abituati alle temperature un po’ elevate».

Lorenzo Amoruso si spinge oltre nella sua analisi sul Mondiale degli azzurri, partendo da Giuseppe Rossi escluso da Prandelli. «Non ho compreso fino in fondo la decisione del nostro ct. Posso capire di convocare Rossi nella prima lista dei 40. Ma, se l’attaccante della Fiorentina non era al cento per cento dopo l’intervento al ginocchio, secondo le valutazioni dello staff azzurro, sarebbe stato più coerente non inserirlo nei 30. Aspettare la gara amichevole con l’Irlanda per  lasciarlo a casa mi è sembrato un controsenso. Forse, Prandelli aveva già in mente la scelta da fare e ha trovato la scusa della partita con gli irlandesi per non portare in Brasile Rossi che lui stesso ha sempre definito un talento. In ogni caso il reparto offensivo dell’Italia è ben assortito. Balotelli ha una forza d’urto eccezionale, sperando ovviamente che riesca a giocare in totale serenità senza eccedere nelle sue proverbiali reazioni. Vedo bene anche Immobile, capace di attaccare gli spazi e trovare la profondità. Potrebbero giocare entrambi titolari. In questo senso si spiega la scelta sperimentata da Prandelli di schierare contemporaneamente Pirlo e Verratti, proprio con l’obiettivo di creare varchi e assist per il tandem avanzato. Il ruolo degli esterni Cerci, Candreva e Insigne può rivelarsi fondamentale”.

Da difensore arcigno e combattivo, Lorenzo Amoruso avanza qualche riserva sul pacchetto arretrato che a volte subisce troppi gol. «Prandelli punta molto sul reparto difensivo della Juve che nel nostro campionato ha fatto bene mentre in Europa ha purtroppo lasciato a desiderare. Mi auguro che in questo Mondiale la retroguardia azzurra diventi un blocco granitico. Per tradizione l’Italia quando si è affermata nelle competizioni internazionali ha quasi sempre avuto difensori di qualità che oggi forse mancano. Nelle gare di A vedo errori marchiani, specie in marcatura. In Brasile servirà una buona dose di concentrazione, forza agonistica e rapidità».

Il girone di qualificazione è alquanto impegnativo. Amoruso è comunque ottimista: «Se l’Italia ci mette cuore, grinta facendo emergere la qualità di alcuni giocatori importanti possiamo qualificarci. L’Uruguay ha buone individualità ma il gioco non sempre mi convince. Occhio alla Costa Rica e al suo asso Campbell. Possiamo ritrovarci tra le prime otto, anche se Brasile, Argentin e Germania non scherzano. Mentre mi ha stupito il pesante ko della Spagna ad opera di un'Olanda efficace e spietata che potrebbe essere la sorpresa».

Da un barese all’altro. Antonio Cassano è al suo primo Mondiale e potrebbe cogliere l’ultimo atto fuggente della sua carriera in azzurro. «Da tempo andavo dicendo che Cassano avrebbe fatto parte dei 23. Il suo indiscutibile talento può tornare utile alla Nazionale anche perché nel Parma ha disputato una stagione straordinaria. Tra l’altro è diventato più maturo, responsabile. Non parte titolare ma Prandelli sa bene che Antonio può inventare la giocata vincente in qualsiasi momento».

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