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martedì 16 ottobre 2018
 
 

E Maradona si fa “piccolo” davanti al Papa: «Il vero fuoriclasse sei tu»

01/09/2014  L'ex Pibe de Oro dopo aver incontrato Francesco esulta come se avesse fatto gol: «Mi ero allontanato dalla Chiesa ma con lui è diverso, è il vero numero 10». E Bergoglio lo abbraccia: «Ti stavo aspettando»

Il palleggio di Maradona sul prato dell'Olimpico (Reuters)
Il palleggio di Maradona sul prato dell'Olimpico (Reuters)

Qualcuno sui social network, Twitter in testa, ha storto il naso. «Maradona non è certo un buon esempio!», ha twittato. E un altro: «Ma non aveva un contenzioso con il Fisco italiano per alcuni milioni di tasse evase? Cosa ci fa all'Olimpico?».
Insomma, fosse per il fantomatico “popolo della rete”, che non esiste, l'ex Pibe de Oro, che un referendum della Fifa ha decretato come il più grande giocatore della storia, avrebbe fatto meglio a non farsi vedere in Vaticano e all'Olimpico per la Partita interreligiosa per la Pace voluta e promossa da Bergoglio, suo connazionale e grande appassionato di calcio. Ma le cose non sono andate proprio così. Per fortuna, verrebbe da dire. «Mi ero allontanato dalla Chiesa, ora sono tornato», dice Maradona dopo aver abbracciato con grande calore papa Francesco. La risposta del Pontefice è stata dolcemente spiazzante, tenera, pur nella sua semplicità: «Ti stavo aspettando». Poche parole per sancire un incontro come tanti altri di cui il Vangelo è pieno: il figliol prodigo abbracciato dal padre misericordioso che lo aspetta e non lo manda via; il capomafia Zaccheo che sale sull'albero di sicomoro per incrociare lo sguardo di Gesù che appena lo vede non lo lascia certo andare: «Oggi devo fermarmi a casa tua».

Era curioso vedere lunedì pomeriggio nell'Aula Nervi come accanto alla fila per salutare il Papa se ne fosse formata un'altra per salutare Maradona, farsi un selfie con lui, chiedere un autografo, strappargli una parola.
Segno che, calcisticamente parlando, non c'è storia: Maradona è un fuoriclasse assoluto e quando si muove suscita grande entusiasmo, passione assoluta. Ma di fronte al Papa, a quel Papa che lo ha accolto con tenerezza e semplicità, si è sentito uno degli “ultimi” perché aveva appena incontrato e abbracciato, parole sue, «uno che è molto più fuoriclasse di me, e che mi ha preso il cuore quando parla della fame nel mondo, di fronte alla quale nessuno deve chiudere gli occhi».

Ed era curioso notare come dopo l'incontro a tu per tu con il Papa – al quale ha donato la maglia della nazionale argentina con il numero 10 e la scritta Francisco – l'ex Pibe de Oro sia corso verso i giornalisti tutto euforico e contento, neanche avesse segnato un gol decisivo, un gol dei suoi. «Sono davvero commosso per il fatto di averlo abbracciato», ha detto. «Mi ero allontanato dalla Chiesa cattolica perché pensavo che non facesse abbastanza per i bisognosi e poi quando Dio si è preso mia madre. Ma adesso con Francesco è diverso. Non ho mai visto un Papa con così tanto... quello che sappiamo tutti, “los huevos” (gli attributi, ndr).
Che cosa mi ha detto? Che mi stava aspettando e io mi sono emozionato. Gli ho promesso che se c’è da fare qualcosa per la pace io ci sarò sempre. Ma è lui il vero fuoriclasse, molto più che Maradona, è lui il vero numero 10 dell’Argentina».
Potenza di un incontro e di un abbraccio affettuoso che apre il cuore. Papa Francesco, di tutto questo, non ne ha fatto forse un cardine del suo pontificato quando predica che la misericordia è lo stile autentico di Dio? E che misericordia sarebbe se escludesse qualcuno? Che amore sarebbe se fosse solo per i “buoni” e per i “perfetti”?

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