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mercoledì 13 dicembre 2017
 
 

A vele spiegate contro il pregiudizio

04/07/2013  Un equipaggio di giovani pazienti dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, affetti da epilessia, è salpato da Livorno. Contro il pregiudizio, verso l'autostima

© Fondazione Tender To Nave Onlus
© Fondazione Tender To Nave Onlus

Ogni buon marinaio sa che sono molte le cose che ci si lascia alle spalle, una volta allontanatosi dalla banchina del porto, ma ancora di più sono quelle di cui si va in cerca e che sono ancora sconosciute.

A questa regola non scritta non si sottrae nemmeno un'equipaggio speciale, salpato con Nave Italia il 2 luglio da Livorno. A bordo del più grande brigantino a vela del mondo, infatti, hanno "preso servizio" 15 giovani pazienti epilettici dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma con una missione impegnativa: lasciarsi alle spalle il pregiudizio che circonda la malattia da cui sono affetti, per mettersi alla prova e guadagnare fiducia in sé stessi.

Giunta alla terza edizione, l'iniziativa promossa dall'ospedale pediatrico romano e da Fondazione Tender To Nave Onlus quest'anno ha raddoppiato gli sforzi e ha portato in mare due equipaggi: il primo è salpato il 12 giugno scorso da Civitavecchia, il secondo due giorni fa da Livorno. A bordo di entrambe le navi, al fianco dei giovani marinai, un equipe medico-infermieristica.

© Fondazione Tender To Nave Onlus
© Fondazione Tender To Nave Onlus

Attorno all'epilessia esiste ancora molta confusione e scarsa informazione; spesso viene ancora percepita come una patologia di natura mentale e non neurologica, come invece chiarisce il dottor Federico Vigevano, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma e a capo del team medico-infermieristico di bordo.

"Inoltre, ancora oggi, l'epilessia rimane una malattia nei confronti della quale si nutrono forti pregiudizi", prosegue il dottor Vigevano. "Spesso chi ne è colpito soffre maggiormente per l'esclusione e l'emarginazione sociale a scuola o al lavoro, piuttosto che a causa della malattia stessa".

La vita a bordo non è per niente semplice. Bisogna rispettare regole e orari, sentirsi parte di una squadra e lavorare per il bene comune, che si tratti di pulire il ponte, le cabine o studiare la tabella con gli impegni di giornata. Il cuore del progetto è qui: dare la possibilità a questi ragazzi di mettere alla prova le proprie capacità, in modo autonomo e indipendente, lontano dai pregiudizi e, spesso per la prima volta, dalle attenzioni della famiglia.

Come ribadisce il dottor Vigevano, è questa la strada privilegiata per l'aumento dell'autostima e l'acquisizione di un certo grado di indipendenza, indispensabile per la vita adulta. A vele spiegate, dunque. All'orizzonte non si scorge più il pregiudizio e, cullato dalle onde del mare, l'equipaggio di Nave Italia può navigare più serenamente verso il futuro.

Per maggiori informazioni consultare il sito: www.naveitalia.org

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