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Benessere

Affaticamento cronico: una malattia reale, non finzione. Da sapere

19/06/2017  Si tratta di una malattia invalidante, di cui ancora non si conoscono completamente cause e rimedi. Ma la ricerca va avanti e, per alleviare i sintomi, oltre alla dieta e allo sport, si usa anche un gas...

Fino a qualche anno fa, era la sindrome dei depressi e dei malati immaginari: quella di chi è sempre stanco, non si riposa nemmeno quando dorme e fatica a muoversi e a concentrarsi, affetto da una sorta di influenza che non finisce mai. Oggi, la sindrome da affaticamento cronico (o Cfs) è riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità, anche se la diagnosi è ancora complicata, le cause sconosciute e le terapie sperimentali.

Definita nel 1994 da un gruppo di studio internazionale di cui faceva parte anche l’italiano Umberto Tirelli, primario della divisione di Oncologia medica dell’Istituto nazionale tumori di Aviano in provincia di Pordenone, la stanchezza cronica colpisce in Italia circa 500 mila persone ed è testimoniata in tutta Europa, oltre che in Australia, Nuova Zelanda, Canada, Islanda, Stati Uniti, Giappone, Russia e Sudafrica.

Donne in carriera che non riescono a gestire gli impegni, ragazzi brillanti costretti a lasciare gli studi, impiegati licenziati perché hanno fatto troppe assenze: è una patologia tanto invalidante da portare il paziente a un vero e proprio isolamento sociale.

Va subito chiarito che non c’entrano nulla né lo stress né la depressione: la fatica cronica non è infatti una malattia psicofisica, ma una sindrome di carattere immunologico.

«La stanchezza è uno dei sintomi più frequenti per i quali una persona si reca dal medico», spiega Tirelli. «Ma, spesso, è dovuta a stress, depressione o altre patologie organiche, quali l’ipotiroidismo e il diabete». La diagnosi viene, quindi, effettuata per esclusione: il sintomo principale è una fatica a svolgere qualsiasi attività, che deve durare per almeno sei mesi. Non parliamo di una fastidiosa spossatezza, ma di situazioni di una certa gravità: «Un mio paziente è in carrozzina da sette anni: non riesce a camminare per più di dieci metri, né a restare in piedi a lungo».

La malattia dà inoltre mal di gola e disturbi della concentrazione e della memoria. «Altri sintomi sono dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari; dolori muscolari e delle articolazioni, cefalea, un sonno non ristoratore e debolezza successiva a un esercizio fisico che perdura per almeno 24 ore. E, ovviamente, devono essere escluse tutte le altre patologie che possono giustificare questi sintomi».

L’origine della malattia è ancora ignota, ma quello che provoca è un’alterazione dell’attività immunitaria. In pratica il nostro organismo, in seguito a un’infezione “impazzisce”, e continua difendersi anche dopo la guarigione, debilitando così il fisico. «Le cause immunologiche possono essere diverse: forme di intolleranze alimentari, sindromi influenzali, intossicazioni. Ma, nella gran parte dei casi, questa sindrome viene riscontrata in pazienti che hanno avuto un tumore», chiarisce ancora Tirelli.

Alla base, comunque, c’è sempre un’infezione che scatena nelle difese immunitarie una reazione incontrollata. «Abbiamo scoperto che ci sono anche pazienti con alterazioni genetiche che li predispongono ad avere questo tipo di reazioni immunologiche», evidenzia il medico.

Ancora oggi, però, la fatica cronica viene spesso scambiata per depressione. Eppure, si tratta di malattie completamente diverse: «Il paziente depresso perde interesse a vivere. In questo caso, invece, l’interesse rimane, ma manca la forza fisica. È evidente, poi, che una simile condizione può portare alla depressione, come d’altra parte avviene con qualsiasi altra malattia».

Dalla fatica cronica, purtroppo, non si guarisce. «Uno degli aspetti più frustranti è il fatto che non esiste una vera cura: si tenta di rimediare con farmaci diretti ai sintomi o che modulino il sistema immunitario, con la dieta, l’esercizio fisico e persino terapie psicologiche, ma i risultati sono modesti».

Nel corso dell’ultimo anno, però, proprio l’équipe del professor Tirelli ha messo a punto un trattamento innovativo: «Ho impiegato l’ozonoterapia in 82 casi di fatica cronica, ottenendo una significativa riduzione della sintomatologia di stanchezza in otto pazienti su dieci. Si tratta», aggiunge il medico, «del miglior risultato mai riscontrato in migliaia di casi».

Si profilano, quindi, sempre nuove speranze per gli affetti da Cfs, anche grazie alla crescente sensibilità su questa misteriosa malattia. «Ci sono ancora molti medici di base che non sanno cosa sia, ma devo dire che, se una volta ero l’unico in Italia a occuparsene, oggi siamo in molti, gli studi e gli aggiornamenti sono continui, e questo fa ben sperare per il futuro». Insomma, nonostante le difficoltà su questo campo, la ricerca delle cause e di nuove terapie per combattere la fatica cronica, quella di certo non è stanca affatto.

GLOSSARIO

SINDROME DA FATICA CRONICA. La Chronic fatigue syndrome (abbreviata in Cfs), chiamata anche Encefalomielite mialgica, è una patologia derivante da un malfunzionamento delle difese immunitarie che si attivano in seguito a un’infezione ma continuano ad aggredire l’organismo anche dopo la guarigione. Il rapporto dell’Institute of medicine pubblicato nel febbraio 2015 la descrive come una malattia “sistemica, complessa, cronica e grave”, caratterizzata da una profonda stanchezza, disfunzioni cognitive, alterazioni del sonno, manifestazioni autonomiche, dolore e altri sintomi, che sono peggiorati da uno sforzo di qualsiasi tipo.

STANCHEZZA. È un concetto difficile da definire: si intende una spossatezza grave mentale e fisica, determinata anche da uno sforzo minimo e che rende difficile o impossibile compiere anche azioni relativamente semplici.

UN AIUTO IN RETE

  

Esistono due associazioni in Italia che si occupano di questa sindrome: l’Associazione italiana Cfs Onlus di Aviano: www.stanchezzacronica.it - cfs@cro.it e l’Associazione malati di Cfs Onlus di Pavia: www.associazionecfs.it - art.disco65@virgilio.it. Alcune commissioni parlamentari hanno presentato la proposta di legge per il riconoscimento della Cfs quale malattia invalidante e per l’ottenimento dell’esenzione dalla partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza sanitaria.

LA GIORNATA MONDIALE

Il 12 maggio si celebra la Giornata mondiale sulla Sindrome da fatica cronica per sensibilizzare la comunità scientifica e l’opinione pubblica su una patologia invalidante e spesso sottovalutata.

I CENTRI A CUI RIVOLGERSI

  

CENTRO DI RIFERIMENTO ONCOLOGICO, Divisione di Oncologia Medica, Via Franco Gallini n.2, Aviano (Pordenone).

REPARTO MALATTIE INFETTIVE dell’Ospedale Santissima Annunziata di Chieti.

UNITÀ OPERATIVA UNIVERSITARIA DI REUMATOLOGIA Ospedale Santa Chiara di Pisa.

DIPARTIMENTO DI CLINICA E TERAPIA MEDICA APPLICATA, Divisione di Reumatologia del Policlinico Umberto I di Roma.

CENTRO DI MEDICINA PREVENTIVA DI VERONA, Via Germania 20.

DIVISIONE DI NEUROLOGIA del Policlinico di Bari.

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