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martedì 20 agosto 2019
 
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Al Meeting torna la politica senza selfie e insulti

20/08/2018  Dibattito fra Giorgetti, Delrio, Gelmini, Lupi, Romeo, Toccafondi e Vittadini. Il Sottosegretario Giorgetti scettico sulla revoca delle concessioni ad Autostrade e critico sulla centralità del Parlamento nella politica di oggi in Italia. Cottarelli: "Più del reddito di cittadinanza i giovani avrebbero bisogno di una opportunità di cittadinanza"

Dopo settimane di selfies, videomessaggi, insulti e invettive la politica ritrova uno spazio di confronto e dibattito ragionato e pacato. Accade al Meeting di Rimini e il pretesto è un dibattito promosso dall’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà. Dietro al tavolo, in una sala affollata da cui partono applausi bipartisan, si confrontano politici di aree diverse. 

Sul dibattito, con il titolo generico “Le prospettive della democrazia” incombe la tragedia di Genova e le polemiche politiche che l’hanno accompagnata. Graziano Delrio, ministro delle infrastrutture del Governo Renzi, presidente dei dei deputati del PD, è alla prima uscita pubblica dopo il disastro di Genova. Delrio precisa che in questi giorni sono state dette “troppe inesattezze e bugie che disonorano i morti” e nega che, a riguardo delle concessioni autostradali, ci siano state proroghe e atti secretati. Maria Stella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, chiede di fare luce con una commissione di inchiesta parlamentare. Il leghista Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, uno che non fa politica sui social (dai quali è assente) frena sul tema della nazionalizzazione delle rete autostradale dicendo. “Non sono persuaso che la gestione dello Stato sia di maggiore efficienza rispetto a quella dei privati”. Per Maurizio Lupi, come Delrio ex ministro delle infrastrutture, quello che serve è una veloce capacità di spesa per le risorse destinate alla sicurezza della rete autostradale italiana.

Ma i dibattito tocca altri temi che risentono del clima politico generale. Gelmini invita a uscire dalla  “logica dello scontro fra il popolo e le elites” perché questo può portare al “rischio di una deriva autoritaria”.  Lupi osserva che “se non si trasforma la rabbia in coraggio, non c’è la speranza” e, a proposito della polemica di alcuni ministri contro le concessioni autostradali, aggiunge: “non è vero che lo Stato è buono e il privato è tutto cattivo”. Delrio attacca l’idea dominante che “ogni vicino è un tuo nemico”  invita a educare alla cooperazione, non alla competizione. Rivolgendosi a Giorgetti, Delrio aggiunge: “Farei il badante a un figlio di Giorgetti, se lui ne avesse bisogno. E non mi auguro che fallisca la sua esperienza di governo”.

Giorgetti nel suo intervento esordisce dicendo: “Oggi il vero nemico della democrazia e della politica è l’ideologia globalista, che ha preteso di sostituirsi alla democrazia e alla politica”. Poi l’affondo: “Il Parlamento non conta più nulla perché non è più sentito dai cittadini elettori, che vi vedono il luogo della inconcludenza della politica. Se continuiamo a difendere il feticcio della democrazia rappresentativa non facciamo un bene alla stessa democrazia”. Ma Gelmini ribatte: “Non penso, come Grillo e Casaleggio, che i like su Facebook possano sostituire il Parlamento”.

Assenti dal Meeting, come annunciato, gli esponenti del Movimento 5 Stelle. “Vorrei che ci fossero qui anche loro, ma il problema è loro non nostro”, dice Giorgio Vittadini, esponente storico di Comunione e Liberazione, fondatore della Fondazione per la Sussidiarietà.

In un dibattito insieme a Tommaso Nannicini, professore di Economia Politica all'Università Bocconi, Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatoiro sui Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica di Milano, per 4 giorni presidnete del Consiglio incaricato, ha commentato le scelte di politica economica del Governo Conte. Secondo Cottarelli, si procede troppo lentamente sula riforma degli acquisti da parte della pubblica amministrazione e sulla riforma delle partecipate. Circa ler prospettive per l'autunno, Cottarelli non prevede, da parte del Governo, "una legge di bilancio insensata", ma sottolinea che "l'Italia resta un Paese a rischio perché i problemi di oggi, debito pubblico elevato e competitività debole, sono gli stessi del 2011". Cottarelli comclude: "Se l'Italia va in recessione, non sarà una piccola recessione, ma una crisi devastante". Sulla proposta di un reddito di cittadinanza per i giovani, Cottarelli è drastico: "Nell'Italia di oggi i giovani  avrebbero più biosgno di una opportunità di cittdainanza".

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