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sabato 20 luglio 2019
 
Addio o arrivederci?
 

Alfano e il Cavaliere, separati in casa

21/11/2013  Una scissione vera o l'ennesima manovra politica? Gli italiani sono convinti che alle prossime elezioni Forza Italia e Nuovo centrodestra saranno alleati. Allora, perché dividersi?

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano prima della scissione (Reuters).
Silvio Berlusconi e Angelino Alfano prima della scissione (Reuters).

Più che un addio, un arrivederci. Il sondaggio dell'Istituto Demopolis che pubblichiamo butta molta acqua sul fuoco delle polemiche tra Berlusconi e Alfano, tra Forza Italia e il Nuovo Centro Destra, tra fedelissimi e scissionisti. Il 75% degli interpellati consdiera certa un'alleanza tra Forza Italia e Ncd alle prossime elezioni. E lo stesso Demopolis, grazie al suo Barometro politico, informa che il peso elettorale di Forza Italia e Ncd dovrebbe essere sensibilmente superiore a quello del da poco scomparso Pdl.

Fu vera rissa, quindi? Pare proprio di no. Ma allora perché separarsi con tanto di trombe, fanfare e lacrime di commozione? Una risposta compiuta toccherà agli storici. A noi modesti contemporanei l'onere di ricapitolare quel che si dice e si vede.

Ipotesi A: si è aperta la lotta di successione. Berlusconi ha ormai i suoi anni e nel Pdl i delfini si erano ormai fatti troppo numerosi per coesistere pacificamente. Alfano, Fitto, Verdini, Brunetta, Santanché... tutti e reclamare un posto al sole, anzi: il posto del Re Sole del centrodestra. Con la nemmen troppo sottile inquietudine rappresentata dalla soluzione dinastica: exit Silvio, entra Marina, sempre Berlusconi sono. E tutti gli altri a tirare la carretta per il leader e per il partito. Da qui l'idea di fare un altro partito.

Ipotesi B: il parricidio. Alfano è diventato grande e si sente pronto per il grande salto, ma con Silvio di mezzo non ce n'è per nessuno, il centrodestra è lui. Quindi via dalla pazza folla e vai con il partito personale, finalmente il partito di Alfano.

Ipotesi C: Berlusconi ha presentito lo smottamento del consenso interno al Pdl, d'altra parte è da un po' di tempo che si sentono da quelle parti borbottii e mugugni. Quindi prepara Forza Italia, il partito dei fedelissimi, l'occasione per fare un bel repulisti di tutti quelli che forse ancora combattono ma hanno un po' smesso di obbedire e soprattutto di credere (in lui). Panico nel partito: che resterà? Chi sarà scaricato? Chi dovrà dire addio al Parlamento con annessi e connessi? E perché non fondare un nuovo partito, il Nuovo centrodestra, appunto, prima della grande decimazione?

Ipotesi D: Silvio è sempre il più furbo e, d'accordo con Alfano, ha organizzato la scissione per moltiplicare il consenso (vedi tabella del sondaggio), buttando sul mercato della politica un partito "moderato" (gli alfaniani, appunto) e uno più duro e tosto, la nuova Forza Italia. Lo dimostrerebbe il fatto che, dopo essersi mandati a stendere, i due partiti di centrodestra hanno poi continuato imperterriti a sostenere il Governo Letta.

Ipotesi E: il Cavaliere ha perso il tocco magico  e non sa più bene che fare. Il ritorno a Forza Italia è poco più che un'operazione nostalgia, con poco futuro. Alfano l'ha capito e si è preparato una via di fuga.

Chissà dove sta la verità. Ai posteri l'ardua sentenza. Al modesto elettore italiano una constatazione: pian piano stiamo tornando alla vecchia tradizione italica.  Quando i partiti erano tanti e i Governi più sembravano provvisori più duravano.

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