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martedì 15 ottobre 2019
 
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Se l'alcol è la prima causa di morte per gli under 24

04/08/2018  Dilaga l’abitudine dell’ubriacatura in “branco”, un rischio che cresce soprattutto d’estate, anche tra i minori. Abbiamo girovagato per locali mondani e raccolto diverse voci

Bevono. Soprattutto fuori pasto. Soprattutto nel fine settimana. E non importa se le statistiche dell’Osservatorio nazionale presso l’Istituto superiore di sanità dicono che l’alcol, considerando anche gli incidenti stradali in stato di ebbrezza, sia la prima causa di morte per i giovani sotto i 24 anni. Incuranti dei pericoli, i ragazzini, a partire già dagli 11 anni, si sentono meno “fragili” con un bicchiere in mano. E così circa 800 mila minorenni ogni anno mettono a rischio la propria vita e la propria salute con “shottini” e drink. Un fenomeno in crescita, quello del cosiddetto binge drinking, cioè dell’assunzione di più bevande alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo. Un’abitudine ormai diffusa e consolidata per il 17 per cento degli adolescenti che allarma medici e genitori. «I danni al cervello sono permanenti», dicono gli esperti. Ma anche tra gli adulti, c’è chi è più attento ai guadagni che alla salute di adolescenti e giovani. Insieme con le voci di ragazzi e genitori, anche qualche consiglio per intervenire prima che sia troppo tardi.

DATI PREOCCUPANTI

Fonte: Istituto nazionale di sanità

In Italia l’alcol è la prima causa di morte per i ragazzi sotto i 24 anni (compresi gli incidenti d’auto), ma anche di patologie e danni ad altri e rappresenta uno dei quattro fattori di rischio, insieme a fumo, dieta scorretta e sedentarietà, oltreché per i principali gruppi di patologie non trasmissibili: malattie cardiovascolari, tumori, malattie polmonari croniche e diabete.

Consumo di alcol: a fronte di una riduzione del consumo di vino ai pasti, aumenta progressivamente il consumo occasionale di bevande alcoliche e al di fuori dei pasti, condizione ancor più dannosa per le patologie e le problematiche correlate: dal 42,2% del 2015 al 43,3% del 2016. Aumenta anche il numero dei consumatori occasionali (dal 26,9% al 27,9%).

Consumatori a rischio: la prevalenza dei consumatori a rischio è stata nel 2016 del 23,2% per gli uomini e del 9,1% per le donne di età superiore a 11 anni, per un totale di circa 8 milioni 600 mila persone. Le fasce più a rischio sono quella dei 16-17enni, che non dovrebbero consumare bevande alcoliche, e quella dei “giovani anziani” (65-75 anni). 800 mila minorenni sono consumatori a rischio.

Aperitivi e superalcolici: negli ultimi 10 anni c’è stata una progressiva riduzione della quota di consumatori che bevono solo vino e birra, specie fra giovani e donne, mentre sono aumentati coloro che consumano aperitivi, amari e superalcolici.

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