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martedì 12 dicembre 2017
 
 

Ad Alfiero Nena il Premio di arte sacra "Beato Angelico"

02/05/2016  L’artista trevigiano è il vincitore del prestigioso riconoscimento che sarà assegnato il 5 maggio a Santa Maria sopra Minerva e intitolato al grande pittore domenicano. «Attraverso uno struggente codice figurativo», si legge nella motivazione della giuria, «Nena realizza opere vibranti e di disarmante spiritualità»

Una delle giurate, Brigida Mascitti
Una delle giurate, Brigida Mascitti

L’appuntamento è per giovedì 5 maggio a Roma nella Sala capitolare del chiostro del convento domenicano di Santa Maria sopra Minerva, vicino al Pantheon. Sarà l’artista Alfiero Nena, trevigiano di nascita e romano d’adozione, a ricevere quest’anno il «Premio di Arti Sacre Beato Angelico» giunto alla seconda edizione, fondato dal conte Carlo Piola Caselli e conferito ad artisti che esprimono un forte connotato religioso nelle loro opere. L’anno scorso ad essere premiata fu la pittrice greca Natalìa Papounìdou.

L’artista di quest’anno è stato scelto da una prestigiosa giuria di esperti presieduta da Carlo Piola Caselli, ricercatore storico e critico d’arte, e formata da Francesca Di Castro, saggista e scrittrice, Delfina Ducci, esperta di icone e ricercatrice storica, Tiziana Todi, fondatrice con il padre Enrico della “Galleria Vittoria” di via Margutta, Brigida Mascitti, storica d’arte, diplomata alla Scuola di Specializzazione in Beni storici artistici dell’università La Sapienza e responsabile dell'ufficio stampa della casa editrice d’arte Il Cigno e Graziano Motta, giornalista, scrittore e critico musicale.
«Alfiero Nena», si legge nella motivazione della giuria, «attraverso uno struggente codice figurativo ha realizzato opere vibranti, emblematiche, inconfondibili, di straordinaria forza compositiva che va ben al di là dei giochi materici. La metamorfosi delle figure in slancio e stupore interiore caratterizzata da intensa e disarmante spiritualità gli vale l’assegnazione del Premio Beato Angelico».

Ferro, bronzo, terracotta sono i materiali con i quali Nena realizza i suoi capolavori. Ma è il ferro reso plastico e duttile come la cera a dare una straordinaria intensità espressiva alle sue opere. Una produzione vastissima presente nel mondo, spesso a segnare eventi significativi che diventano testimonianza della capacità dell’arte di inoltrarsi nel mistero dell’uomo. Dal Cristo Lux Mundi che domina nello spazio dell’altare maggiore della Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma quasi in atto di staccarsi dalla croce per iniziare la metamorfosi in luce divina, alla Resurrezione nell’Aula Magna dell’Augustinianum, alla grande Quercia sempre in ferro all’Eur, ai capolavori nel Museo del Tesoro di San Pietro in Vaticano, alle realizzazioni artistiche di straordinaria eleganza formale della cancellata della Cappella Lituana alle Grotte Vaticane, alla Madonna di Capri, al bassorilievo in terracotta a Madre Teresa di Calcutta.
La produzione di Nena è raccolta in un’esposizione permanente presso il Museo fondato nel 1992 in via del Frantoio a Roma. È il corpus del Centro Culturale Fidia, un’associazione di scultori,ingegneri, architetti uniti in un ideale legame al grande maestro ateniese Fidia.  

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