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domenica 25 giugno 2017
 
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Ascoltiamo l’Africa, così avremo sviluppo e pace

14/03/2017  «Troppo spesso il mondo vede l’Africa attraverso il prisma dei problemi. Io vedo nell’Africa un continente di speranze, promesse e immenso potenziale». Parla António Guterres, Segretario generale dell'Onu

António Guterres, Segretario Generale dell'Onu (foto Reuters)
António Guterres, Segretario Generale dell'Onu (foto Reuters)

Troppo spesso il mondo vede l’Africa attraverso il prisma dei problemi. Io vedo nell’Africa un continente di speranze, promesse e immenso potenziale. Mi impegno a costruire su questi punti di forza una piattaforma più alta di cooperazione tra le Nazioni Unite, i leader africani e i loro popoli. Tutto ciò è fondamentale per far progredire lo sviluppo inclusivo e sostenibile e approfondire la cooperazione per la pace e la sicurezza.

Questo è il messaggio che ho portato al vertice dell’Unione africana ad Addis Abeba, il mio primo impegno importante da segretario generale dell’Onu. Esprimo lo spirito di profonda solidarietà e rispetto con cui assumo questa carica. Sono convinto che il mondo può trarre molti bene­ci dalla saggezza, dalle idee e dalle soluzioni africane. L’Africa fornisce la maggior parte delle forze di pace Onu in tutto il mondo. Gli Stati africani sono tra i più importanti e generosi Paesi al mondo che ospitano rifugiati. L’Africa comprende alcune delle economie in più rapida crescita a livello mondiale.

La recente risoluzione della crisi politica in Gambia ha dimostrato ancora una volta il potere e l’unità della leadership africana nel superare le sfi­de di governance e sostenere la democrazia, i diritti umani e lo stato di diritto. Tutta l’umanità bene­cerà ascoltando, imparando e lavorando con le popolazioni africane. La comunità internazionale è entrata nel secondo anno di attuazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, uno sforzo a tutto campo per contrastare la povertà, le disuguaglianze, l’instabilità e le ingiustizie nel mondo. L’Africa ha adottato un proprio piano complementare e ambizioso: l’Agenda 2063.

Si parte dalla prevenzione. Il mondo deve passare dall’affrontare le crisi al prevenirle dal principio. La maggior parte dei conflitti sono interni e innescati dalla contesa del potere e delle risorse, dalle disuguaglianze, dall’emarginazione e dalle divisioni confessionali, e sono spesso infuocati o alimentati da estremismi violenti.

Ma la prevenzione va ben oltre la mera focalizzazione sul conflitto. Il modo migliore per fare prevenzione e la strada più sicura verso una pace durevole è lo sviluppo inclusivo e sostenibile. Possiamo accelerare il progresso facendo di più per fornire opportunità e speranza ai giovani. Più di tre africani su cinque hanno meno di 35 anni. Per far fruttare appieno questa risorsa servono maggiori investimenti nell’istruzione, nella formazione e nel lavoro dignitoso.

Dobbiamo altresì fare il massimo per rafforzare il ruolo delle donne nello sviluppo e nella pace sostenibili. Sono lieto di constatare che l’Unione africana ha sempre dedicato una particolare attenzione alla parità di genere e all’emancipazione delle donne. Ho potuto osservare in varie occasioni che ogni qual volta conferiamo potere alle donne conferiamo potere al mondo intero.

Ho viaggiato in Africa in veste di partner, amico e delegato impegnato per cambiare il modo di raccontare questa terra così eterogenea e dinamica. Le crisi mostrano soltanto un quadro parziale. Guardando da una piattaforma più alta di cooperazione, possiamo vedere il quadro generale che ci consente di mettere in risalto l’enorme potenziale e i grandi successi dell’Africa. Con tale prospettiva sono convinto che possiamo vincere la battaglia per uno sviluppo sostenibile e inclusivo, lo strumento migliore per prevenire i conflitti e le sofferenze, dando all’Africa la possibilità di risplendere ancora più intensamente ed essere d’ispirazione per tutto il mondo.

(Foto in testata Reuters)

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