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Benessere

Avere un fi­glio dopo i 40 anni

01/03/2016  In Italia, aumentano le donne che partoriscono in età matura. E se riuscire a concepire un bimbo non è facile, alcuni consigli possono essere utili: prima di tutto, è fondamentale tenere lontano lo stress e seguire uno stile di vita corretto...

La donna, con qualche trepidazione, scrive all’esperta ginecologa: «Ho quarantacinque anni, mi sento – e sembro – di dieci anni più giovane. Questo me lo dicono tutti. Da due sono sposata con un uomo di 37. Stiamo molto bene insieme e io, per la prima volta, sento il desiderio di un figlio. Mia madre mi dice che ormai è tardi e che rischio solo guai. A me sembra che siano tantissime le donne che oggi hanno figli belli e sani dopo i quarant’anni! Lei cosa dice»?
Sabrina è di Lucca, e la sua domanda non trova impreparato il medico, la dottoressa Alessandra Graziottin, che dirige il Centro di ginecologia e sessuologia medica dell’Ospedale San Raffaele di Milano. La sua risposta all’aspirante mamma “tardiva”, pubblicata anche on line, diventa fonte preziosa di informazioni per moltissime altre donne e coppie, in cerca di un figlio su quel delicato crinale in cui l’orologio biologico ha iniziato a rallentare le sue funzioni.
«Sì, Sabrina, è vero. Le gravidanze in donne dopo i quarant’anni sono raddoppiate, in Italia, negli ultimi dieci anni. In effetti, per molte donne, come lei, il sogno di diventare madri, rimandato a lungo per ragioni di realizzazione professionale, per motivi economici, o per la mancanza di un partner con cui costruire un progetto di famiglia, può diventare acutamente doloroso intorno ai quarant’anni, che storicamente segnavano per le donne il limite per una fertilità sicura e sana. Da un lato, perché la probabilità di concepire spontaneamente si riduce drasticamente dopo tale età, dall’altra perché aumentano i rischi di avere un bambino in vario grado imperfetto, come le ricorda sua madre». I numeri sono importanti, anche se i casi più eclatanti sono quelli raccontati dalle cronache rosa, da Gianna Nannini ad Antonella Clerici, da Mariah Carey a Carla Bruni, tutte mamme per la prima o seconda volta già superati i quaranta. Ma sono molte di più e più ricche di sfumature le storie di donne normalissime che si trovano a desiderare un figlio attorno agli “anta”. Secondo i dati Istat, l’Italia ha il record in Europa per la più alta percentuale di primi figli nati dopo i 40 anni. E l’età media alla nascita del primogenito è salita dai 29,1 anni del 1991 ai 31,6 di oggi.
Le domande delle donne, a questo punto, si affollano e molte, come Sabrina, si chiedono se potranno mai restare incinte, quali i rischi per la mamma e per il nascituro e quali le problematiche dal punto di vista dell’integrità fisica del neonato.
Sul “se” il tanto desiderato pargoletto arriverà mai in zona “anta”, la Graziottin non fa sconti: «In effetti, dopo i trent’anni le cellule riproduttive, gli ovociti, perdono la loro qualità, con un secondo tonfo dopo i 35- 38 anni. Scarsa qualità che si traduce in un aumento degli aborti spontanei, che arrivano al 40 per cento dei concepimenti a quarant’anni, e l’8 per cento di malformazioni a termine, una percentuale doppia rispetto alla media nazionale, che è del 3-5 per cento, a seconda della zona di residenza. Aumenta, in particolare, il rischio di malattie cromosomiche».
Allora non resta che rinunciare al sogno della maternità? Niente affatto. Per affrontare in modo consapevole e sereno l’avventura più importante della vita, Alessandra Graziottin e Valeria Cudini, l’una ginecologa e l’altra giornalista e blogger, hanno messo mano a un ricchissimo manuale dedicato proprio a chi si accinge a diventare Mamma a 40 anni, come recita il titolo del libro.
«In questo libro», spiega la dottoressa del San Raffaele, «due sono le indicazioni principali. Per le donne giovani, quella di rendere chiare le molte ragioni per scegliere, se possibile, di anticipare la stagione della procreazione e di realizzare i propri sogni con maggiore semplicità e certezza di risultato. Alle donne vicine oppure oltre i 40 anni, invece, vogliamo fornire tutte le indicazioni che servono per scegliere il meglio per sé, per il bambino e per la coppia. Perché anche le cicogne tardive possono regalare bimbi meravigliosi».
Per la donna, soprattutto, ma anche per il suo compagno, la ricerca di una gravidanza che tarda ad arrivare può essere fonte di grande stress. E questo, unito all’età, è un ulteriore motivo di rallentamento della fecondità. I pensieri che corrono nella testa dell’aspirante mamma sono tanti: ce la farò ad avere un figlio? Avrò difficoltà maggiori nella gravidanza? E il parto, sarà più complicato? Il bambino sarà sano? E avrò le energie necessarie per seguirlo durante la crescita?
Tante le storie di donne raccolte dalle due autrici del volume della Giunti: da ciascun racconto emerge la «centralità degli aspetti psicologici connessi alla ricerca, all’attesa e alla gestione di un figlio per donne che, in quanto quarantenni, hanno consolidato impegni, abitudini, ritmi di vita difficili da modificare. Esse mettono in luce quanto l’età incida anche a livello di stanchezza fisica e di stress». Tutte difficoltà «che possono essere superate più agevolmente se la donna è sostenuta da un partner presente e attivo, e poi, in molti casi, dall’aiuto dei genitori della coppia».
Esami preliminari, test sulla fertilità, un monitoraggio accurato della gravidanza, controlli prenatali, stimolazioni ormonali: tutto può sostenere e condurre a buon fine il desiderio della coppia avanti nell’età di generare un figlio.
Ma, avvertono le due autrici, prima di cercare una gravidanza, occhio allo stile di vita, di lei e di lui!
Qualità dell’alimentazione, movimento fisico, ma soprattutto niente fumo e niente alcol sono alcune delle ricette che la dottoressa Graziottin sottolinea espressamente come premesse necessarie a un buon esito nella ricerca di un figlio.
Ecco allora alcuni preziosi consigli: «esercizio fisico quotidiano (anche una passeggiata veloce di 45 minuti e un po’ di stretching a casa), alimentazione saporita, variata ma sobria, il rispetto del peso forma e delle giuste ore di sonno, niente fumo o droghe, pochissimo alcol e i giusti integratori (vitamina D dall’autunno alla primavera; ferro e vitamine del gruppo B, magnesio, calcio e altri oligoelementi e vitamine quando indicati) aiutano a tenere in forma il corpo migliorando l’immagine di sé, l’energia e il sorriso verso la vita, verso il piccolo e verso il partner».
E non si pensi che i consigli valgono solo per il sesso femminile: anche l’uomo, se vuole che i suoi spermatozoi, a una certa età, facciano ancora bene il loro lavoro, deve seguire le stesse “regole” e uno stile di vita sano ed equilibrato.

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