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martedì 17 settembre 2019
 
 

Bambini, serve un "ritorno al futuro"

22/05/2013  Povertà, dispersione scolastica, scarse prospettive di studio e lavoro. Save the Children lancia l'allarme sull'infanzia violata. E lancia alcune proposte al governo

Il logo della campagna di Save The Children a favore dell'infanzia
Il logo della campagna di Save The Children a favore dell'infanzia

«Mi hanno rubato il doposcuola», dice il cartello che porta un bambino. «Mi hanno rubato l’aria pulita», incalza un altro. Sono tante le sagome dei bambini che compaiono nella campagna "Allarme Infanzia" lanciata da "Save the Children", perché la mancanza di futuro che attanaglia i più piccoli c’è e riguarda diversi ambiti, dalla mancanza di spazi e servizi all’impossibilità di continuare gli studi, dal dover rinunciare al lavoro sognato all’impossibilità di accedere a standard di vita dignitosi.  
Il 25% degli adolescenti italiani pensa che il proprio futuro sarà più difficile rispetto a quello dei propri genitori e 1 ragazzo su 4 (il 23%) pensa o spera di andare all’estero per assicurarsi un’opportunità. I dati della ricerca "Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani" parlano chiaro e raccontano un’Italia in cui l’80% dichiara di aver fatto delle rinunce causa crisi. Aumentano anche le disuguaglianze per l’accesso all’università: il 30% dei genitori non ce la fa a pagare la retta dei figli. Per il 41% di madri e padri gli aiuti economici diretti alle famiglia dovrebbero essere la più urgente misura anti-crisi del governo.  
«Per quantificare il furto di futuro che si sta commettendo ai danni delle giovani generazioni, Save the Children ha utilizzato 12 indicatori Eurostat che permettono di comparare le chance dei bambini italiani con quelle dei loro coetanei europei. Il risultato è deprimente», spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. «Considerando i diversi indicatori, il nostro paese si posiziona per 7 volte oltre il ventesimo posto in classifica. Un posizionamento molto negativo, rispetto all’Italia stanno peggio solo i minori di Bulgaria e Grecia. Il generale impoverimento delle giovani generazioni va in parallelo con una colpevole e annosa disattenzione nei loro confronti, che si sta traducendo in una gravissima privazione di prospettive, in una parola, di futuro».  

Tagli alla famiglia - Grida vendetta il taglio dei fondi per minori e famiglia – con l’Italia al 18esimo posto nell’ Europa dei 27 per spesa per l’infanzia e famiglia, pari all’1,1% del Pil. I numeri contenuti nel dossier di Save the Children "L’isola che non sarà" (www.allarmeinfanzia.it) danno il quadro di un Paese sempre più in difficoltà. Quasi il 29% di bambini sotto i 6 anni, pari a 950.000 circa - vive ai limiti della povertà tanto che il nostro paese è al 21esimo posto in Europa per rischio povertà ed esclusione sociale fra i minori 0-6 anni, e il 23,7% vive in stato di deprivazione materiale. I bambini soffrono il furto d’istruzione: l’Italia è 22esima per giovani con basso livello d’istruzione – il 28,7% tra i 25 e i 34 anni (1 su 4), per dispersione scolastica, pari al 18,2% di under 25; (1 su 5); Italia è all’ultimo posto per tasso di laureati, il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni, pari a 760.000. Quanto al lavoro i giovani disoccupati sono il 38, 4% degli under 25, il quarto peggior risultato a livello europeo mentre i NEET (giovani che non lavorano e non sono in formazione) sono 3 milioni e 200.000 e posizionano il nostro paese al 25esimo posto su 27.   Ad essere preoccupati del futuro non sono solo i bambini, naturalmente, ma i genitori: ben il 31% ha paura che i propri figli incontreranno molte difficoltà in più rispetto alle proprie (il 4% ha addirittura molta paura che non ce la faranno. E solo il 16% degli adulti pensa che i propri figli riusciranno a realizzare i propri sogni e ad avere una vita migliore della propria.   Uno smacco per tanti genitori, eco di un passato che sembrava alle spalle, è l’ammissione – per il 31% di madri e padri - di non poter pagare l’università ai propri figli, i quali dovranno trovarsi un lavoro per contribuire alle spese (secondo il 22% dei genitori intervistati), oppure bisognerà fare un prestito (9%).    
Ma oltre all’istruzione, sembra delinearsi un impatto della crisi che colpisce anche la cultura e l’ambiente sociale. Si va meno al cinema perché il biglietto è caro o perché sempre più sale chiudono come segno della difficile fase economica  mentre per porre un freno al caro libri, la biblioteca  torna in voga anche se, purtroppo, per un adolescente su 5, la lettura non rappresenta un interesse. Per il 17% dei ragazzi le vacanze non ci sono già più mentre il 23% le ha fatte ma più brevi del solito.  
Tra le famiglie in difficoltà in italia, 6 famiglie su 10 hanno deciso di non chiedere aiuti esterni (e, quindi presumibilmente di prelevare dai risparmi, oppure di smettere di risparmiare), tra le altre, la famiglia allargata resta la prima risorsa per chiedere e ottenere un sostegno (29% dei genitori).    

Le proposte al governo
- Save the Children prova a tracciare anche una serie di proposte al governo per garantire un "ritorno al futuro". Un piano specifico e articolato di contrasto alla povertà minorile, che preveda al suo interno alcune misure prioritarie come l’estensione della carta d'inclusione sociale per l'acquisto di beni essenziali, non solo a quei nuclei con figli, in situazione di povertà estrema ma a tutte le famiglie a basso reddito con minori in difficoltà; un piano d'investimento a favore dell'istruzione pubblica, per tenere aperte le scuole con attività educative anche il pomeriggio e per garantire, senza ulteriori costi per le famiglie, l'insegnamento delle materie curricolari e i servizi di trasporto e mensa gratuiti per le famiglie più in difficoltà.  
Serve un nuovo piano per l'utilizzo dei Fondi europei che concentri le risorse sullo sviluppo non solo delle infrastrutture fisiche ma anche del "capitale umano", a partire dal potenziamento dei servizi alla prima infanzia.  L’anno scorso la pressione dell’associazione ha stimolato il governo in questa direzione, ora bisogna fare di più.

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