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giovedì 24 aprile 2014
 
Donne
 

Il partito contro Miss Italia

19/07/2013  Il presidente della Camera Laura Boldrini: addio all'elezione di Miss Italia. "Perché - dice - le ragazze italiane hanno altri talenti".

«Una scelta moderna e civile» così la presidente della Camera Laura Boldrini ha definito la decisione di non mandare più in onda Miss Italia. Lo storico concorso di bellezza, nato nel 1939, era ormai da anni al centro di polemiche e cominciava a dimostrare tutti gli anni che aveva.

Trasmesso persino dalla radio (dal 1950),  nel 1979 il concorso approda in Tv. Prima attraverso un piccole  gruppo emittenti locali e poi nel 1981 sul neonato Canale 5.  Sino al 1988 quando comincia l'epoca del sodalizio con Rai Uno.

Più di venticinque anni, ma da tempo eravamo di fronte a uno spettacolo vecchio, noioso che si ostinava a trasmettere un triste messaggio:  la semplice bellezza è un valore che permette alle ragazza di farsi strada e di entrare nel mondo dello spettacolo dalla porta principale.  Il tutto senza dare importanza alle altre doti che una persona può avere: il carattere, la personalità ma anche la preparazione o gli studi di una giovane e moderna donna.

Nel tempo si è cercato di modernizzare le selezioni:  nel 1990 viene abolita l'umiliante prassi di segnalare le "misure" delle ragazze (seno-vita-fianchi), e in seguito si sono sprecate le dichiarazioni d'intenti affinché le miss si impegnassero a non mettere in risalto solo lo loro bellezza.

Ma diciamolo, alla fine chi partecipava a Miss Italia doveva semplicemente avere gambe lunghe, sguardo accattivante e un bel sorriso. Ridicoli da parte degli organizzatori i tentativi di saggiare l'intelligenza, la preparazione e la simpatia o di mostrare una giuria di qualità che valutasse anche ciò che andava oltre l'aspetto fisico.

Vinceva solo e comunque la più bella secondo i gusti del momento.  

Miss Italia mancherà a pochi. Noi sottoscriviamo le parole di Laura Boldrini, soprattutto quando ricorda che «le ragazze italiane debbono poter andare in tv senza sfilare con un numero. Hanno altri talenti» e accogliamo con soddisfazione la decisione di eliminare questa trasmissione dal palinsesto Rai. 

Unico rammarico è il fatto che i motivi della cancellazione sono meno nobili di quanto vorremmo. La decisione infatti è stata presa, probabilmente, in tempi di spending review, cioè dopo aver constatato il calo degli ascolti e calcolato che la spesa di un tale carrozzone non valeva più la candela.

Ma non importa. E' comunque un passo importante verso un mondo della comunicazione innovativo in grado di offrire programmi intelligenti, di qualità e un'immagine della donna  più dignitosa e reale.

                                                                                                                                                                                                                                                                                        

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