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giovedì 27 giugno 2019
 
 

Bologna, un Opificio per gli “affamati” di scienza e cultura

24/10/2015  La Fondazione Golinelli si impegna per la trasmissione del sapere ai giovani con una nuova struttura dedicata all’apprendimento.

Qui e in copertina: l'imprenditore e filantropo Marino Golinelli, all'inaugurazione dell'Opificio.
Qui e in copertina: l'imprenditore e filantropo Marino Golinelli, all'inaugurazione dell'Opificio.

Un’ex fonderia abbandonata alla periferia di Bologna è diventata a “cittadella della conoscenza”, una struttura di 9.000 metri quadrati interamente dedicata alla formazione scientifica di studenti e insegnanti, dal 3 ottobre di quest’anno a disposizione di tutte le scuole italiane.

L’ha fortemente voluta Marino Golinelli, imprenditore di successo nel settore farmaceutico, attraverso la fondazione che porta il suo nome, attiva già da 27 anni e che presso la nuova struttura ha trasferito la sede operativa.  L’edificio è stato ristrutturato in soli due anni con un investimento di 12 milioni di euro e ribattezzato Opificio Golinelli, il nome antico delle fabbriche, scelto per evocare la missione che la fondazione si è data: far imparare ai giovani le scienze attraverso il fare.

Le attività proposte alle scuole di ogni ordine e grado

Marino Golinelli, classe 1920, non ha ancora smesso di guardare al futuro: per questo ha voluto una fondazione che si impegnasse nella formazione scientifica e creativa dei giovani, collaborando con la scuola, l’università e le imprese, sviluppando un metodo innovativo che parte dalla sperimentazione per apprendere i concetti: l’unico modo, dice l’imprenditore, per riuscire a comprendere un mondo non più prevedibile.

L’Opificio propone alle scuole di ogni ordine e grado una serie di attività, già calendarizzate fino a gennaio 2016. La  Scuola delle Idee, per bambini e ragazzi dai 18 mesi ai 13 anni, comprende 140 attività interattive organizzate in 12 aree tematiche tra cui chimica, biologia, astronomia e nutrizione, differenziate per fasce d’età. Ecco alcuni degli eventi. Il 16 ottobre “Eliche geniali”, esperimenti sulle molecole a doppia elica. Il 10 novembre, protagonista la chimica in uno spettacolo di teatro-scienza, dove scienziati e attori insieme realizzeranno affascinanti giochi di luce generati da reazioni chimiche. Infine il 5 dicembre “Il suono degli alberi”, attività con la corteccia, i semi, le radici e le foglie per conoscere la funzione degli alberi nella natura. 


Il laboratorio dell'Opificio.
Il laboratorio dell'Opificio.

Scienze in Pratica è invece l’area dedicata agli adolescenti, con l’obiettivo di suscitare la passione per la scienza attraverso la sperimentazione. Tra le tante proposte, lo stage per le classi del triennio delle scuole superiori: per l’anno scolastico 2015-2016 sono previsti 21 diversi stage che spaziano dalla biologia molecolare alla bioinformatica, tutti a postazione singola con un tutor ogni 8-12 studenti. Tutti gli stage si svolgono su prenotazione e hanno un costo (per studenti fuori provincia di Bologna) che va dai 15 euro a studente per mezza giornata a 35 euro per tre mezze giornate. Una bella idea per valorizzare una gita scolastica, ad esempio.

È dedicata invece agli insegnanti di tutta Italia Educare a Educare, programma di formazione permanente accreditato dal Ministero dell’Istruzione, che prevede per l’anno scolastico in corso 19 corsi gratuiti in tutte le discipline, privilegiando le materie scientifiche e tecnologiche.


L'esterno della nuova struttura.
L'esterno della nuova struttura.

Infine l’ultima sfida lanciata da Golinelli è il progetto Opus 2065, quasi una provocazione con mezzo secolo di orizzonte temporale, a confermare ancora una volta la personalità davvero visionaria del nostro imprenditore filantropo. Ma anche con i piedi per terra, visto che ha destinato al progetto 30 milioni di euro in forma di trust, l’istituto giuridico anglosassone che “contiene” le somme donate e le separa dal patrimonio del gestore, garantendo che siano utilizzate per l’esclusivo fine stabilito dal donatore.

Con questi fondi, Opus 2065 dovrà realizzare un centro di ricerca sui campi futuribili del sapere (in particolare nell’area salute e tutela ambientale), sviluppare metodi di avanguardia per la formazione e finanziare nuove attività imprenditoriali.

Antonio Danieli, direttore generale della Fondazione.
Antonio Danieli, direttore generale della Fondazione.

Intervista ad Antonio Danieli, direttore generale della Fondazione Golinelli

  

- Dite di essere l’unica fondazione privata italiana totalmente operativa e filantropica secondo il modello anglosassone. In Italia ci sono 6.000 fondazioni. Come spiegate questa affermazione?

Siamo una fondazione privata legata una persona, non a una banca, né a un’impresa, né a un’istituzione pubblica. Già così il numero totale si restringe parecchio. Poi siamo totalmente operativa, gestiamo cioè tutte le attività direttamente, e il numero si restringe ancora...ma quello che ci rende unici è l’approccio strategico ispirato al modello anglosassone, che significa essere attori di cambiamento sociale e rivendicarlo, anche nei confronti del sistema pubblico con il quale sappiamo di giocare alla pari, avendo superato anche il concetto di sussidiarietà. Ovviamente dimostrandolo con i fatti.

- Quali? 

In primo luogo, gli investimenti resi possibili da una dotazione complessiva di 51 milioni di euro che Marino Golinelli ha garantito per i programmi pluriennali della Fondazione. Finora sono passati da noi un milione di persone tra studenti, insegnanti, uomini e donne “affamati” di cultura. Per le attività delle prossime settimane abbiamo già prenotazioni da 4 mila studenti e mille insegnanti.

- Gli studenti arrivano anche da regioni diverse dall’Emilia Romagna?

Certo, il 51% dei giovani nella fascia d’età  11-18 viene da fuori regione, anche da lontano. Questo anche grazie al fatto di essere a Bologna, una città ben raggiungibile da ogni parte d’Italia: anche per questo abbiamo scelto di tenere qui la sede.


- Parliamo di futuro. Su quali campi di ricerca lavorerà il progetto Opus 2065?

«Stiamo preparando il piano operativo, ma posso anticipare alcuni esempi di settori: salute, sostenibilità ambientale, evoluzione di comparti produttivi tradizionali del nostro territorio. Ci sarà un centro di ricerca collegato sia alle istituzioni che alle imprese e un fondo d’investimento in startup altamente innovative. Il tutto con un’attenzione particolare alle connessioni tra arte e scienza, che riteniamo siano uno strumento potente per comprendere un mondo che sarà sempre più mutevole, contraddittorio e imprevedibile.

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