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lunedì 17 dicembre 2018
 
Whatsapp&Co
 

«Cari genitori, occhio all’uso sconsiderato dei social»

17/10/2016  Ecco la lettera che Laura Barbirato, preside dell’Istituto comprensivo Maffucci di Milano, ha scritto ai genitori per metterli in guardia sui problemi che i gruppi WhatsApp possono causare tra gli studenti e tra gli adulti stessi

Gentili genitori,

Sempre più spesso, negli ultimi tempi, a scuola dobbiamo " fronteggiare" svariate problematiche legate al cattivo uso degli smartphone, di cui oramai tutti i vostri figli sono dotati. In quasi tutte le classi esistono gruppi, formati dagli studenti, nei quali, con grandissima frequenza, passano comunicazioni di ogni tipo.

Ci è capitato di venire a conoscenza che tra queste ci sono immagini di dubbio gusto, se non apertamente volgari, messaggi di presa in giro nei confronti dei compagni, a volte provocazioni ed insulti, parolacce... Naturalmente attività simili hanno luogo anche in altri luoghi virtuali che la Rete mette a disposizione: Facebook, Instagram, Ask ( solo per citare quelli più comuni). La stragrande maggioranza degli episodi dei quali la Scuola viene a conoscenza si verificano fuori dal nostro Istituto, ma, inevitabilmente, le ripercussioni degli stessi coinvolgono la sfera del quotidiano di tutti, risultando a volte per qualcuno particolarmente pesanti da gestire.

Noi crediamo, tralasciando le conseguenze, anche di ordine penale, che un uso sconsiderato di tutto ciò che è “social” potrebbe causare, che la scuola debba informare e mettere in guardia i ragazzi (e lo fa, anche attraverso iniziative specifiche come il progetto “Media Education”) ma sarebbe cosa buona se ciascuna famiglia esercitasse e/o trovasse una adeguata ed utile forma di controllo delle attività “sociali” dei propri figli; il tutto a salvaguardia della serenità dei ragazzi, spesso turbata da situazioni di cui non comprendono per leggerezza la gravità.

Con l’occasione ricordo che a scuola è per legge, prima ancora che per regolamento scolastico, vietato l’uso di cellulari, videocamere o altro strumento atto a fotografare/filmare/registrare se non espressamente concesso dall’insegnante, che se ne assume la diretta responsabilità in un ambito didattico specifico. Confido, da genitore, sulla vostra comprensione e sulla vostra attenta vigilanza, per il bene dei nostri ragazzi.

Con l’occasione, non posso non segnalare che le dinamiche descritte nei flussi comunicativi che interessano i ragazzi, facilmente si riscontrano anche nei gruppi degli adulti... e questo è un argomento, se possibile, ancora più serio. Nei gruppi si tende a sottovalutare il fatto che non si sta dialogando uno a uno, esprimendo pensieri o punti di vista confidenziali, ma si sta condividendo con molti altri quel che si esprime. Facilmente la comunicazione viene estesa, esagerata, distrorta e ad ogni passaggio la distorsione cresce ed ecco che le cose rimbalzano e si amplificano, le derive degli eccessi rischiano di prevalere e, come nel “telefono senza fili”, alla fine si raggiungono esiti imprevedibili e spesso poco edificanti.

Raccomando che si utilizzino preferibilmente forme comunicative corrette ed istituzionali, come previsto nella scuola, rispettando ruoli ed interlocutori.

Cordialmente

La dirigente scolastica

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