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giovedì 22 agosto 2019
 
Economia
 

Che cos'è e come funziona la procedura di infrazione europea

21/11/2018  La Commissione europea ha "bocciato" la manovra italiana. La decisione potrebbe portare alla procedura di infrazione. Vediamo che cos'è.

La commissione europea ha “bocciato” la manovra finanziaria dell’Italia per violazione della regola sul debito, cioè a causa di un rapporto deficit/Pil (uscite/entrate dello Stato) che sfora il limite previsto dalle regole comunitarie. Significa che un Paese prevede di spendere più di quanto produce aumentando il debito oltre il consentito. «La nostra analisi di oggi – ha scritto la Commissione europea sul rapporto 126.3 riguardo al debito italiano - suggerisce che il criterio del debito deve essere considerato non rispettato. Concludiamo che l'apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è quindi giustificata».

Che cos'è esattamente la procedura di infrazione?

Viene aperta nei casi in cui la Commissione individua possibili violazioni del diritto dell’Ue sulla base delle proprie indagini o di denunce da parte di cittadini, imprese e altre parti interessate.

Come funziona la procedura formale

Se il paese dell'Ue interessato non ha comunicato le misure che recepiscono completamente le disposizioni delle direttive o non rettifica la presunta violazione del diritto dell’Ue, la Commissione può avviare una procedura formale di infrazione.

Quali sono le tappe

La procedura si articola in più tappe stabilite nei trattati dell’Ue, ciascuna delle quali si conclude con una decisione formale: 1. la Commissione invia una lettera di costituzione in mora con cui richiede ulteriori informazioni al paese in questione, che dovrà inviare una risposta dettagliata entro un termine preciso, in genere due mesi. 2. Se la Commissione giunge alla conclusione che il paese è venuto meno ai propri obblighi a norma del diritto dell’Ue, può inviare un parere motivato, vale a dire una richiesta formale di conformarsi al diritto dell’Unione in cui spiega perché ritiene che il paese violi il diritto dell’Ue. La Commissione chiede inoltre al paese interessato di comunicarle le misure adottate entro un termine preciso, in genere due mesi. 3. Se il paese continua a non conformarsi alla legislazione, la Commissione può decidere di deferirlo alla Corte di giustizia. La maggior parte dei casi viene risolta prima di essere sottoposta alla Corte. 4. Se un paese dell'Ue non comunica le misure che attuano le disposizioni di una direttiva in tempo utile, la Commissione può chiedere alla Corte di imporre sanzioni. 5. Se la Corte ritiene che il paese in questione abbia violato il diritto dell’Unione, le autorità nazionali devono adottare misure per conformarsi alle disposizioni della sentenza della Corte.

Che cosa succede se una decione della Corte non viene rispettata

Se, nonostante la sentenza della Corte di giustizia, il Paese continua a non rettificare la situazione, la Commissione può deferirlo dinanzi alla Corte.

Quai sono le possibili sanzioni

Quando un paese viene deferito alla Corte di giustizia per la seconda volta, la Commissione propone che la Corte imponga sanzioni pecuniarie, che possono consistere in una somma forfettaria e/o in pagamenti giornalieri. Le sanzioni sono calcolate tenendo conto di vari elementi: 1. L’importanza delle norme violate e gli effetti della violazione sugli interessi generali e particolari. 2. Il periodo in cui il diritto dell’Unione non è stato applicato. La capacità del paese di pagare, con l'intento di assicurare che le sanzioni abbiano un effetto deterrente.

L’importo proposto dalla Commissione può essere modificato dalla Corte nella sentenza.

Dove vengono pubblicate le decisioni in materia di infrazione

Le informazioni sulle decisione della Commissione in materia di infrazioni sono disponibili online. È possibile fare ricerche mirate per paese, settore o data. La Commissione pubblica anche una relazione che passa in rassegna i principali aspetti dell’applicazione del diritto dell’Ue e presenta i procedimenti di infrazione per settore e per Paese. (Fonte: Ue)

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