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lunedì 20 novembre 2017
 
Iniziative
 

Chi non mangia e chi ha cibo da buttare: un Ristorante Solidale per cambiare

26/10/2017 

C'è chi non ha da mangiare e chi ha cibo da buttare. Le nostre città sono piene di paradossi: da un lato le migliaia di famiglie messe in ginocchio dalla crisi, dall'altro gli sprechi di un sistema bulimico, che genera scarti. Però c'è anche chi lavora per rimettere un po' a posto le cose.

Arriva a Torino il Ristorante Solidale, un progetto che fa incontrare le eccedenze alimentari della ristorazione con le necessità di chi fa più fatica. L'idea, semplicissima ma tutt'altro che scontata, porta pasti sani e caldi sulle tavole di alcune famiglie bisognose. I primi quaranta sono già stati consegnati nei giorni scorsi. Il sistema si fonda su un'inedita collaborazione tra realtà molto diverse: Just Eat (grande azienda che offre servizi per ordinare pranzo e cena a domicilio), Caritas diocesana e Ponyzero (giovane impresa specializzata in consegne e caratterizzata da una forte vocazione ecologica). Il tutto sotto l'egida del Comune, che ha fatto da tramite fra i diversi attori.

Ciascuno segue una parte del progetto: Just Eat mette a disposizione la logistica e i contatti con i suoi numerosi ristoranti convenzionati, la Caritas individua le famiglie da aiutare, mentre Ponyzero si occupa fisicamente delle consegne (usando veicoli non inquinanti: biciclette e un furgone elettrico). Finora hanno aderito alla proposta 11 ristoranti: alcuni più in stile fast food, altri ispirati alla tradizione, una piadineria e perfino un locale giapponese. Una volta al mese doneranno le loro eccedenze, ma, se necessario, sono disponibili anche a preparare dei pasti ad hoc. Le prime consegne (circa 40 pasti in 4 comunità cittadine) sono avvenute il 12 ottobre. L'auspicio è che, nel tempo, nuovi esercenti si aggiungano alla lista. L'esempio di Milano, dove il progetto è attivo già da febbraio, fa ben sperare. Nel capoluogo lombardo, infatti, in 9 mesi le consegne solidali sono state 386, per un totale di 900 pasti caldi, che hanno aiutato, ogni volta, circa 60 persone.

L'iniziativa ha un duplice valore. Da un lato dedica attenzione alla fragilità sociale: «Tra le persone che aiutiamo ci sono tante vittime della cosiddetta povertà grigia: famiglie che fino a qualche anno fa non avevano problemi, ma che ora, dopo l'improvvisa perdita del lavoro, sono rimaste senza casa» ha osservato, durante la presentazione, Pierluigi Dovis, direttore della Caritas torinese. Ma il progetto punta anche a ridurre il fenomeno degli sprechi alimentari. «Secondo un sondaggio condotto dalla nostra azienda in 1.000 locali nazionali» ha ricordato Daniele Contini, manager di Just Eat per l'Italia «il 50% dei ristoranti butta via cibo una volta alla settimana, il 26% più volte a settimana, una tendenza che ci impegniamo a contrastare, anche alla luce della legge 166/2016, volta proprio a ridurre gli sprechi».

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