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martedì 12 dicembre 2017
 
Lavoro e legalità
 

Chi ti protegge se denunci il collega disonesto

06/10/2016  Grazie al successo della campagna #Vocidigiustizia, dovrebbe riprendere presto al Senato la discussione sulla legge sul whistleblowing per tutelare chi ha il coraggio di non far finta di nulla quando vede comportamenti illeciti sul posto di lavoro, sia nel pubblico che nel privato. Per evitare, com'è già successo, di essere costretti a dimettersi per ritorsione dall'azienda.

Whistleblowing: sembra uno scioglingua ma in realtà è uno strumento molto importante per combattere la corruzione e altri reati che si possono commettere sul posto di lavoro. Il whistleblower (soffiatore di fischietto) è il lavoratore che durante lo svolgimento della sua attività allinterno di unazienda pubblica o privata viene a conoscenza di pratiche illecite che mettono a rischio i clienti, i colleghi, gli azionisti, i cittadini o lazienda stessa, e che decide quindi di denunciare. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna chi fa questo tipo di segnalazione è tutelato dalla legge.

In Italia lo scorso gennaio la Camera aveva approvato la norma proposta dal Movimento 5 Stelle su questa materia. Dopo dieci mesi la legge però non è ancora stata discussa in Senato e quindi non può entrare in vigore. A dare una sveglia ai senatori ci hanno pensato le associazioni Riparte il Futuro e Transparency International Italia che hanno raccolto più di 25 mila firme attraverso la campagna #vocidigiustizia presentata ad Anna Finocchiaro, presidente degli Affari Costituzionali del Senato. Lo stimolo delle due realtà che si occupano di anticorruzione ha avuto il suo effetto e la senatrice ha annunciato linizio della discussione sulla proposta di legge - fortemente voluta anche dallAutorita Nazionale Anti Corruzione (ANAC) presieduta da Raffaele Cantone -  di cui lei stessa si è fatta relatrice.

I promotori di #vocidigiustizia hanno chiesto che la norma comprenda alcuni punti che nella versione approvata dalla Camera non erano specificati: definire in modo chiaro i canali di segnalazione, in modo che il testimone di un illecito sappia a chi rivolgersi; garantire lanonimato del whistleblower; istituire un fondo per la tutela di chi ha subito ritorsioni o deve affrontare ingenti spese legali; sanzioni nei confronti di chi attua discriminazioni e ritorsioni nei confronti dei segnalatori, compresi i datori di lavoro pubblici e privati; la dimostrazione da parte del datore di lavoro che provvedimenti discliplinari o demensionamento siano stati attuati non in conseguenza della denuncia degli illeciti. Federico Anghelè, responsabile relazioni istituzionali di Riparte il futuro ha aggiunto: “Crediamo che per essere davvero efficace una legge dovrebbe includere alcune fondamentali garanzie tra cui, prima di tutto, l’estensione della disciplina del whistleblowing al settore privato, se vogliamo veramente permettere a tutti i lavoratori di essere delle sentinelle della lotta alla corruzione in Italia”.

A capo della campagna #vocidigiustizia c’è Andrea Franzoso, uno che ci ha messo la faccia, denunciando nel 2015 lallora presidente di Ferrovie nord Milano Norberto Achille per aver utilizzato 600 mila euro in 7 anni per spese personali: frutta e verdura, profumi, toelettatura per animali, cene con politici e magistrati, regali di lusso, poker online, multe prese dal figlio. Attorno a me si è fatto il vuoto, i miei colleghi sono spariti, i sono stati tolti gli incarichi e sono stati affidati a un consulente esterno, infine sono stato trasferito ad un altro incarico. Così Andrea, 39 anni, ha firmato un accordo consensuale per uscire da Ferrovie Nord e lunedì scorso è stato il suo ultimo giorno di lavoro.
Franzoso, pur lavorando per una società partecipata della Regione Lombardia, è stato considerato un lavoratore privato e in quanto tale non ha potuto avvalersi della legge Severino, al momento l’unica a tutela dei whistleblower.

In alcuni Paesi dove la legge sul whistlebowling è già in vigore è previsto anche un riconoscimento economico per chi denuncia. Intanto alcune realtà pubbliche hanno già fatto da sole, approvando una politica in favore di chi denuncia come lASL Cuneo 1 e il Comune di Milano, il quale da gennaio ha lanciato unapposita piattaforma Internet rivolta ai dipendenti che intendono segnalare episodi di corruzione o illegalità.

Altra buona notizia: lo scioglilingua dovrebbe presto sparire perché lANAC, in collaborazione con il Ministero dellIstruzione, ha indetto un concorso tra gli studenti per tradurre whistleblowing in una, più comprensibile, parola italiana.

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#vocidigiustizia: Andrea whistleblower solitario contro gli sprechi FerrovieNord
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