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giovedì 21 settembre 2017
 
Immigrazione
 

Continua la raccolta firme per cambiare la Bossi-Fini

08/09/2017  Hanno già firmato 30.000 persone per la legge di iniziativa popolare dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”. La testimonianza del direttore del Centro Astalli

“Occorre cambiare la narrativa dell’immigrazione, superare il pregiudizio e cancellare tutte le bugie raccontate in questi anni”, lo ha detto padre Camillo Ripamonti, direttore del Centro Astalli, durante un incontro per il lancio del video spot della campagna “Ero Straniero – L’umanità che fa bene”, lanciata ufficialmente il 12 aprile in una conferenza stampa al Senato da Emma Bonino e dalle altre organizzazioni che, insieme a Radicali Italiani, sono promotrici della legge di iniziativa popolare per superare la legge Bossi – Fini e cambiare le politiche sull’immigrazione puntando su inclusione e lavoro.

Finora la campagna ha già raccolto le adesioni di varie  organizzazioni, fra queste Caritas Italiana, Migrantes, Comunità di Sant’Egidio, Acli, Arci. Focsiv, Oxfam, LIbera, Tavola della Pace, Centro Astalli.

La legge di iniziativa popolare è intitolata “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”.

“Riteniamo centrale la firma per il cambio della legge Bossi-Fini, perché occorre lavorare per l’integrazione di queste persone. Sarebbe un bell’esercizio di democrazia”, ha aggiunto padre Ripamonti.

Il direttore del Centro Astalli ha raccontato che questa estate, contrariamente al solito, l’afflusso dei richiedenti asilo e dei rifugiati alla mensa del Centro di Roma non è calato. “Di solito”, ha spiegato il padre gesuita, “nei mesi estivi molti richiedenti asilo di spostano al Sud per i lavori stagionali, in nero, nell’agricoltura. Questa estate il calo fisiologico non c’è stato, infatti abbiamo assistito a sgomberi  di persone che da anni non riescono a trovare una casa o un lavoro nel nostro paese. Alla mensa abbiamo dato da mangiare a queste persone uscite dalle occupazioni”.

Finora la campagna ha raccolto 30.000 firme, ma l’obiettivo è di raggiungere il traguardo delle 50.000 firme necessarie. Come spiega Emma Bonino nella parte finale del video, firmare serve a “dare regole certe all’integrazione nel nostro Paese, perché l’umanità fa bene a tutti e non ci si può sentire stranieri per tutta la vita”.

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