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giovedì 30 marzo 2017
 
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«Cosa abbiamo imparato nel Collegio dei nostri nonni»

09/01/2017  Parlano i giovani protagonisti del programma di Rai 2: ragazzi e ragazzi di oggi catapultati nel 1960 dove, tra severissimi sorveglianti e rigidi insegnanti, sono stati costretti a dimenticare per un mese i loro smartphone per studiare sui programmi per la licenza media di allora.

Dopo gli ottimi risultati di ascolto delle prime puntate, tornano stasera i giovani protagonisti de "Il Collegio", il programma di Rai 2 che mostra cosa capita a un gruppo di ragazzi e ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, provenienti da tutta Italia, se vengono catapultati indietro nel tempo nel 1960 a studiare per prendere la licenza media in un vero istituto dell'epoca. Ecco le loro testimonianze.

ADRIANO OCCULTO
«Ho scoperto che ci sono regole che ci aiutano a vivere meglio»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Non sapevo se mi avrebbero tolto il telefono e credevo che mi avrebbe dato molto fastidio, in realtà mi ha pesato davvero poco non averlo. Mi ha sicuramente stupito il fatto di aver capito che, nonostante ci imponessero delle regole rigide e diverse da quelle di casa, anche i sorveglianti erano persone "umane"».

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Ci sono regole che ci aiutano a vivere meglio. Ora sto composto a tavola e non spreco cibo. La sera, invece di stare per ore e ore fuori con gli amici, riesco a tornare presto per passare più tempo in casa. Al collegio, i momenti più belli erano quelli nelle camerate, non credevo che sarei riuscito a rimanere così tanto tempo "costretto" in un posto». 


ALESSIO MILANESI
«Ho imparato a essere serio. Ora scandisco le parole e tutti mi capiscono»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Mi aspettavo di vivere un'esperienza diversa, con tante regole e rigidità. In realtà mi ha stupito il fatto di poter trovare comunque dei momenti in cui divertirsi».

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Molte cose: ci sono delle regole che vanno seguite, riesco a esser più serio e, quando parlo, cerco di scandire meglio le parole in modo che tutti mi possano capire al meglio». 


ARIANNA PASIN
«Non sempre si può avere ciò che si vuole e subito»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Sicuramente non mi aspettavo che ci sarebbero state delle regole così rigide, credevo avremmo avuto più momenti liberi. Sono partita da casa con l'idea che non sarei andata d'accordo con gli altri ragazzi e anche quando li ho visti al mio arrivo ero convinta che sarebbe stato molto difficile instaurare dei buoni rapporti: mi sono dovuta ricredere». 

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«La vita non può essere tutta rose e fiori e bisogna cercare di affrontare ogni momento al meglio, anche quando ci si trova in situazioni scomode. Non sempre si può avere ciò che si vuole e subito. Ho capito che il cibo è prezioso e…non si butta via niente». 


CARLA ADDONISIO
«Ho capito che è necessario affrontare le proprie difficoltà anche da soli»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Non mi ero fatta un'idea precisa di cosa saremmo andati a fare, sinceramente pensavo tutto in negativo, pensavo che non avrei fatto amicizia, che le regole e la scuola sarebbero state troppo dure. Non ero mai stata lontano da casa e non avevo mai dovuto adeguarmi alle abitudini di altri. Alla fine, a casa, uno fa quello che vuole».

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Sicuramente sento ancora più forte il legame che ho con la mia famiglia, ora però ho capito che è necessario affrontare le proprie difficoltà anche da soli. L'esame scolastico che abbiamo sostenuto mi ha messo davanti a una vera prova e ora so cosa vuol dire studiare veramente». 


DAVIDE ERBA
«L'unione fa la forza, questo è quello che ho imparato»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Non so cosa mi aspettavo... di sicuro non tutta quella disciplina!».  

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«L'unione fa la forza, questo è quello che ho imparato. Nei miei momenti di sconforto, sapere che appartenevo a un gruppo che mi avrebbe supportato mi faceva stare meglio».
 


DIMITRI TAMMARO IANNONE 
«Ho capito che posso cercare di andare oltre i miei limiti e posso gestire le mie emozioni»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Sinceramente mi conosco e avevo paura di non riuscire a stare "rinchiuso" nello stesso ambiente per così tanto tempo. Mi ha stupito il fatto di trovare una buona sintonia con gli altri, fin da subito ho capito che erano persone molto simili a me». 

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Ora mangio molto meglio e tanti cibi che prima non avrei mai assaggiato. Stare in collegio per me è stata un'esperienza davvero importante, ho capito che posso cercare di andare oltre i miei limiti e posso gestire le mie emozioni».
 

FEDERICO NOBILE
«Ora sono più disciplinato e, soprattutto, meno distratto quando faccio le cose»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Sinceramente non sapevo proprio cosa aspettarmi. Volevo buttarmi in una nuova avventura per conoscere ragazzi nuovi, di diverse provenienze e questo è quello che  è successo». 

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Mi sembra di essere più disciplinato e, soprattutto, meno distratto quando faccio le cose. Non sono una persona completamente diversa, ma riesco a concentrarmi di più anche nello studio. Alcune regole mi sono entrate in testa, ad esempio mi sistemo da solo il letto ogni mattina prima di andare a scuola e anche i miei genitori hanno notato il cambiamento».


FILIPPO MORAS
«Vivere nel passato mi ha fatto apprezzare veramente la modernità»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Quello che dico sempre è che ho sottovalutato Il Collegio. Mi aspettavo fosse un'esperienza meno dura e, forse, più finta. Invece era tutto vero». 

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Vivere nel passato mi ha fatto apprezzare veramente la modernità. La campanella che suonava ogni mattina mi è sembrata una metafora della vita reale... Mi ha fatto capire che ci sono regole che vanno rispettate e che seguirle può aiutarti nella vita di tutti i giorni. Ho capito che si possono conoscere persone che sono molto diverse da noi ma, non per questo, devono essere escluse dalle nostre vite».


FILIPPO ZAMPARINI
«Ho imparato a godere delle piccole cose. E a fare il nodo della cravatta…»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Credevo fosse tutto finto, un banale programma televisivo e invece... Era tutto vero! Mi ha stupito il fatto che tutte le persone intorno a noi, professori e sorveglianti, siano riuscite a calarsi in un preciso ruolo, ci hanno fatto davvero vivere come se fossimo negli anni '60».

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Innanzitutto so fare il nodo della cravatta! Ho imparato a godermi le piccole cose della vita. In collegio c'erano molte lezioni e attività ma nei momenti liberi non avevamo i nostri oggetti personali o cose che ci potevano distrarre come, ad esempio videogiochi e cellulare. In quel momento trovi anche piccole cose che ti fanno passare il tempo e che ti mettono allegria». 

GIOVANNI PETRIGLIANO    
«Ora mi rifaccio il letto da solo e mangio tutto quello che mi propongono».

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«In tre parole? Disciplina, insegnamento ma anche divertimento, questa era l'idea che mi ero fatto. Mi ha sorpreso il fatto che all'interno di un programma televisivo fosse tutto molto reale». 

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Ho imparato a gestire me stesso sia a livello emotivo sia a livello pratico. Ora mi rifaccio il letto da solo e mangio tutto quello che mi propongono». 


JENNY DE NUCCI
«Sono sopravvissuta benissimo senza Instagram e con un bagno in comune»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Ero terrorizzata dall'idea di non poter utilizzare i social. Non sapevo se mi avrebbero tolto veramente il telefono. Io sono molto attenta alla mia pagina Instagram e non sapevo come avrei potuto gestire la cosa». 

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Ho imparato a tranquillizzarmi. Oggi riesco a controllarmi, capisco quando il momento è serio e quando non è il momento di ridere. Posso dire di aver capito cosa significa “condividere”. Eravamo in diciotto e non è sempre stato facile gestirsi gli spazi e i propri momenti, a casa mi sembrava quasi impossibile dormire in camera con mia sorella, lì sono riuscita ad avere addirittura un bagno in comune».


LETIZIA DEL SIGNORE
«Non mi sarei mai aspettata una così forte unione con gli altri compagni»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Non avevo un'idea precisa, ma sicuramente non mi sarei mai aspettata una così forte unione con gli altri compagni. Quando sono arrivata, mi ha sorpresa quella imponente struttura e la presenza dei sorveglianti».

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Sicuramente a essere più forte».


LUDOVICA OLGIATI
«Ho capito che si può accettare la diversità. E quanto può essere finto il mondo dei social»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Pensavo che sarebbe stata una “avventura” meno difficile. Credevo che saremmo stati più liberi e che ci sarebbero state meno attività. Calarmi nei panni di uno studente degli anni ' 60 mi ha fatto vedere le cose in modo diverso, mi è sembrato di capire che in quegli anni ci fosse una più viva attenzione all'altro».

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Ho capito che è possibile approcciarsi alle persone che sono diverse da me. Si può accettare la diversità. Ho pensato tanto a quanto sia finto il mondo dei social. Nel tuo “profilo” puoi essere la persona che vorresti, ma che in realtà non sempre sei. Questa esperienza ci ha fatto vivere la vita reale, dove le persone ti riescono ad accettare per come sei».


MARIKA FERRARELLI
«Ho capito che posso truccarmi meno, rimanendo me stessa»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Mi aspettavo fosse un'esperienza più semplice, non credevo che ci avrebbero tolto veramente i cellulari e gli oggetti personali che siamo abituati a usare. Essere negli anni '60, lontani da casa, senza telefono, piastra, trucchi e i propri amici… pensavo fosse più facile». 

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
 «Oggi do meno importanza alle cose materiali. Non rinuncerò mai alla mia piastra, ma ho capito che posso truccarmi meno, rimanendo comunque me stessa. Sicuramente, mangio meno “schifezze” e quello che c'è in tavola non lo avanzo mai».


PIETRO DELL'AQUILA
«Che bello condividere una camerata con altri ragazzi»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Speravo che potesse essere un'esperienza in cui potevo cambiare e crescere. Volevo conoscere persone nuove che potessero poi "rimanere"  con me anche dopo questa "avventura". Non mi sarei mai aspettato di restare davvero senza telefono, di  studiare tutti i giorni, anche di domenica. Non credevo che sarebbe stato così bello condividere una camerata con altri ragazzi». 

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de “Il Collegio”? 
«Oggi sono più sicuro di me. Lontano dai miei genitori ho imparato a relazionarmi con gli altri e ho imparato il confronto».


SILVIA DI SANTO: 
«Le persone si possono conoscere nel profondo e non solo in modo superficiale».

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Mi aspettavo che sarebbe stato tutto molto più finto, non mi sarei mai aspettata che un programma televisivo potesse essere così reale».


Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Dopo il collegio mi trucco meno, sto composta a tavola e riesco con più facilità a relazionarmi con gli altri. Noi "collegiali" siamo rimasti in contatto e questa esperienza ci ha dato la possibilità di capire che le persone si possono conoscere nel profondo e non solo in maniera superficiale».


SWAMI CAPUTO
«Ora non sento più la mancanza dello smartphone»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Sinceramente non mi ero fatta un'idea, volevo solo vivere una nuova esperienza. Quando il primo giorno mi sono trovata a dover bere l'olio di fegato di merluzzo… sinceramente non me lo sarei mai aspettata».

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Prima vivevo costantemente incollata al telefono, non me ne separavo nemmeno a tavola e lo tenevo anche davanti alla tv. Ora sono stata costretta a stare senza per più di un mese, dopo il collegio, perché mi si era rotto e non ne ho sentito la mancanza».


VERONICA MASTRO
«La tecnologia può aiutarti a vivere, ma non ha senso esserne dipendente»

Che cosa ti aspettavi dall’esperienza de Il Collegio? In che cosa l’esperienza ti ha sorpreso di più?
«Non avevo un'idea chiara in testa, non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Avevo paura, credevo che mi sarei trovata male con gli altri compagni. È stato sorprendente vedere una struttura così grande, in generale mi hanno sorpreso molto i vari ambienti nei quali abbiamo vissuto. L'ambientazione storica era perfetta e mi ha fatto sembrare di essere davvero in un'epoca passata».

Che cosa ti ha insegnato l’esperienza de Il Collegio? 
«Mi ha insegnato che nella vita puoi puntare a diventare una persona migliore. Mi sento più forte e orgogliosa di me stessa. Ho imparato anche a fare alcune attività pratiche, come ad esempio cucire, che sono sicura mi potranno essere sempre utili. Sicuramente negli anni '60 la vita era diversa e veniva data importanza a cose che noi giovani non ci saremmo mai immaginati: la tecnologia può aiutarti a vivere, ma non ha senso esserne dipendente».
 

 

 

 



 

 

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