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Cristina Gangemi. Primi passi per una teologia della disabilità

16/06/2016  Cristina Gangemi è l’organizzatrice di “Vivere pienamente”, evento che mette al centro i bisogni spirituali delle persone disabili

Quella capacità del corpo umano, pur portatore di handicap gravi, di sussurrare il mistero di Dio, di cui parla Giovanni Paolo II nella sua teologia del corpo, Cristina Gangemi l’ha sperimentata più volte nei lunghi anni di lavoro dedicati alle persone con disabilità. Organizzatrice del primo convegno sulla teologia della disabilità a Roma dal titolo “Vivere pienamente 2016”, che si terrà il 23 giugno presso il Pontificio consiglio della cultura, questa italiana di terza generazione, cresciuta nel sud di Londra, sprizza da ogni poro entusiasmo per il suo lavoro.
«Mi viene naturale usare il mio corpo per dare vita al corpo di chi è menomato e questa, per me, è l’Eucaristia. Le persone con disabilità mi hanno arricchito, rendendomi più umana. Ho toccato, grazie a loro, la forza dello spirito che c’è in ciascuno di noi», racconta Cristina, 54 anni, due figli, un passato da guida turistica e un master in teologia all’università londinese St. Mary’s a Twickenham che si è conquistato adattando ogni corso a persone con difficoltà fisiche e psichiche. A Cristina non sembra vero che questa sua vocazione a lavorare con persone disabili, cominciata quando era appena quattordicenne, l’abbia portata proprio qui, nel centro di Roma. All’evento “Vivere pienamente 2016” parteciperanno decine di persone provenienti da Romania, Stati Uniti, Australia, Olanda, Grecia, Portogallo, Malta, Irlanda, Costa d’Avorio e Italia.
«Vogliamo dare spazio alle famiglie dove ci sono disabilità», spiega la Gangemi, «perché possano raccontare le loro storie scoprendo che sono al centro della vita della Chiesa. Verranno i teologi di questa materia più famosi del mondo: Hans Reinders, Medi Volpe, Pia Matthews, Bill Gaventa, Miquel J. Romero. Il convegno ha il patrocinio anche di Jean Vanier e dei Carmelitani e verrà inaugurato da Melchor Sánchez, sottosegretario del Pontificio consiglio della cultura». L’obiettivo finale del seminario è arrivare a stendere una carta, un documento con un messaggio di speranza, che i partecipanti possano riportare nelle loro Chiese di origine come sogno da realizzare e loro missione per il futuro.
Cristina ripensa a quel giorno di quarant’anni fa, quando era guida nel movimento scout, e la madre la costrinse a fare volontariato in una scuola per bambini disabili, perché si conquistasse il prossimo distintivo, anche se lei aveva un mare di paura.
«Ero così nervosa, quando bussai alla porta della scuola, ma l’accoglienza fu entusiasta. Mi dissero: “Grazie per essere venuta! Sei fantastica!”. Mi divertii moltissimo quell’estate e gli anni successivi quando ritornai. Quell’esperienza cambiò qualcosa per sempre dentro di me perché cominciai a chiedermi perché il mondo rifiutava persone così eccezionali», continua l’organizzatrice di “Vivere pienamente 2016”. «Mi ci vollero anni, però, per capire che l’“handicap” e le persone con disabilità c’entravano profondamente con la mia vocazione, erano la strada che Dio aveva tracciato per me. Ero sposata, con due figli, e lavoravo all’agenzia di viaggi londinese “Quo vadis” quando mi accorsi che la mia vita non aveva senso. Qualcosa, dentro di me, mi disse che dovevo tornare a lavorare con i disabili che amavo profondamente. E così feci».
A partire da quella scelta cominciò un nuovo percorso: dodici anni di insegnamento nella scuola per disabili “Thurlow Park”, nel sud di Londra, un lavoro come consulente per la diocesi cattolica di Southwark e poi l’avvio di un’agenzia di consulenza, la “Kairos”, per aiutare le persone con disabilità. Cristina non abbandonerà più chi è escluso dalla nostra vita frenetica, nella quale corpi e menti perfette sono il requisito per sentirsi accettati, e oggi è una delle esperte sulle quali conta la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. Con questo convegno di Roma spera di avviare un network mondiale di persone che si aiutino a vicenda su questi temi e di dare impulso all’istituzione di un corso di laurea in Teologia della disabilità, magari proprio a Roma, perché oggi la possibilità di studiare questa materia esiste soltanto nelle facoltà protestanti.

L’iniziativa: LIVING FULLY

Il 23 giugno a Roma, presso il Pontificio consiglio della cultura si terrà il seminario “Living fully”, per affrontare il tema della disabilità dal punto di vista teologico e antropologico. Uno degli aspetti centrali trattati sarà la piena partecipazione delle persone disabili alla vita della comunità cristiana.
Negli ultimi dieci anni, a partire da buone pratiche ed esperienze concrete, è nata una “teologia della disabilità” che indaga il contributo vitale che la persona disabile può dare in famiglia, nella comunità e nella Chiesa. Il seminario sarà seguito da una conferenza sullo stesso tema dal 24 al 26 giugno presso l’università Lumsa di Roma. Info: www.livingfully2016.com

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