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sabato 24 giugno 2017
 
Tradizioni
 

Da Pasqua a Pasquetta ecco cosa hanno messo in tavola gli italiani

17/04/2017  Pranzo di Pasqua in famiglia, preferibilmente con i piatti della tradizione. Secondo una statistica è stato così per il 54% circa degli italiani. E poi la gita fuori porta di Pasquetta, con il classico picnic sull'erba, le grigliate e le torte salate e dolci fatte in casa. Regina tra tutte la "pasqualina", di origine ligure.

Dalla Valle D’Aosta alla Sicilia, tra il pranzo di Pasqua e la gita sui prati di Pasquetta gli italiani ai fornelli hanno scelto ancora una volta la tradizione. Dal casatiello napoletano, ai carciofi alla Giudea romani, dalle pardulas sarde alla ‘mpanata d’agnello siciliana, nei giorni di festa vincono le ricette regionali. Cortilia, mercato online per la spesa di prodotti agroalimentari ha condotto in questi giorni un sondaggio sui propri utenti per indagare come avrebbero trascorso questa festività. Hanno risposto al questionario 1.285 persone, che hanno restituito una fotografia tradizionalista del pranzo pasquale. Il 57% degli intervistati ha trascorso la Pasqua a casa, rispetto a un 22% che ha fatto un viaggio per “staccare la spina”. Per il 54% il pranzo è tradizionale e in famiglia, solo l’8% è andato al ristorante e il 38% ha osato portare qualcosa di innovativo in tavola. Le uovo di cioccolato hanno ottenuto il 70% delle preferenze, per grandi e piccoli come cibo più rappresentativo della Pasqua, seguite da colomba, agnello e torta pasqualina.

Tra i piatti salati regina della Pasqua e anche della gita di Pasquetta è proprio la torta Pasqualina. Ingrediente fondamentale anche in questo piatto sono le uova sode. Questa torta salata si può preparare prima ed è quindi comoda da portare anche nelle gite fuori porta del Lunedì dell’Angelo, in quanto può essere servita fredda. Ha origini genovedi e si dice che, originariamente, oltre a testimoniare l’abilità della cuoca di casa, fosse anche un piatto altamente simbolico: trentatré sfoglie venivano infatti sovrapposte l’una sull’altra in omaggio agli anni di Cristo. La sua esistenza è documentata sin dal XVI secolo, quando il letterato Ortensio Lando la cita nel “Catalogo delli inventori delle cose che si mangiano et si bevano”, come un piatto da lui molto apprezzato. Le sue varianti sono molteplici, in base ai prodotti tipici della zona geografica in cui viene preparata, sempre nel periodo pasquale. La “cuzzupa”, ad esempio, è un dolce tipico calabrese impastato nei primi giorni della settimana santa per essere pronta per la domenica di Pasqua, proprio a base di uova, simbolo della resurrezione di Cristo, mentre in Sicilia c’è la variante chiamata “coddura”, un grosso dolce di forma circolare di origine ortodossa, con incorporato un numero variabile, ma sempre dispari, di uova col guscio, che le giovani donne usavano regalare ai fidanzati nel giorno della Resurrezione.

La ricetta tipica di Genova propone invece un ripieno di verdure, come la bietola, i piselli freschi e i carciofi (d'obbligo il carciofo spinoso violetto di Albenga). A 160 km di distanza invece, a Ventimiglia, al posto delle bietole vengono usate nel ripieno delle erbette selvatiche, come caccialepre, ortica, allattalepre e songino. Della stessa famiglia delle bietole e delle erbette selvatiche, ma di uso più comune, sono gli spinaci, che via via sono diventati la verdura più frequentemente usata per questo piatto.

Ecco la ricetta della torta pasqualina più semplice, da fare con la pasta sfoglia già pronta (come quella Buitoni), spinaci, ricotta e uova. In una padella scaldate l'aglio in poco olio, unite gli spinaci e cuocete per 2-4 minuti a fuoco medio regolando di sale e pepe a fine cottura. Levate dal fuoco, eliminate l'aglio e passate nel mixer. Trasferite in una ciotola e aggiungete 2 cucchiai di parmigiano e due uova. In un altra ciotola amalgamate la ricotta, 3 cucchiai di parmigiano, 3 uova sbattute, la maggiorana, sale, pepe e noce moscata. Con la pasta sfoglia già pronta foderate una tortiera, lasciandola nella sua carta antiaderente. Versate il ripieno di spinaci livellandolo bene. Dopodiché versateci sopra la crema di ricotta e livellatela. Con il dorso di un cucchiaio praticate sette conche, una al centro e sei laterali, all'interno di queste conche adagiate i 7 tuorli facendo attenzione a non romperli. Sbattete leggermente i bianchi d'uovo avanzati e cospargete la superficie di ricotta con un velo di albumi. Spolverate la torta pasqualina con il parmigiano rimasto e stendete sopra un altro disco di sfoglia per chiudere la torta. Sigillate con le dita i bordi e spennellate con un altro uovo sbattuto. Cuocete in forno a 200° per circa 25 minuti.

 

Sono tanti gli altri piatti tipici che un viaggiatore può scoprire in giro per l’Italia durante le feste di Pasqua. Rubiamo al sito di case di vacanze Hundredrooms questo itinerario del gusto che ha scelto per i turisti.

Gubana friulana - emblema di una sana contaminazione con la confinante cultura slovena, la gubana è un dolce buonissimo dalla caratteristica forma a chiocciola. La pasta è ripiena di noci, uvetta, grappa, zucchero e pinoli. Ottima da mangiare sia calda che fredda in occasione delle più importanti festività dell’anno, primo fra tutti Natale e Pasqua.

Fugassa veneta -  si tratta di un pane dolce e soffice, che può assumere anche la forma di colomba, arricchito con uova, zucchero e burro. La leggenda racconta che fu inventata da un fornaio trevigiano, che regalava questa delizia ai suoi clienti durante le celebrazioni pasquali.  

Tardura romagnola - una tradizione un po’ in disuso,  che ha origini contadine e che non sarebbe male recuperare. La tardura (che in dialetto romagnolo significa “tiratura”) è una squisita minestra in brodo che piace proprio a tutti. Il sapore è molto simile a quello dei passatelli romagnoli, dato che si prepara con uova sbattute, parmigiano reggiano grattugiato, sale e noce moscata.

Pasimata toscana - dolce tipico, conosciuto anche con il nome di “schiaccia”, perché si prepara schiacciando decine di uova alla fine della Quaresima. Alle origini si trattava di un semplice pane, nel tempo arricchito con zucchero e strutto, ma anche con semi di anice e scorza d’arancia, che conferiscono alla pietanza un sapore dolce e gustoso.

“Strozzose” marchigiane - una ricetta che richiede del tempo, ma vale la pena armarsi di pazienza se poi si possono gustare queste ciambelle davvero squisite, preparate un tempo dalle “vergare” marchigiane, cioè dalle donne di casa. L’impasto, infatti, ha bisogno di riposare per qualche giorno: viene preparato il Venerdì Santo per essere infornato la domenica di Pasqua.

Abbacchio a scottadito - ricetta tipica del Lazio, dove le tenere e saporite costolette d’agnello vengono mangiate caldissime. Da qui il nome “a scottadito”. Un piatto semplice e rapido da preparare, ideale per chi ha fretta di soddisfare il palato: basta condire le costolette e lasciarle marinare per circa mezz’ora, per poi cucinarle alla brace accompagnandole con un po’ di limone.

 

Casatiello napoletano - famosa torta rustica in cui vengono fissate delle uova con delle croci di pasta. Buono da mangiare sia caldo che freddo, è sicuramente la pietanza a cui nessun campano può rinunciare. Secondo la tradizione, viene preparato la sera del Venerdì Santo, fatto lievitare per tutta la notte e infornato il giorno seguente. La cucina campana è famosa per essere molto ricca e gustosa: per pranzo pasquale tipici anche i paccheri alla ricotta o con pesce, la pasta con fave e ventresca o il coniglio all’ischitana (questi due ultimi piatti sono tipici dell’Isola d’Ischia). Immancabile la famosa pastiera.

Scarcella pugliese - la sua semplicità nasconde in realtà un sapore intenso: si tratta di una ciambella di pasta frolla decorata e cotta al forno finché non diviene dorata. È piacevole per gli occhi e ancor più per il palato. Farina, lievito, uova, latte, zucchero e olio extravergine di oliva sono gli ingredienti di cui si compone questa tipica pietanza pugliese, in un dolce connubio di genuinità e tradizione.   

Truscello messinese - meglio noto come “sciusceddu”, è un piatto tipico della città dello Stretto. Di origine francese, il truscello è una ghiotta combinazione di ricotta e polpette di carne, da mangiare con gusto dopo il lungo digiuno quaresimale. Solitamente si accompagna a una ricca insalata a base di pomodori, olive nere, cipolle e capperi di Pantelleria.

 

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