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mercoledì 12 dicembre 2018
 
Il regalo
 

«Diario di un curato di campagna», il dono di Macron a Francesco

29/06/2018  Ha scelto un’edizione rara del testo di Georges Bernanos il presidente francese da donare al Pontefice durante la sua visita in Vaticano martedì 26 giugno. Un’opera intramontabile che Famiglia Cristiana allegherà alla rivista in edicola giovedì 12 luglio all’interno della collana “Romanzi dell'anima”.

«Diario di un curato di campagna» di Georges Bernanos in una vecchia e rara edizione in italiano del 1949 (13 anni dopo la prima in francese). È stato questo il regalo del presidente francese Emmanuel Macron a papa Francesco in occasione della visita in Vaticano martedì scorso, 26 giugno.  Un libro caro al Pontefice che, quando l’ha ricevuto durante il tradizionale momento dello scambio dei doni, dopo il colloquio privato e la presentazione del seguito nella Sala della Biblioteca, ha commentato: «L'ho letto molte volte. Mi ha fatto bene».  

La storia di un giovane prete, appena ordinato, che viene inviato come parroco ad Ambricourt, piccolo villaggio francese dove vuole ispirare la sua azione pastorale allo spirito del Vangelo e per questo entrerà in contrasto con i parrocchiani. Ecco allora che non gli resterà che affidare pensieri e tormenti a un diario segreto, strumento di presa di coscienza della propria interiorità e di conseguente auto-liberazione.  Il curato che è l’incarnazione dell’antieroe, agli antipodi di don Camillo, protagonista dell’opera di Guareschi, o del manzoniano don Abbondio.  Lui che si rivolge al suo gregge come «un povero mendicante che va di porta in porta a mano tesa senza aver animo neppure di bussare», preoccupato e stupito dalla noia, dal disamore, dall’aridità della piccola comunità a lui affidata. Simbolo per Bernanos di una religiosità autentica. Un’opera intramontabile che Famiglia Cristiana allegherà alla rivista in edicola giovedì 12 luglio all’interno della collana “Romanzi dell'anima”.  

Francesco che, negli anni del suo pontificato, ha citato questo testo più e più volte nelle sue parole. Nel 2016, per esempio, quando, rivolgendosi ai preti di tutto il mondo nella seconda meditazione proposta in occasione del loro Giubileo  nella Basilica di Santa Maria Maggiore ha detto: «Uno è un buon prete perché è un buon figlio. E per questo sarà un buon padre». O nel 2017 durante l’Angelus dell’ 8 dicembre per introdurre ai fedeli il saluto dell’Angelo a Maria e per spiegare l’espressione «piena di grazia».

Il Papa a sua volta ha ricambiato il gesto regalando al presidente francese una medaglia di San Martino, vescovo di Tours, tra i grandi santi della Gallia, celebre per l'episodio in cui cedette il suo mantello ai poveri,simbolo di generosità nei confronti dei più vulnerabili.  Nel donare il medaglione papa Francesco ha spiegato al presidente francese: « È una medaglia realizzata da un artista romano del secolo scorso. Ritrae San Martino. E vuole sottolineare la vocazione dei governanti in aiuto dei poveri. Tutti siamo poveri».

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