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domenica 18 agosto 2019
 
Dissenteria
 
Benessere

La diarrea può colpirti sempre. Se vuoi evitarla fai così

04/04/2016  Uno dei luoghi a maggior rischio di contagio è il classico buffet: le persone parlando contaminano i cibi esposti, trasmettendo così l’infezione. Ma ci sono anche altre cause...

A provocarla possono essere batteri, virus, stati d’ansia o alcuni farmaci. «La diarrea che comporta ripetute scariche quotidiane (anche cinque o dieci) provoca senso di spossatezza, nausea e, se la causa è un batterio, anche febbre.
In questi casi occorre eseguire subito un esame delle feci che identifica eventuali salmonelle o streptococchi responsabili del problema e poi attuare una terapia antibiotica mirata», spiega il professor Giancarlo Caletti, direttore dell’Unità di Gastroenterologia dell’Università di Bologna. «Se invece non c’è rialzo febbrile il disturbo è quasi sempre di origine virale: oggi, questa forma di dissenteria è la più diffusa perché le attenzioni igieniche, fra cui i lavaggi accurati dei cibi, riducono il rischio di contaminazione batterica». Fra i virus responsabili della dissenteria in prima linea troviamo non più i rotavirus, per i quali da anni c’è il vaccino, ma i norovirus molto contagiosi e presenti anche nelle goccioline di saliva che si diffondono per via aerea a distanza di due metri.
Uno dei luoghi a maggior rischio di contagio virale è il classico buffet affollato: le persone parlando, ridendo o tossendo inondano i cibi esposti di goccioline di saliva, trasmettendo così l’infezione. Gli apericena andrebbero frequentati con più accortezza ricordandosi di mangiare solo cibi che si trovano nello scaldavivande: a 60°, infatti, i germi non sono più attivi. C’è poi il problema farmaci: a volte, la dissenteria può essere provocata dall’uso prolungato di antibiotici che distruggono i batteri della nostra flora intestinale, anche quelli buoni. In altri casi è causata dai gastroprotettori prescritti spesso anche a persone che non soffrono di ulcera o di reflusso. Queste molecole riducono l’acido nello stomaco: viene meno così la funzione disinfettante dell’apparato gastrico e di conseguenza si è più esposti al contagio di virus e batteri.
«Il primo suggerimento è quello di bere molto per evitare la disidratazione. Quando la diarrea è associata a febbre e si sospetta perciò l’origine batterica, può essere utile assumere un antibiotico che agisce prevalentemente nell’intestino. Fondamentale in questa fase prestare attenzione all’alimentazione, che per quattro o cinque giorni dovrebbe essere solo a base di banane, mele, riso, pane tostato per non stimolare la contrazione dell’intestino irritato dall’infezione. Al termine di questa cura è opportuno per un paio di settimane assumere un probiotico », spiega il professor Caletti. Se la diarrea è di origine virale bisogna seguire le stesse regole alimentari, bere molto e assumere probiotici, secondo suggerimento medico, per almeno due settimane. In questo modo si riesce a rigenerare la flora batterica intestinale e a ridurre l’infiammazione. Gli anziani e i bambini invece sono più fragili e possono disidratarsi rapidamente. In questi casi bisogna, a volte, reintrodurre i liquidi persi anche per via endovenosa.
C’è poi un disturbo di difficile interpretazione che colpisce soprattutto le donne oltre i cinquant’anni e con maggior frequenza chi utilizza per lunghi periodi alcuni farmaci fra cui i beta bloccanti per regolare la pressione e il ritmo cardiaco; i gastroprotettori; gli antidepressivi come la sertralina. È la colite microscopica: in presenza di questo problema si crea una piccola membrana sotto la mucosa del colon che non consente l’assorbimento dei liquidi. Ciò comporta una dissenteria molto acquosa, ricorrente anche di notte che tende a durare nel tempo. Per riconoscerla occorre eseguire una colonscopia con un esame istologico dal quesito specifico: ricerca di colite microscopica o linfocitica. Una volta confermata la diagnosi, il disturbo si cura utilizzando per almeno sei mesi un cortisonico specifico per l’intestino.
Molto diusa è anche la diarrea di origine emotiva: l’ansia prima di un esame o un colloquio di lavoro accentua i movimenti intestinali e i ritmi di assorbimento di acqua e sostanze nutritive, provocando appunto scariche frequenti.

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