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Dopo il diploma in tanti scelgono l'università

16/02/2017  Secondo il Rapporto 2017 di Almadiploma e Almalaurea 70 ragazzi su 100 dopo la maturità proseguono gli studi. Le maggiori difficoltà sia negli studi che nel lavoro la trovano i ragazzi usciti dagli istituti professionali. Il 22% dei diplomati risulta però disoccupato

Dopo le Superiori, università o lavoro? A un anno dal diploma 70 ragazzi su 100 proseguono gli studi (il 54% a tempo pieno, il 16% lavorando anche), ma il 14% è pentito della scelta fatta (il 6% abbandona mentre l'8% ha già cambiato ateneo o corso di laurea). A lasciare sono soprattutto gli studenti dei Professionali (18% contro il 4% dei liceali e il 9% dei Tecnici). Tra chi, invece, ha preferito trovarsi subito un impiego (il settore dei servizi è quello che 'tirà di più) è molto alta la quota di chi non ha un contratto regolare (10% del totale dei diplomati) o ce l'ha a tempo determinato (22% degli occupati). A fotografare le scelte degli studenti alla fine della secondaria di secondo grado è il Rapporto 2017 di Almadiploma e Almalaurea che ha coinvolto 115 mila diplomati del 2015, 2013 e 2011 intervistati a uno, tre e cinque anni dal diploma. Un'indagine che mette in evidenza come siano soprattutto gli studenti dei Professionali a faticare per trovare una loro strada, sia negli studi sia nel lavoro.  

Alla vigilia della conclusione delle Superiori se il 54% dei diplomati del 2015 dichiara che, potendo tornare indietro, sceglierebbe lo stesso corso nella stessa scuola, c'è un consistente 45% che farebbe una scelta diversa: oltre il 26% cambierebbe sia scuola sia indirizzo, l'11% ripeterebbe il corso ma in un'altra scuola, l'8% sceglierebbe un diverso indirizzo/corso nella stessa scuola. I diplomati degli istituti professionali sono i meno convinti della scelta compiuta a 14 anni; quando decidono di proseguire gli studi si sentono svantaggiati (non a caso sono quelli con il più alto tasso di abbandono); e anche sul fronte del lavoro risultano penalizzati: se la disoccupazione coinvolge 22 diplomati su 100, la percentuale sale al 29% tra i diplomati professionali.  L'indagine conferma che i ragazzi che alla Maturità ce l'hanno fatta per il rotto della cuffia o hanno strappato un voto modesto tendono a presentarsi direttamente sul mercato del lavoro. La prosecuzione degli studi, all'opposto, è una scelta che coinvolge soprattutto i diplomati più brillanti e i liceali (69% rispetto al 38% nei Tecnici e al 19% nei Professionali). Naturalmente, il contesto socio-economico e culturale della famiglia influenza la scelta: ha l'87% dei diplomati provenienti da famiglie in cui almeno un genitore è laureato ha deciso di iscriversi all'università.

I diplomati che lavorano a tempo pieno guadagnano in media, a un anno dal diploma, 1.028 euro mensili netti. A tre anni dal conseguimento del titolo il guadagno mensile netto è pari in media a 1.137 euro mentre la retribuzione, a cinque anni dal diploma, sale lievemente: 1.274. I ragazzi che hanno svolto attività di tirocinio durante gli studi hanno il 60% in più di probabilità di lavorare (34% se si considerano stage svolti in azienda dopo il diploma). Accrescono le chance occupazionali pure le esperienze di studio all'estero: +31%. Ma anche i progetti di alternanza scuola-lavoro (per il 59% dei diplomati - 86,5% nei Tecnici e 90% nei Professionali - il percorso didattico concluso prevedeva questa esperienza) sembrano rappresentare un valore aggiunto: spesso - constata il rapporto Almadiploma - si traducono in un rapporto di lavoro con l'azienda presso cui lo studente ha svolto i periodi lavorativi previsti dal progetto. 

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