logo san paolo
martedì 22 ottobre 2019
 
siria
 

L'ira di Putin ci porterà alla Terza Guerra Mondiale?

25/11/2015  L'abbattimento del jet russo e la risposta del Cremlino è solo l'ultimo capitolo dell'anarchia che regna tra i Paesi che fanno la guerra al Califfato del terrore. Ma solo un comando centrale sotto l'egida dell'Onu può fermare l'escalation in Siria

L’incrociatore russo Moskva avanza verso la costa di Latakia, in Siria, dove si trova la base aerea russa di Khmeimim. E proprio a Khmeimim stanno per arrivare i sistemi di difesa antimissilistica S-400. La Russia mostra i muscoli dopo l’abbattimento del jet che aveva violato per 17 secondi lo spazio aereo turco, abbattuto dagli F16 dell’aviazione di Ankara. Un’escalation che rimanda alla Guerra Fredda e di cui non si conoscono le conseguenze. La storia insegna che quando l'orso russo entra sullo scenario geopolitico può succedere di tutto. L'ira di Putin ci porterà alla terza Guerra Mondiale? Per il premier russo Medvedev, l’abbattimento del Sukhovi Su-24 (dei cui piloti, che si sono lanciati col paracadute, non conosciamo ancora la sorte) “non può essere giustificata con alcun interesse, compresa la protezione dei confini”. Il Cremlino minaccia “la rinuncia a una serie di importanti progetti comuni e la perdita di posizione nel mercato russo da parte delle compagnie turche”. progetti economici non di poco conto: nel 2014 infatti i due Paesi avevano firmato un patto preliminare per la costruzione di un gasdotto Turkish Stream.

Da parte sua la Turchia, che fa parte della Nato, ribadisce la difesa del proprio spazio aereo e riceve il sostegno di Obama. Putin parla di pugnalata alle spalle e promette conseguenze tragiche. Insomma, ce n’è abbastanza per parlare di crisi internazionale. E’ possibile fermare quest’escalation? La risposta è sì, a patto che le varie potenze che imperversano sullo scacchiere siriano non continuino a fare la propria guerra personale. Come sta facendo da tempo Mosca, alleata con il regime di Assad. L'aviazione e le truppe corazzate di terra russe infatti colpiscono  i ribelli anti Assad oltre ai terroristi del Califfato, compresi quelle popolazioni di origine turcomanna che sono sotto la protezione di Ankara. O come sta facendo la Francia, bombardando non si sa bene che cosa, con i ripetuti raid successivi alle stragi di Parigi. Ma il puzzle è complicatissimo: Obama, che non vuole scarponi sul terreno, la sua guerra la fa dall’alto con i satelliti, i droni e i cacciabombardieri. Arma i curdi in funzione anti Isis, contro la volontà turca, ma si rifiuta – chissà perché -  di distruggere i pozzi di petrolio del Califfato, come ricorda Romano Prodi.

La Russia ha un valido alleato nell’Iran, che è in aperto contrasto con la potenza sunnita dell’Arabia. Ma l’Arabia, che pure fa parte della coalizione è  accusata di aver finanziato il califfato. La situazione di questo campo di Agramante insomma rischia di sfuggire di mano, con conseguenze imprevedibili, finchè tutta l’operazione Isis non avverrà sotto l’egida e il coordinamento delle Nazioni Unite. Solo un comando centrale e una forza di pace riconosciuta dalla Comunità internazionale, con obiettivi precisi, in grado di superare i particolarismi, le aspirazioni contrastanti, i doppi e i tripli giochi delle numerose potenze in guerra con il Califfato, potrà portare all’effettiva neutralizzazione dello Stato terrorista. Finora il risultato di questa guerra in ordine sparso è sotto gli occhi di tutti: non solo l’inefficacia dei raid aerei, ma soprattutto il gran numero di effetti collaterali, di civili uccisi da chi bombarda la Siria per ritagliarsi il suo pezzettino di territorio e con lo stesso effetto di chi continua a dare cazzotti al buio.  

I vostri commenti
33
scrivi

Stai visualizzando  dei 33 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo
    Collection precedente Collection successiva
    FAMIGLIA CRISTIANA
    € 104,00 € 92,90 - 11%
    MARIA CON TE
    € 52,00 € 39,90 - 23%
    CUCITO CREATIVO
    € 64,90 € 43,80 - 33%
    CREDERE
    € 78,00 € 52,80 - 32%
    FELTRO CREATIVO
    € 22,00 € 0,00 - 18%
    BENESSERE
    € 34,80 € 29,90 - 14%
    AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
    € 46,80 € 38,90 - 17%
    IL GIORNALINO
    € 117,30 € 91,90 - 22%
    JESUS
    € 70,80 € 60,80 - 14%
    GBABY
    € 34,80 € 28,80 - 17%
    GBABY
    € 69,60 € 49,80 - 28%