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lunedì 14 ottobre 2019
 
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E in Italia Google si affida a Techsoup

07/08/2015  Il colosso del Web si appoggia a questa piattaforma di e-commerce solidale per donare tecnologia al non profit.

La tecnologia Google per il non profit sarà gestita d’ora in avanti da Techsoup Italia, la piattaforma di e-commerce informatico-solidale che distribuisce già alle onlus italiane a costo simbolico il software Microsoft, Sap, Symantec e i router Cisco per la connessione internet.

A questi prodotti si aggiunge dunque il ricco carnet di servizi online che il gigante di Mountain View fornisce a pagamento alle imprese, disponibile gratuitamente al terzo settore: AdGrants, la versione gratuita di AdWords (vedi articolo), YouTube for Nonprofits, e Google Apps, le applicazioni cloud utilissime per disporre ovunque dei propri documenti e condividerli con collaboratori e partner, ad esempio Google Drive nella versione business.

I Grants e Youtube erano già accessibili in Italia da un paio d’anni, mentre per le Apps la novità è assoluta.

Da oggi dunque, a seguito di una partnership mondiale tra Google e il network Techsoup Global, le organizzazioni non profit interessate ai servizi gratuiti del motore di ricerca dovranno passare attraverso Techsoup Italia per poter inoltrare la domanda.

Potrebbe sembrare un ulteriore passaggio burocratico, ma in realtà facilita le cose, perché la valutazione dei requisiti necessari ad accedere al programma sarà compito di una realtà italiana, molto più facile da contattare in caso di problemi. Chi si è già cimentato nella richiesta sa infatti che la procedura di iscrizione diretta era piuttosto farraginosa, e non era affatto facile entrare in contatto con lo staff Google per un supporto, o semplicemente per capire i motivi di un rifiuto.

L’accordo con Google è un risultato importante per SocialTechno, l’ impresa sociale della provincia di Milano che gestisce la piattaforma Techsoup in Italia. SocialTechno ha già distribuito software a  circa quattromila tra associazioni, fondazioni e coop sociali: per fare qualche nome, Emergency, Medici senza Frontiere, Lega del Filo d’Oro.

Il ruolo di “provider” dei Grants e delle altre facilitazioni apre alla start up italiana l’accesso a una platea vastissima di potenziali beneficiari: basti pensare che le non profit censite dall’Istat sono oltre 300 mila, e quelle iscritte ai Grants prima dell’accordo forse qualche centinaio, anche se dati ufficiali non ce ne sono.

Per il colosso del web, d’altra parte, affidarsi a un partner locale significa risolvere i tanti problemi organizzativi e procedurali connessi a questa attività di social responsibility e alla sua diffusione in un grande numero di Paesi. L’accordo prevede naturalmente un compenso economico per SocialTechno, così come per tutti i membri del network Techsoup nel mondo. L’azienda italiana non ha comunicato il valore di questo compenso, sottolineando che il beneficio fondamentale non è monetario ma di immagine.

«Il forte impatto che il pacchetto Google ha sul nostro pubblico ci permette di  veicolare e far conoscere di più il nostro programma di donazione di software», spiega il direttore di SocialTechno Davide Minelli. «Qui, come impresa sociale, tratteniamo un rimborso spese amministrativo sul singolo prodotto, che è la nostra vera fonte di sostentamento».

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