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lunedì 18 giugno 2018
 
la storia
 

Ecco il drone "umanitario". A costruirlo un ventenne italiano

19/11/2016  Costruito apposta per salvare vite umane, capace di trasportare velocemente medicinali o generi di prima necessità in zone inaccessibili. Il suo progettista è Jacopo Giambelli, neodiplomato, con la passione della robotica e del volo

Un drone speciale pensato apposta per scopi umanitari come, per esempio, il trasporto di medicinali o l’intervento dopo un sisma. A realizzarlo è stato  un ventenne di Cinisello Balsamo (Milano), Jacopo Giambelli, neodiplomato all’Istituto aeronautico Maxwell di Milano, col pallino della robotica e del volo. Il drone è un VTOL, cioè un piccolissimo aereo capace di  decollare  ed atterrare verticalmente come un elicottero, ma con l’autonomia e il raggio d’azione di  aereo, perciò superiore a quelli di un drone tradizionale.

   “Il mio prototipo – spiega il giovanissimo progettista - unisce i vantaggi del drone  e dell’aereo e, quindi, è perfetto per agire in situazioni difficili e in luoghi poco raggiungibili. E’ stato pensato  per salvare vite umane o, comunque, per venire in soccorso  in situazioni estreme. Potrebbe essere di grande utilità ad associazioni umanitarie, ong, operanti in scenari complicati”. Ad aiutarlo nella realizzazione dell’idea, nata come tesina di maturità,  è stata l’azienda milanese ProjectEMS che progetta e fa consulenza nel settore droni, che ha supportato il giovane finanziando un anno fa la realizzazione del prototipo.

Jacopo Giambelli ( a sinistra) e Andrea Zamuner Cervi
Jacopo Giambelli ( a sinistra) e Andrea Zamuner Cervi

“La capacità di carico del drone è, attualmente sotto il chilo, ma può, con le dovute  modifiche  arrivare facilmente al trasporto di materiali fino a 5 chili a grande velocità e per lunghe distanze, prestazioni  non rintracciabili facilmente sul mercato oggi”, spiega Giambelli. 

     “Jacopo è una mente geniale. Il primo drone  lo progettò in prima superiore. Ci sono pochi ragazzi come lui, soprattutto alla sua età. Quando ci ha contattato e ci ha chiesto di lavorare assieme al progetto VTOL, ne siamo rimasti colpiti e abbiamo subito accettato la sua richiesta”, osserva Andrea Zamuner Cervi, titolare della ProjectEMS. Ora Jacopo è partito per l’Inghilterra dove sta affinando l’uso della lingua inglese. Nei suoi progetti c’è poi l’iscrizione all’università… provate a indovinare a che facoltà? Ingegneria  aerospaziale, naturalmente.

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