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domenica 26 marzo 2017
 
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Perché quest'anno San Giuseppe si festeggia il 20 marzo

20/03/2017  La coincidenza liturgica con la domenica di Quaresima fa slittare la solennità al lunedì successivo

Anche i Santi possono incappare nella sovrapposizione di date. Quest’anno, 2017, la solennità di San Giuseppe coincide con la III domenica di Quaresima, che prevale sulla solennità. Viene pertanto trasferita a lunedì 20 marzo, secondo quanto stabilito dal Decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti del 22 aprile 1990 (Cfr. Notitiae, 26, 1990), pp. 160-165), che, modificando il paragrafo n. 5 delle Norme Generali per l’ordinamento dell’anno liturgico e il calendario, stabilisce che le solennità coincidenti con le domeniche di Avvento, Quaresima e Pasqua siano trasferite al lunedì seguente, tranne il caso della coincidenza con la Domenica delle Palme o della Domenica di Pasqua, nel qual caso sono trasferite al primo giorno utile (lunedì della II settimana di Pasqua).

San Giuseppe nella liturgia

Così recita il Martirologio Romano: «Solennità di san Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria: uomo giusto, nato dalla stirpe di Davide, fece da padre al Figlio di Dio Gesù Cristo, che volle essere chiamato figlio di Giuseppe ed essergli sottomesso come un figlio al padre. La Chiesa con speciale onore lo venera come patrono, posto dal Signore a custodia della sua famiglia».

San Giuseppe non è solamente il patrono dei padri di famiglia come “sublime modello di vigilanza e provvidenza” nonché della Chiesa universale, con festa solenne il 19 marzo. Egli è oggi anche molto festeggiato in campo liturgico e sociale il 1° maggio quale patrono degli artigiani e degli operai, così proclamato da papa Pio XII. Papa Giovanni XXIII gli affidò addirittura il Concilio Vaticano II. Vuole tuttavia la tradizione che egli sia protettore in maniera specifica di falegnami, di ebanisti e di carpentieri, ma anche di pionieri, dei senzatetto, dei Monti di Pietà e relativi prestiti su pegno. Viene addirittura pregato, forse più in passato che oggi, contro le tentazioni carnali. Pio IX lo ha dichiarato patrono della Chiesa universale e Giovanni XXIII ha inserito il suo nome nel Canone. Nel 2013, accogliendo la proposta della Congregazione per il Culto Divino papa Francesco ha deciso che venisse menzionato San Giuseppe in tutte le preghiere eucaristiche. «Nella Chiesa cattolica», si legge nel Decreto datato 1° maggio 2013, «i fedeli hanno sempre manifestato ininterrotta devozione per San Giuseppe e ne hanno onorato solennemente e costantemente la memoria di Sposo castissimo della Madre di Dio e Patrono celeste di tutta la Chiesa, al punto che già il Beato Giovanni XXIII, durante il Sacrosanto Concilio Ecumenico Vaticano II, decretò che ne fosse aggiunto il nome nell’antichissimo Canone Romano. Il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha voluto accogliere e benevolmente approvare i devotissimi auspici giunti per iscritto da molteplici luoghi, che ora il Sommo Pontefice Francesco ha confermato, considerando la pienezza della comunione dei Santi che, un tempo pellegrini insieme a noi nel mondo, ci conducono a Cristo e a lui ci uniscono».

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