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domenica 19 maggio 2019
 
Il programma d’acquisto dei caccia
 

F-35, caro Matteo non ci siamo

24/04/2014  Il Premier annuncia un “taglio” di 153 milioni di euro sull’acquisto dei cacciabombardieri F-35. Che corrisponde, però, all’1% della spesa totale prevista. Decisamente troppo poco.

«Nel 2014 la Difesa contribuirà con circa 390 milioni di Euro, di cui 153 milioni arriveranno dal programma sugli F-35». Lo ha detto il premier Matteo Renzi al termine del Consiglio dei Ministri del 18 aprile, durante la conferenza stampa di presentazione del decreto "Ora Ics" (Per un'Italia coraggiosa e semplice), il provvedimento che dovrebbe portare 80 euro mensili in busta paga a 10 milioni di Italiani (cioè a chi ha redditi compresi tra gli 8mila e i 26mila euro annui). Per ottenere le coperture economiche al Decreto, dunque, è prevista anche una sforbiciata al comparto difesa.

Sugli F-35 Renzi ha affermato che  «l'intero programma dev'essere rimodulato», senza però fornire ulteriori precisazioni. Siamo, almeno per il momento, lontani dal quel radicale ripensamento che molti, dentro e fuori le aule parlamentari, invocano.

La cifra di 153 milioni corrisponde all'incirca al prezzo di un velivolo (il cui costo è stimato intorno a 135 milioni) e all'1% della spesa per l'intero programma (le proiezioni parlano di 14 miliardi di euro, ma va osservato che si tratta di stime al ribasso, dato che in realtà il costo del programma continua a lievitare).

Per il 2014 gli esperti hanno ipotizzato, solo per gli F-35, una spesa complessiva di circa 500 milioni. Il taglio di 153 milioni, dunque, limitatamente all'anno in corso, non è una riduzione irrilevante, ma neppure un intervento sostanziale. Ammesso che sia "vero" taglio e non semplice spostamento temporale di spese previste per il 2014 e posticipate all'anno successivo.

Per avere un quadro più chiaro bisognerà aspettare le prossime mosse del Governo. C'è chi comunque accoglie la notizia con soddisfazione, interpretandola come un prodromo a misure più drastiche. Ma all'interno della galassia disarmista la preoccupazione resta alta. Tanti i problemi in ballo: prima di tutto, naturalmente, le ragioni etiche. Poi gli interrogativi sul ruolo del Parlamento (che già a giugno dell'anno scorso si era espresso per una sospensione del programma). Infine, a dimostrazione che il dibattito sugli F-35 non è solo "roba da pacifisti", ci sono i dubbi "tecnologici".

Infatti, come gli analisti di Rete Disarmo osservano da tempo, questi primi lotti di aerei sono i più "immaturi", quelli che verosimilmente avranno maggiori problemi tecnici e necessità di manutenzione (con enormi ricadute sui costi). Dunque, se davvero il Governo è intenzionato a dimezzare il programma F-35, sarebbe più produttivo sospendere gli acquisti ora (ed eventualmente riprenderli in seguito) piuttosto che comprare degli aerei "difettosi".

 
 
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