logo san paolo
venerdì 17 agosto 2018
 
I lettori ci scrivono
 

Gay, prima discriminati, ora intolleranti

26/03/2015  Alessio ci scrive: "I bambini hanno il diritto di crescere con la figura del padre e della madre". La risposta del direttore, di Famiglia Cristiana, don Antonio Sciortino.

Gli stilisti Dolce & Gabbana, pur essendo omosessuali dichiarati, hanno espresso la loro contrarietà alle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso. E, ancor di più, a far nascere bambini tramite uteri in affitto con semi scelti da un catalogo. Credo abbiano espresso un’opinione condivisa dalla stragrande maggioranza della popolazione e non solo in Italia. I bambini hanno il diritto di crescere con la figura del padre e della madre, e di conoscere le proprie radici biologiche. Come al solito, una minoranza chiassosa, sostenuta da qualche rockstar, ha imbastito una campagna di boicottaggio contro i prodotti di “Dolce & Gabbana”, che spero susciti l’effetto contrario. Io sono per la libertà d’espressione.

ALESSIO N.

A qualcuno non è piaciuto il termine bambini “sintetici” utilizzato da Dolce & Gabbana nella loro dichiarazione di sostegno alla famiglia tradizionale e contro la fecondazione eterologa con “uteri in affitto”. Ma nel linguaggio scientifico “sintetico” indica tutto ciò che viene prodotto dall’uomo in laboratorio, e che non deriva da un processo naturale. Ciò non vuol dire mancanza di rispetto per i bambini nati con quelle tecniche. Credo che la reazione stizzita di alcuni gay, più o meno noti, sia dovuta al fatto che Dolce & Gabbana sono omosessuali e, di conseguenza, non possono essere considerati omofobi. Invitare al boicottaggio dei loro prodotti mi sembra ridicolo. Non risulta che ci sia mai stato un invito a boicottare le canzoni o i concerti di Elton John. Tutte le opinioni vanno rispettate.

V.G.

Passiamo da un estremo all’altro. Prima erano gli omosessuali a essere discriminati, ora gli stessi sono diventati così intolleranti da sfiorare l’assurdo nei confronti di chi afferma che la famiglia è fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, aperto alla vita e alla generazione di figli. Colpisce l’insolita violenza con cui attaccano chi ha un pensiero diverso dal loro, e osa dire – come hanno fatto Dolce & Gabbana – che un bambino ha bisogno di un padre e una madre, manifestando contrarietà all’adozione da parte di omosessuali. Come è giusto che sia, se ci si mette dal punto di vista dei piccoli, e non si fa prevalere il proprio desiderio di avere un figlio a ogni costo. Con il rischio che il bambino diventi una sorta di merce, un prodotto di laboratorio con tanto di catalogo da cui poter scegliere. Per non dire dell’affitto a pagamento dell’utero femminile, che è una nuova forma di schiavitù e sfruttamento. Le solerti femministe, al riguardo, non hanno nulla da dire?

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo