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venerdì 26 aprile 2019
 
Giornata mondiale della libertà di stampa
 

Giornata mondiale della libertà di stampa: “48 ore per l’informazione”

02/05/2016  “48ore per l’informazione”: il 2 e 3 maggio Fnsi, Usigrai, Articolo21, Rsf Italia e Amnesty International Italia insieme per la libertà di stampa.

In vista della Giornata mondiale della libertà di stampa, del 3 maggio, la Federazione nazionale della stampa italiana, insieme a UsigRai, Articolo 21, Reporters sans Frontieres Italia e Amnesty International Italia, organizza una “48ore per l’informazione”.

Un appuntamento che giunge a pochi giorni dalla presentazione del tradizionale appuntamento annuale con la classifica sul grado di libertà di stampa nei diversi Paesi del mondo stilata nel rapporto annuale di Reporters Sans Frontieres.

Ancora una volta l’Italia non brilla. Il nostro Paese scende di ben quattro posizioni dalla 73esima del 2015 alla 77esima del 2016 (su un totale di 180 Paesi). L'Italia è tra gli ultimi Paesi della Ue, seguita soltanto da Grecia, Cipro e Bulgaria.

Gli Stati Uniti si trovano al 49esimo posto (in calo di tre posizioni), la Russia al 152esimo, appena davanti alla Libia (154). I Paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti sono risultati invece l'Eritrea (180esimo posto), la Corea del Nord (179), il Turkmenistan (178) e la Siria (177).

Dei 180 Paesi esaminati nel rapporto, la Finlandia continua ad essere quello in cui le condizioni di lavoro per i giornalisti sono migliori ed in cima alla classifica dal 2010. In Italia nei primi dieci mesi del 2014 si sono verificati 43 casi di aggressione fisica e sette casi di incendio doloso a case o auto di giornalisti.

Tra le cause che hanno fatto peggiorare il livello di libertà di stampa - secondo Reporters Sans Frontieres - viene citato il fatto che "fra i 30 e i 50 giornalisti" sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni.

I giornalisti in maggiore difficoltà in Italia, dunque, sono quelli che fanno inchieste su corruzione e crimine organizzato. E’ singolare vedere che il Burkina Faso e Niger (46esimo e 47esimo posto) siano posizionate davanti all’Italia.

In generale - sottolinea il rapporto - la situazione è in peggioramento in tutto il mondo: il rapporto parla di "una regressione brutale" della libertà di stampa nel 2014, conseguenza in particolare delle operazioni terroristiche dello Stato islamico e di Boko Haram e in generale dell'aumento dei conflitti armati.

L'indicatore generale, che misura il livello delle violazioni della libertà di informazione, è arrivato a 3.719 punti, quasi l'8% in più rispetto al 2014 e il 10% in più se paragonato al 2013. “Il peggioramento più grave riguarda l'Unione europea e i Balcani. Pesa l'interferenza dei governi sui media con particolare riferimento alla Unione Europea. Ciò è dovuto alla concentrazione della proprietà dei mezzi di informazione in poche mani e nell'assenza di trasparenza sui proprietari". Inoltre "la Ue non ha regole sulla distribuzione degli aiuti di Stato ai media".

Nel rapporto si parla del controllo dei mezzi di informazione che nelle aree di conflitto è diventato un vero e proprio strumento di guerra: in particolare lo Stato islamico sta usando i media come uno strumento di propaganda e di reclutamento. Alla luce di questi dati l’iniziativa sulla libertà di stampa in Italia assume un significato ancora più specifico.

Una serie di appuntamenti (l’elenco completo delle iniziative lo su può consultare al sito: www.articolo21.org o su Facebook: http://bit.ly/1XVZ3VG) che si svolgeranno tra il 2 e il 3 maggio.
 
Lunedì 2 maggio dalle 10 alle 13, una maratona di sit-in e flash mob creativi che si terranno in contemporanea davanti alle ambasciate e alle sedi consolari degli Stati in cima alla lista delle violazioni della libertà di espressione e di tutti i diritti umani: il consolato dell’Iran e le ambasciate di Egitto e Turchia. «Paesi verso i quali – anticipano gli organizzatori – già nei mesi scorsi le nostre organizzazioni si sono impegnate per chiedere conto di censure, arresti, omicidi e leggi liberticide, dal momento che in quei posti la repressione non colpisce più solo la stampa, ma arriva anche a cinema, musica, poesia e persino alla ricerca, come testimoniamo, per citare solo gli ultimi casi, l’assassinio di Giulio Regeni al Cairo, le vicende del fotografo egiziano Shawkan e dei giornalisti del quotidiano turco Chumuriet, le frequenti condanne a morte inflitte agli oppositori del regime iraniano».

La prima giornata di mobilitazione, che ha coinvolto oltre alle federazioni dei giornalisti internazionale ed europea, altre grandi associazioni e reti, come Human Rights Watch, ma anche esponenti della cultura e dello spettacolo, si concluderà con un incontro davanti alla sede della Rappresentanza in Italia della Commissione europea con l’intento di chiedere alle istituzioni europee di avviare un’azione ufficiale a difesa della libertà d’informazione, secondo il dettato della Costituzione italiana e dei Trattati dell’Unione.

Martedì 3 maggio, invece, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana celebrerà la Giornata mondiale per la libertà di stampa a Reggio Calabria. Nell’ambito dell’iniziativa è prevista la Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, organizzata dall'Unci (Unione nazionale cronisti italiani) per ricordare l'esempio di chi ha pagato con la vita il desiderio di informare e sostenere i troppi giornalisti che ancora oggi subiscono intimidazioni e minacce per via del loro lavoro.

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