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venerdì 20 ottobre 2017
 
 

Gmg, in 100 dall'Egitto: «Siamo qui, siamo vivi»

19/07/2013  Anche per questa Giornata mondiale la Fondazione pontificia "Aiuto alla chiesa che soffre" ha sostenuto le spese di viaggio di molti giovani appartenenti alle Chiese povere e perseguitate di tutto il mondo con una donazione di quasi 220 mila euro. Tra loro anche un gruppo di egiziani oltre a iracheni, palestinesi, giordani e libanesi

«In tanti credono che non vi siano più cristiani in Egitto. Ma noi abbiamo deciso di andare a Rio per mostrare ai nostri fratelli e sorelle nella fede che la nostra Chiesa è giovane e viva, nonostante abbia più di duemila anni». È quanto dichiara ad Acs (Aiuto alla Chiesa che soffre) Michael Dawud, uno dei cento giovani egiziani che sono volati in Brasile per la Giornata mondiale della gioventù con papa Francesco.

Come in occasione delle passate Gmg, anche quest’anno la Fondazione pontificia Acs ha sostenuto le spese di viaggio di molti giovani appartenenti alle Chiese povere e perseguitate di tutto il mondo - tra cui 100 iracheni e numerosi libanesi, giordani, israeliani e palestinesi - con una donazione di quasi 220 mila euro.

Michael, 30 anni, è un esperto informatico di Fayyum, città a circa 100 chilometri a sud del Cairo, ed è stato incaricato della preparazione spirituale alla Gmg dei ragazzi copto-cattolici.
«Il tema affidatoci dal Santo Padre, "Andate e fate discepoli tutti i popoli!", è stato al centro di ogni nostra attività - racconta - e nei giorni scorsi abbiamo ricevuto perfino la visita del nostro patriarca, Ibrahim Isaac Sidrak, che ha benedetto la nostra partenza».

Nonostante la gioia e l’entusiasmo, Michael non nasconde la sua preoccupazione per il difficile momento vissuto dall’Egitto. «Come cittadino e come cristiano voglio contribuire alla ricostruzione del mio paese e sono certo che la mia fede, rafforzata dall’esperienza della Gmg, mi sarà di grande aiuto».

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