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martedì 11 dicembre 2018
 
Eccellenze
 

I cinque migliori medici italiani

29/11/2018  L'organizzazione Europa donna sulla base di 6.000 pareri di pazienti arrivati via web ha decretato i professionisti della salute più attenti e sensibili. Scopriamo chi sono

Un riconoscimento ai medici più empatici e vicini alle pazienti, nel nome di Umberto Veronesi. È quello assegnato da Evento donna per l’iniziativa Luadato medico ai cinque medici che in ogni categoria – chirurgo, oncologo, radiologo, radioterapista e patologo – hanno ricevuto il numero maggiore di segnalazioni dalle pazienti per la loro umanità ed empatia. Dopo la raccolta di oltre 6.000 segnalazioni di pazienti e caregiver sul web, è stato assegnato oggi a Milano il Riconoscimento ai cinque medici che, nelle diverse categorie – chirurgo, oncologo, radiologo, radioterapista e patologo – hanno ricevuto il maggior numero di segnalazioni per l’empatia e l’umanità dimostrata: Pietro Caldarella, Divisione di Senologia Chirurgica, Istituto Europeo di Oncologia di Milano; Antonio Cusmai, Dirigente Dipartimento Oncologia Ospedale San Paolo di Bari; Maria Angela Vestito, Unità Operativa Complessa di Radiodiagnostica-RMN – Senologia San Paolo di Bari; Alessia Surgo, Divisione di Radioterapia Istituto Europeo di Oncologia di Milano; Rosa Giannatiempo, Responsabile Unità Operativa semplice di Anatomia Patologica “Ospedale Evengelico Betania” di Napoli. Ascoltare i pazienti, infondere loro fiducia e speranza, significa scatenare reazioni positive, che addirittura, come dimostrano numerosi studi scientifici, possono potenziare gli effetti delle terapie e favorire la guarigione. Umberto Veronesi ha lasciato questo messaggio in eredità al nostro Paese, ai medici che hanno lavorato con lui e alle nuove generazioni, e per questo Europa Donna Italia ha deciso di intitolare alla sua memoria il Riconoscimento al Laudato Medico. «Umberto Veronesi è stato il primo a riconoscere e dare l’umanizzazione alla medicina – dichiara Rosanna D’Antona, Presidente Europa Donna Italia – prima di lui si pensava che fosse più urgente curare l’organo piuttosto che la persona. Lui aveva capito che preoccuparsi della sensibilità delle pazienti accelerava la guarigione e lo insegnava ogni giorno a colleghi e allievi. Il Riconoscimento vuole valorizzare il modo di concepire la relazione medico-paziente introdotto dal professor Veronesi affinché sia da stimolo e modello esemplare per tutta la classe medica». Mettere in pratica nella clinica di tutti i giorni e soprattutto con i pazienti oncologici come le donne colpite da un tumore al seno, gli insegnamenti di Umberto Veronesi è fondamentale, soprattutto se si considera la complessità della medicina moderna, ‘pressata’ da un lato da una tecnologia sempre più spinta, che rischia di marginalizzare il ruolo del medico, e dall’altro da esigenze di budget aziendale che costringono gli operatori sanitari a lavorare con ritmi stringenti, lasciando poco spazio al dialogo con i propri assistiti. «Creare da subito un buon rapporto con il paziente, entrando in empatia con lui, è fondamentale – afferma Paolo Veronesi, Presidente Fondazione Umberto Veronesi – la prima cosa da fare è ascoltarlo. Il medico deve necessariamente trovare un equilibrio tra il tempo che ha a disposizione, effettivamente troppo limitato, e la capacità di accontentare i pazienti. In ogni caso, la regola che vale per tutti noi medici è quella di non chiudere mai la porta di fronte a un paziente che ti vuole parlare». Le parole positive, il comportamento empatico e di vicinanza al paziente da parte di medici e infermieri, attiva meccanismi benefici. Oggi è possibile identificare e valutare i bisogni dei pazienti con apposite metodiche e questionari specifici e far sì che il personale sanitario adotti una comunicazione idonea a soddisfare tali esigenze.

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