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mercoledì 19 settembre 2018
 
L'altra faccia del Festival
 

I lavoratori della Whirlpool a Sanremo: «Siamo qui per il futuro delle nostre 537 famiglie»

10/02/2018  Con grande dignità quattro operai, due della Tim e due della Whirlpool, sono venuti in sala stampa per difendere il loro posto di lavoro: «Siamo già stati da papa Francesco. Ma ora forse anche i tre conduttori del Festival possono darci una mano parlando di noi»

Poche ore prima della serata finale di Sanremo, la realtà esterna ha rotto bruscamente l’atmosfera di leggerezza che qui si respira. Sulla pedana dove di solito salgono gli artisti per farsi fotografare sono arrivati prima due lavoratori della Tim, sponsor del Festival, e poi altri due della Embraco Whirlpool di Riva presso Chieri nel torinese. Con i loro maglioni da operai, hanno raccontato di stipendi tagliati, di fabbriche che si trasferiscono all’estero, di famiglie che guardano con paura al futuro.

Ecco cosa hanno detto quelli della Whirlpool: 

"Siamo le lavoratrici e i lavoratori della Embraco Whirlpool di Riva presso Chieri e produciamo motori per frigoriferi. A ottobre l’azienda ci ha comunicato che il nostro stabilimento non è più competitivo e che la produzione sarà trasferita in altri stabilimenti all’estero, dove il costo del lavoro è più basso. Fino a pochi mesi fa, il nostro stabilimento era considerato tra i migliori al mondo per produttività e qualità dei manufatti che produciamo. Alcuni di noi sono andati negli altri stabilimenti del gruppo per insegnare ai colleghi come fare a diventare più produttivi, più bravi, più efficienti.

Pochi anni fa siamo stati costretti ad accettare una riduzione del 25% dei nostri stipendi in cambio dell’impegno a mantenere 500 posti di lavoro. Potete immaginare cosa significa diminuire di un quarto i nostri stipendi che in media sono di poco sopra i mille euro al mese. Ma questo per l’azienda non è sufficiente. Abbiamo scioperato, manifestato e chiesto aiuto. Ci siamo rivolti al Governo, che sta cercando una via d’uscita. Siamo stati ricevuti da papa Francesco, che ci ha detto di avere fede anche nella lotta e ci ha promesso che pregherà per noi. E intanto continuiamo a lavorare, perché ci sono delle commesse da portare a termine. 

Siamo 537 famiglie che tra 40 giorni rischiano di perdere la speranza in un futuro dignitoso, famiglie che si troveranno in difficoltà a pagare la mensa scolastica dei figli, che non sapranno come pagare il mutuo per la casa, che rischiano di perdere la sicurezza di una vita basata sul lavoro onesto. In questo momento di gioia e allegria che il Festival di Sanremo regala ogni anno a tutta l’Italia e a tutti gli italiani nel mondo, vi chiediamo di starci vicino perché per noi, invece, è un moneto molto triste, che ci fa avere paura di un futuro che diventa sempre più incerto.

Poi con la voce rotta dall’emozione, un lavoratore ha aggiunto: “Chiediamo politici di cambiare le regole per le multinazionali: non è ammissibile dare l soldi pubblici ad aziende che poi si trasferiscono all’estero. Chiediamo anche ai tre conduttori di aiutarci”. 

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