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domenica 19 maggio 2019
 
 

I libertini del voto

02/06/2014  Si sono sbagliati tutti ma hanno pagato solo i sondaggisti. Gli italiani sono ormai dei libertini del voto. E come tutti i libertini, alla fine... si astengono.

Alla fine, i sondaggisti hanno pagato per tutti. Non i politici che annunciavano vittorie sicure, non i profeti di sventura che descrivevano un'Europa sicura preda delle orde populiste, non quei venti milioni di cittadini che non sono andati a votare e quindi han lasciato scegliere agli altri, salvo mugugnare dopo. Chi si è beccato la patente di inaffidabile per definizione sono loro, i sondaggisti. Cioè gli unici che non davano niente per sicuro ma che per mestiere dovevano provare comunque a interpretare il fenomeno più volubile che esista in natura: l'umore dell'elettore italiano.

Così, a giudicare dal voto, è scoppiato il grande amore per Matteo Renzi, che ha trascinato il Pd a un risultato storico. Un colpo di fulmine. Grillo sta lì, non cala troppo ma cala un po': son passati pochi anni ma coi suoi elettori pare già un matrimonio di quelli lunghi, con Beppe a far la parte del marito pesante, brontolone ma ancora amato. Berlusconi? Dice che ha perso il tocco magico e le signore non lo stanno più ad ascoltare come prima.

Durerà? Si sa, l'Europa può anche essere solo una scappatella politica, dopo tutto. La metafora sentimentale ha un certo senso perché una cosa la ricerca Demopolis dimostra al di là di ogni ragionevole dubbio: l'Italia in cui si votava Dc o Pci o repubblicano dai 18 ai 90 anni non esiste più. I vecchi partiti-contenitore sono spariti e le ideologie sono intercambiabili: Renzi guida un partito di sinistra ed è considerato di destra, Grillo non si sa che roba sia, l'oligopolista Berlusconi parla da sempre di rivoluzione liberale. Così è se vi pare, insomma. E il "cosa" è davvero "qualunque cosa".

Pare quindi normale che gli elettori italiani siano diventati apertamente fedifraghi. Quasi libertini nell'accasarsi oggi a questo e domani a quel partito. Così tanto da scegliere in massa, poi, l'unica vera via d'uscita del libertino: l'astinenza, quella di chi non va a votare.


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