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domenica 23 settembre 2018
 
 

I ricordi del professor Ratzinger

19/08/2011  Benedetto XVI incontra le giovani suore e i giovani professori all'Escorial. Attenti all'eclissi di Dio e ai rischi di una scienza senza limiti.

Il Papa con le suore all'Escorial
Il Papa con le suore all'Escorial

Prima le suore e poi i professori universitari al complesso dell’Escorial. Naturalmente giovani, le prime e i secondi. Le suore erano 1600 e 400 di loro provenivano da monasteri di clausura. Benedetto XVI ha detto a loro che “la Chiesa ha bisogno della vostra fedeltà giovane”. Il Papa ha spiegato che la vita religiosa, “possiede oggi una speciale rilevanza”di fronte a “una sorta di eclissi di Dio, una certa amnesia, se non un vero rifiuto del cristianesimo e una negazione del tesoro della fede ricevuta, col rischio di perdere la propria identità profonda”. Le religiose, quasi tutte con meno di 35 anni, hanno riservato a Benedetto XVI una calorosissima accoglienza. 

I professori universitari sono docenti di tutto il mondo che partecipano alla Gmg. Tutti indossavano toca e tocco accademici con colori e fogge dei diversi Paesi. C’era un entusiasmo molto forte: “ Non è abituale - ha commentato il portavoce padre Federico Lombardi conversando con i giornalisti - vedere un gruppo così autorevole di professori, tutti giovani”. I partecipanti infatti avevano tutti al massimo 40 anni. Il Papa ha ricordato i suoi primi passi come docente a Bonn, quando “si vedevano ancora le ferite della guerra ed erano molte le carenze materiali, tutto veniva superato dall’entusiasmo di una attività appassionante”. Quindi ha rilevato che in una “società sgretolata e instabile” che non dà “punti di riferimento ai giovani”, richiede che anche i professori non formino solo “professionisti competenti che possano soddisfare la domanda del mercato”.

 Benedetto XVI ha criticato la “visione utilitaristica della educazione, anche di quella universitaria” Alla fine ha citato Platone: “Cerca la verità mentre sei giovane, perché se non lo farai, poi ti scapperà dalle mani”. Questa alta aspirazione, ha commentato il Papa “è la più preziosa che potete trasmettere in modo personale e vitale ai vostri studenti, e non semplicemente alcune tecniche strumentali ed anonime, o alcuni freddi dati, usati solo in modo funzionale”. Ratzinger ha denunciato anche i rischi che derivano “dagli abusi di una scienza senza limiti”, che va “ben oltre se stessa”, così come quelli di un “totalitarismo politico che si ravvisa facilmente quando si elimina qualsiasi riferimento superiore al semplice calcolo di potere”. Secondo il Papa “l’idea genuina di università è precisamente quello che ci preserva da tale visione riduzionista e distorta dell’uomo”.

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