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martedì 21 maggio 2019
 
reportage
 

Il Brasile di Marielle e quello di Bolsonaro

14/03/2019  Viaggio nel subcontinente sudamericano a un anno dall'esecuzione dell'attivista politica. Un Paese in cui i militari occupano i principali posti di potere, in profonda depressione economica, attraversato da forti contrasti sociali. Ogni anno si verificano oltre 60 mila omicidi.

L'arresto di Ronnie Lessa, sospettato dell'omicidio di Marielle Franco.
L'arresto di Ronnie Lessa, sospettato dell'omicidio di Marielle Franco.

La giustizia brasiliana, ad un’anno dall’omicidio della giovane politica Marielle Franco (38 anni) e del suo autista, Anderson Gomes (39i) ha arrestato i presunti sicari che hanno sparato i 13 colpi di arma da fuoco contro la macchina nella quale viaggiavano Marielle, Anderson e una terza persona, l’unica superstite dell’agguato avvenuto a Rio di Janeiro, in Brasile, il 14 marzo del 2018. Gli accusati dell’ omicidio sono Ronnie Lessa e Elcio Vieira de Queiroz, entrambi appartenenti alla polizia militare brasiliana. Ma per la maggior parte della popolazione del Paese, il duplice omicidio era stato commissionato da possibili personalità politiche e per questo, ad oggi, resta ancora comunque irrisolto. Amnesty International aveva voluto una inchiesta indipendente, proprio per far luce sull’omicidio di Marielle, personaggio scomodo alla politica dell’allora presidente Temer, in quanto attivista per i diritti umani, oltre che consigliere comunale a Rio de Janeiro per il partito di opposizione Psol (partito Socialista Libertario).

Per molti brasiliani,i due militari accusati dell’assassinio di Marielle e Anderson, (Lessa abbita nello stesso condominio dell’attuale presidente Jair Bolsonaro) hanno in realtà commesso un crimine su commissione e perciò restano ancora senza risposta le due domande fondamentali:“chi sono I mandanti dell’uccisoine di Marielle e perchè?” Marielle Franco incarnava in sè i volti delle minoranze del Brasile,proprio quelle maggiormente colpite dalla politica del presidente Michel Temer, prima, e di quello attuale, Jair Bolsonaro, insediatosi al governo del paese lo scorso Gennaio. La giovane politica e attivista per i diritti umani in Brasile era tutto ciò che il governo brasiliano, dopo l’impeachment di Dilma Russef, volesse disprezzare: era una donna, nera, di origine molto povera che, tuttavia, era riuscita a laurearsi ed arrivare ad una carica politica importante, abitante di una bidonville (favela de Maré),tra le più povere di Rio di Janeiro, oltre che bissessuale e attivista sociale e politica nella difesa dei diritti delle minoranze brasiliane e degli ultimi del paese. Aveva più volte denunciato i soprusi dei militari nei quartieri poveri della città di Rio di Janeiro ed era una spada di Damocle per la liberalizzazione dell’uso indiscriminato della forza da parte della polizia e dei militari all’interno delle biddonville.

In un recente discorso ai militari della Marina brasiliana, il nuovo presidente del Brasile Jair Bolsonare ha voluto evidenziare che “la democrazia e la libertà del paese dipendono soltanto dalla volontà dei militari”. L’affermazione di Bolsonaro ha suscitato pesanti critiche dei politici all’ opposizione e aumentato la paura della popolazione civile che non ha ancora dimenticato il periodo tragico,lungo e crudele della dittatura militare nel paese. “All’interno dell’attuale governo, circa 100 militari occupano cariche politiche importanti e posizioni strategiche in vari settori del paese e la loro presenza massiccia ci preoccupa molto”, dice Luiz Arcanjo, filosofo e poeta di Bahia. “Bolsonaro è soltanto un prestanome. Nel Brasile di oggi, sono i militari che governano il Paese. Marielle è stata uccisa da militari, per ordine di altri, ben più importanti e potenti di quei due killer”, conclude Arcanjo. Marielle lottava contro la criminallizazione dei poveri".

La crisi economica che sta imperversando il Brasile ha aumentato la povertà e la violenza in tutto il paese. Oltre 62 mila omicidi all’anno, uno scenario di guerra, trenta volte superiore alla violenza che accade in tutto il continente europeo. In pratica è come se cadesse un Boeing con il suo carico di passeggeri al giorno. I dati sono dell’ Istituto di Ricerche Applicate (Ipea) e del Forum Brasiliano di Sicurezza Pubblica(FBSP).Circa il 56,5% delle vittime di omicidio in Brasile hanno tra i 15 e i 19 anni di età. La violenza e la miseria in tutto il Paese sono in continuo aumento, generando ulteriore insicurezza e paura nella popolazione. Anche il divario tra poveri e ricchi si allarga sempre di più. I ricchi, sempre più blindati nei condomini chiusi, vere gabbie d’oro per evitare il contatto con i più poveri che invece,popolano le favelas e si arrangiano per la sola sopravivvenza.

Nella graduatoria della miseria, I raccoglitori di barattoli si contendono gli ultimi posti con gli indigeni privi della propria terra. Sono uomini, donne e bambini che, nelle città, raccolgono i baratoli vuoti di birra e di altre bevande per rivenderli agli intermediari che riforniscono le fabbriche. Ci vogliono circa 100 barattoli per raggiungere 1 kg di alluminio, pagato circa 0,70 centesimi di euro. Si vergognano della propria condizione sociale, considerata tra le più misere del paese, mentre ripuliscono la città in una sorta di lavoro “fai da te”. Jorge Alberto è uno di loro. Raccoglie i barattoli e le lattine sul litorale nord della Bahia, sotto la il sole cocente del nordest. “Alla fine della giornata il guadagno è davvero poco e la fatica e l’umiliazione è tanta. La vita è diventata troppo cara e lavoro non si trova. Prima facevo il muratore, ma con la crisi non si trova più lavoro, quindi mi devo arrangiare così”, spiega. E’ l’unico che accetta di essere intervistato, mentre gli altri vogliono restare invisibili, nella loro enorme povertà. Marielle Franco voleva combattere la povertà e la violenza istutizionale e lottava per la dignità dei poveri e di tutte le minoranze brasiliane. Per questo hanno ucciso Marielle. E proprio per questo, nel cuore degli ultimi del Brasile che chiedono giustizia, Marielle è viva e gridano ancora: “Mariele, presente”.

(foto in alto: Reuters)

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