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giovedì 21 marzo 2019
 
Diktat ai medici inglesi
 

«Non chiamate “mamma” una donna incinta, offende i transgender»

02/02/2017  Sono le linee guida che la British Medical Association ha dato a tutti i suoi 160 mila membri che lavorano negli ospedali del Regno Unito per «celebrare la diversità», invitandoli a non usare più i termini “nato uomo” e “nato donna” per indicare le persone transgender, perché così «si riduce e si semplifica eccessivamente un tema complesso». Molte le critiche e le proteste. L’ex vescovo anglicano di Rochester: «Triste che la società venga spinta in questa direzione»

Non bisogna più chiamare una donna incinta “futura mamma”. Il motivo? «Per non offendere le persone transgender». È l’indicazione che la British Medical Association (BMA), il principale sindacato e associazione professionale dei medici inglesi, ha dato a tutti i suoi 160 mila membri che lavorano in privato e negli ospedali del Regno Unito. Anche “mamma in attesa” è una terminologia giudicata offensiva e da sostituire con “persona incinta” per «celebrare la diversità».

Ecco la spiegazione ufficiale: «La grande maggioranza delle persone che sono incinte o che hanno partorito si identificano come donne. Tuttavia, ci sono alcuni uomini intersex e uomini trans che possono essere gravidi. È possibile includere gli uomini intersessuali e gli uomini trans che possono essere gravidi chiamandoli “persone incinte”». Questa spiegazione si trova nell’opuscolo intitolato Una guida per una comunicazione efficace: un linguaggio inclusivo in ambito lavorativo approvato dal consiglio della BMA. La guida, riporta il Daily Mirror, spiega anche ai dottori di non usare più i termini “nato uomo” e “nato donna” per indicare le persone transgender perché così «si riduce e si semplifica eccessivamente un tema complesso». Anthea Mowat, senior executive della BMA, scrive sul sito web dell'associazione: «Vi incoraggio tutti a leggere e condividere questa guida, e pensare a come si può applicare nel vostro lavoro giorno per giorno. Questo è un momento in cui abbiamo bisogno di unirci per sostenere e proteggere i nostri colleghi e le nostre pazienti».

Le reazioni: Un'offesa verso la scienza e le donne

Laura Perrins, ex avvocato e mamma che si batte per i diritti delle donne e che ha fondato il sito di successo The Conservative Woman, ha criticato la Bma: «È una misura contro la scienza, contro le donne e contro le mamme. Tutti i dottori sanno che solo le femmine possono avere bambini. Dire altrimenti è offensivo e pericoloso. Questa decisione offenderà le donne di tutto il Paese ed è un ottimo esempio di come la maggioranza delle donne venga insultata da una piccola minoranza di persone».

Anche il parlamentare tory Philip Davies ha criticato l’iniziativa, definendola «ridicola». Critico anche l’ex vescovo anglicano di Rochester, Michael Nazir-Ali: «Credo che sia molto triste che la società venga spinta in questa direzione. Dio ci ha creati maschi e femmine e le madri si rapportano ai loro bambini in modo diverso rispetto ai padri. Questa decisione confonderà le persone riguardo al ruolo vitale delle madri nella crescita dei loro bambini». Dopo le polemiche e le numerose critiche ricevute, la Bma ha provato a difendersi facendo marcia indietro. Senza grande successo: «Si tratta di linee guida per il nostro staff, non per i medici, per promuovere un posto di lavoro più inclusivo».

Il caso di Hayden, rimasta incinta durante il cambio di sesso

  

Il caso delle discusse linee guida della BMA arrivano, scrive ancora il Mirror, dopo il caso di una persona inglese, nata donna, che durante il cambio di sesso è rimasta incinta . Hayden Cross, 20 anni, è legalmente maschio e ha avuto un trattamento ormonale ma non il cambio di sesso chirurgico e ora è al quarto mese di gravidanza Secondo i tabloid inglesi, non ci sono altri casi noti nel Regno Unito di una persona rimasta incinta durante il cambio di sesso. I dati ufficiali mostrano sono circa 775.000 le donne che partoriscono ogni anno.

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