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Il graffio di Zoro sulla politica

06/09/2014  Diverte il debutto alla regia del conduttore di Gazebo con il racconto di una giornata d'estate del 2011 in un mercato romano che rischia di chiudere. Una fotografia precisa di un momento storico, ma anche una riflessione su un tema come l'assenza della politica dai problemi veri della gente ancora attualissima.

Era l'estate del 2011, la più calda estate degli ultimi 150 anni. Al Governo c'era Silvio Berlusconi e all'opposizione c'era Pierluigi Bersani che dai manifesti esortava gli italiani a rimboccarsi le maniche. Sono passati solo tre anni, ma sembra un'eternità. Tutto è cambiato, perfino l'estate che ha smesso di essere calda. In questo suo essere già un documento storico sta la forza di Arance e martello, il film più divertente visto a Venezia e che è già nelle sale. Lo ha scritto, diretto e interpretato Diego Bianchi, in arte Zoro, il videomaker che dalla rete ha conquistato la platea televisiva con Gazebo, il programma che con tagliente ironia racconta la politica.

Per l'ulteriore salto dalla Tv al cinema Zoro ha scelto una realtà che conosce bene: quella del mercato del quartiere romano di San Giovanni, dove è cresciuto. La crisi c'era già allora ed ecco che i commercianti più vecchi litigano con quelli più giovani, gli italiani con gli stranieri che gli rubano il lavoro e due stranieri tra loro perché uno tifa per la Roma e l'altro per la Lazio. Il tutto mentre i militanti della locale scalcagnatissima sezione del Pd tentano con scarsa convinzione e con ancor meno successo di raccogliere il milione di firme che sarebbero state sufficienti secondo le direttive del partito a disarcionare Berlusconi e il suo Governo.

Finché non giunge la notizia che il sindaco ha deciso di chiudere il mercato. A quel punto ai commercianti non resta che rivolgersi a quei "comunisti" del Pd. I quali però non sanno se aiutare o no quei "fascisti" di bottegai. Che si fa? Semplice, si fanno le primarie. Insomma, si ride di gusto. Da qui in poi, però, il film inizia purtroppo a perdere colpi fino a concludersi con un finale caciarone e pure un po' pretenzioso. Insomma alla lunga Zoro paga l'inesperienza del debutto e tuttavia il bilancio di questo Arance e martello alla fine è comunque in attivo. Anche perché è vero che fotografa un preciso momento storico, ma molti dei temi che affronta,  dal lavoro in pericolo o che manca proprio allo smarrimento dei giovani nei confronti della politica, ci sono ancora, eccome. Comunque, per tornare all'attualità, appuntamento con la nuova edizione di Gazebo è dal 28 settembre su Rai3.

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