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sabato 21 gennaio 2017
 
 

L'islam italiano: no al terrorismo

17/10/2014  In un incontro alla moschea di Roma, alla presenza del presidente della Camera Laura Boldrini, la comunità islamica italiana ribadisce i valori del dialogo e della coesione. E dice no al terrorismo: "L'Islam è religione di pace".

"No al terrorismo! L'Islam è Religione di Pace": il messaggio arriva dal Centro Islamico Culturale d'Italia che, alla Moschea di Roma, ha organizzato un incontro pubblico al quale ha partecipato anche Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati.

“Abbiamo organizzato questo evento perché la crisi internazionale e la strumentalizzazione della religione ci spingono a reagire rinnovando i valori autentici e universali del dialogo e della coesione”, dice Yahya Pallavicini, consigliere del Centro Islamico Culturale d'Italia.

Per Laura Boldrini “il mondo musulmano è colpito prima di tutti gli altri. Colpito in termini di vittime, ma anche colpito nella propria anima perché tutta questa violenza omicida viene fatta proprio nel nome dell'Islam. Questo non può essere accettato, perché l'Islam non è così e invece il radicalismo getta discredito su milioni di persone e sulle loro comunità, rendendo più difficile le loro vite, impedendo a queste comunità di reclamare la propria estraneità alla violenza”.

“I musulmani”, spiega Pallavicini a Famiglia Cristiana, “spesso si sentono confusi con i criminali dell'Asia centrale e si sentono discriminati a causa di quello che succede nello stato fantoccio del califfato. Si vuole chiarezza, legittimità e dignità. Anche per le istituzioni italiane è importante avere luoghi di riferimento che si possano distinguere per azioni costruttive e pacifiche, non per confusioni, abusi di potere, discriminazioni, totalitarismi”.

Ma le moschee e i centri islamici presenti in Italia possono essere, in qualche caso, dei centri di predicazione per messaggi estremisti, o addirittura dei luoghi di proselitismo per potenziali terroristi?

“Credo sia un un falso mito”, risponde Pallavicini, “anche se non si può escludere che le moschee e i centri islamici possano occasionalmente ospitare persone non bene intenzionate. Perciò resta l'impegno per una maggiore trasparenza di gestione e di predicazione, però mi lasci dire una battuta: magari i fanatici andassero nelle moschee. Infatti il problema è che sta degenerando il fai da te informatico. Invece che essere fedeli ai maestri e agli imam ci si inventa una religione fai da te, ispirata da alcuni in rete, che in alcuni casi ha un ottica rivoluzionaria, militare o addirittura violenta”.

La presa di distanza dall'estremismo è stata netta nelle parole del sermone dell'Iman della Moschea di Roma, pronunciate lo scorso 15 settembre: “Fratelli e Sorelle: in verità colui che guarda con occhio giusto, equanime e imparziale sa con certezza che l’Islam è una religione elevata spiritualmente e sublime, che ha conferito all’essere umano un rango eminente, stabilito legalmente la salvaguardia del diritto alla vita e vietato la sua aggressione, prescindendo dalla religione, colore e razza. Sa con certezza che l’Islam non ammette il disordine, la violenza nè atti di sabotaggio e delinquenza, e quindi condanna lo spargimento di sangue e la strage di vite innocenti”.

(Nella foto: il giardino occidentale della Moschea di Roma)

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