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lunedì 14 ottobre 2019
 
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Il monito di Francesco sui social networks: "In troppi usano un linguaggio violento e spregiativo"

18/05/2019  Nel ricevere i giornalisti della Stampa estera ha invitato tutti coloro che operano nella comunicazione e chi scrive sui social a usare le parole "come usa il bisturi il chirurgo. Così diceva Francesco di Sales"

Nel magistero di papa Francesco un posto speciale occupa la comunicazione. Più volte Bergoglio si è dimostrato molto attento ai cambiamenti dell’informazione e alle nuove sfide imposte dalla nuova era dei social. Come ogni conquista tecnologica, i nuovi mass media a disposizione impongono scelte etiche importanti e cruciali che affondano le loro radici nel Vangelo e nel diritto umanitario. Il rispetto è la prima regola. Bergoglio è tornato su queste sfide nel ricevere la Stampa estera in udienza, utilizzando come bussola il santo patrono dei giornalisti Francesco di Sales. “In un tempo in cui”, ha detto, “specialmente nei social media ma non solo,molti usano un linguaggio violento e spregiativo, con parole che feriscono e a volte distruggono le persone, si tratta invece di calibrare il linguaggio e, come diceva il vostro Santo protettore Francesco di Sales nella Filotea, usare la parola come il chirurgo usa il bisturi”.

Ma il Papa non si è limitato all’uso delle parole. Ha anche parlato dei contenuti che devono interessare doverosamente il nostro lavoro. "Non dimenticate questo Mediterraneo che si sta convertendo in cimitero", ha aggiunto Francesco nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano. Un discorso a tutto campo quello del Pontefice argentino, con una particolare attenzione all’economia. "L'economia, nata per essere “cura della casa” - ha detto in un altro passaggio - è diventata spersonalizzata; anziché servire l'uomo, lo schiavizza, asservendolo a meccanismi finanziari sempre più distanti dalla vita reale e sempre meno governabili". "Di fronte a un contesto economico malato - ha sottolineato - non si può intervenire brutalmente, col rischio di uccidere, ma occorre prestare cure: non è destabilizzando o sognando un ritorno al passato che si sistemano le cose, ma alimentando il bene, intraprendendo percorsi sani e solidali". Secondo Bergoglio bisogna "sostenere chi vuole cambiare in meglio" favorendo "modelli di crescita basati sull'equità sociale, sulla dignità delle persone, sulle famiglie, sull'avvenire dei giovani, sul rispetto dell'ambiente".

Sempre a proposito di econoia incontrando i membri della federazione europea dei banchi alimentari Francesco ha illustrato i vantaggi di un’economia basata sul riciclo delle risorse. "Un'economia circolare - ha aggiunto - non è più rimandabile. Lo spreco non può essere l'ultima parola lasciata in eredità dai pochi benestanti, mentre la gran parte dell'umanità rimane zitta". "Lottare contro la piaga terribile della fame vuol dire anche combattere lo spreco. Lo spreco manifesta disinteresse per le cose e indifferenza per chi ne è privo. Lo spreco è l'espressione più cruda dello scarto. Scartare cibo è scartare persone - ha proseguito Bergoglio -. E oggi è scandaloso non accorgersi di quanto il cibo sia un bene prezioso e di come tanto bene vada a finire male". Il Papa ha ringraziato i rappresentanti dei Banchi alimentari sottolineando il loro operato. "Quello che fate senza tante parole lancia un messaggio - ha detto loro -: non è cercando il vantaggio per sé che si costruisce il futuro; il progresso di tutti cresce accompagnando chi sta indietro. Di questo ha tanto bisogno l'economia". "Perciò - ha concluso - ho a cuore un'economia che assomigli di più all'uomo, che abbia un'anima e non sia una macchina incontrollabile che schiaccia le persone".

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