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martedì 18 giugno 2019
 
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Il Papa: a tavola niente Tv e cellulari, altrimenti che famiglia è?

11/11/2015  «Una famiglia che non mangia quasi mai insieme, ha detto Bergoglio al consueto appuntamento del mercoledì, «o in cui a tavola non si parla ma si guarda la televisione o lo smartphone, è una famiglia poco famiglia. Quando i figli a tavola sono attaccati al computer, al telefonino e non si ascoltano fra loro, questo non è famiglia, è un pensionato!».

«Una famiglia che non mangia quasi mai insieme, o in cui a tavola non si parla ma si guarda la televisione, o lo smartphone, è una famiglia poco famiglia». All’udienza generale in piazza San Pietro papa Francesco continua con le sue riflessione sulla famiglia e parla della “convivialità”, cioè dell’importanza di sedersi a tavola e parlarsi con serenità senza essere distratti da altro: «Oggi rifletteremo su una qualità caratteristica della vita familiare che si apprende fin dai primi anni di vita: la convivialità, ossia l’attitudine a condividere i beni della vita e a essere felici di poterlo fare. Ma condividere, saper condividere è una virtù preziosa! Il suo simbolo, la sua icona, è la famiglia riunita intorno alla mensa domestica. La condivisione del pasto – e dunque, oltre che del cibo, anche degli affetti, dei racconti, degli eventi… – è un’esperienza fondamentale. Quando c’è una festa, un compleanno, un anniversario, ci si ritrova attorno alla tavola. In alcune culture è consuetudine farlo anche per un lutto, per stare vicino a chi è nel dolore per la perdita di un familiare. La convivialità è un termometro sicuro per misurare la salute dei rapporti: se in famiglia c’è qualcosa che non va, o qualche ferita nascosta, a tavola si capisce subito. Una famiglia che non mangia quasi mai insieme, o in cui a tavola non si parla ma si guarda la televisione, o lo smartphone, è una famiglia poco famiglia. Quando i figli a tavola sono attaccati al computer, al telefonino e non si ascoltano fra loro, questo non è famiglia, è un pensionato!».

Città del Vaticano, 11 novembre 2015. Un momento dell'udienza generale del mercoledì. Foto Ansa.
Città del Vaticano, 11 novembre 2015. Un momento dell'udienza generale del mercoledì. Foto Ansa.

Papa Francesco ha rilevato che «oggi molti contesti sociali pongono ostacoli alla convivialità familiare» e che non è una cosa «facile». Invece bisogna recuperare questa dimensione: «A tavola si parla, a tavola si ascolta, niente silenzio che non è il silenzio delle monache ma quello dell'egoismo, del telefonino del televisore, recuperare la convivialità pur adattandola ai tempi. La convivialità sembra sia diventata una cosa che si compra e si vende, ma così è un’altra cosa». Bergoglio ha accennato anche alla condivisione del cibo, a pochi giorni dalla chiusura di Expo. Ha detto che «nutrimento non è sempre il simbolo di una giusta condivisione dei beni, capace di raggiungere chi non ha né pane né affetti. Nei Paesi ricchi siamo indotti a spendere per un nutrimento eccessivo, e poi lo siamo di nuovo per rimediare all’eccesso. E questo “affare” insensato distoglie la nostra attenzione dalla fame vera, del corpo e dell’anima. Quando non c'è convivialità c'è egoismo, ognuno pensa a se stesso. Tanto più che la pubblicità l’ha ridotta a un languore di merendine e a una voglia di dolcetti. Mentre tanti, troppi fratelli e sorelle rimangono fuori dalla tavola. È una vergogna!».

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