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martedì 11 dicembre 2018
 
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«C’è chi si "trucca" da cristiano perché dice di esserlo ma non fa nulla»

06/12/2018  Francesco celebra la Messa a Santa Marta e invita a chiederci se costruiamo la nostra «vita sulla roccia di Dio o sulla sabbia della mondanità, della vanità»

No a chi si dice cristiano ma non si comporta da cristiano. Questo il richiamo di papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata giovedì mattina a Santa Marta. Commentando il passo del Vangelo odierno di Matteo e la prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia, il Pontefice indica tre coppie di parole in contrasto l’una con l’altra. Il primo gruppo, “dire e fare”, contraddistingue due cammini opposti della vita cristiana: «Il dire», spiega Bergoglio, «è un modo di credere, ma molto superficiale, a metà cammino: io dico che sono cristiano ma non faccio le cose del cristiano. È un po’ – per dirlo semplicemente – truccarsi da cristiano: dire soltanto è un trucco, dire senza fare. La proposta di Gesù è concretezza, sempre concreto. Quando qualcuno si avvicinava e chiedeva consiglio, sempre cose concrete. Le opere di misericordia sono concrete».

Anche la seconda coppia di parole “sabbia e roccia” si articola tra due direttrici opposte. La sabbia «non è solida, è una conseguenza del dire», un truccarsi da cristiano, una vita costruita «senza fondamenti». La roccia, invece, è il Signore: «è Lui, la forza. Ma tante volte, chi confida nel Signore non appare, non ha successo, è nascosto … ma è saldo. Non ha la sua speranza nel dire, nella vanità, nell’orgoglio, negli effimeri poteri della vita … Il Signore, la roccia. La concretezza della vita cristiana ci fa andare avanti e costruire su quella roccia che è Dio, che è Gesù; sul solido della divinità. Non sulle apparenze o sulla vanità, l’orgoglio, le raccomandazioni … No. La verità».

Il terzo binomio, alto e basso, contrappone i passi degli orgogliosi e dei vanitosi a quelli degli umili. Ricordando la prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia, Francesco sottolinea che il Signore «ha abbattuto coloro che abitavano in alto, ha rovesciato la città eccelsa, l’ha rovesciata fino a terra, l’ha rasa al suolo. I piedi la calpestano: sono i piedi degli oppressi, i passi dei poveri». Spiega il Papa: «Questo passo del profeta Isaia ha l’aria del canto della Madonna, del Magnificat: il Signore alza gli umili, quelli che sono nella concretezza di ogni giorno, e abbatte i superbi, quelli che hanno costruito la loro vita sulla vanità, l’orgoglio … questi non durano».

In questo periodo di Avvento, conclude il Pontefice, ci aiuteranno alcune cruciali domande: «Io sono cristiano del dire o del fare? Costruisco la mia vita sulla roccia di Dio o sulla sabbia della mondanità, della vanità? Sono umile, cerco di andare sempre dal basso, senza orgoglio, e così servire il Signore?».

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