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venerdì 28 luglio 2017
 
l'udienza
 

Il Papa: «Chi toglie il lavoro fa un peccato gravissimo»

15/03/2017  Dura denuncia di Francesco che ha rivolto «un pensiero speciale ai lavoratori di Sky Italia», auspicando «che la loro situazione lavorativa possa trovare una rapida soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente delle famiglie»

Le parole destinate a far breccia nei mass media e ni cuori le ha pronunciate al termine dell'udienza. Giunto come di consueto al momento dei saluti, papa Francecso ha rivolto «un pensiero speciale ai lavoratori di Sky Italia», auspicando che «la loro situazione lavorativa possa trovare una rapida soluzione, nel rispetto dei diritti di tutti, specialmente delle famiglie». «Il lavoro ci dà dignità – ha proseguito Francesco a braccio e fra gli applausi – e i responsabili dei popoli, i dirigenti, hanno l’obbligo di fare del tutto perché ogni uomo e ogni donna possa lavorare e così avere la fronte alta, guardare in faccia gli altri con dignità». E ha aggiunto: «Chi per manovre economiche, per fare negoziati non del tutto chiari chiude fabbriche, chiude imprese lavorative e toglie lavoro agli uomini, questa persona fa un peccato gravissimo», il monito di Bergoglio.

Sky Italia ha recentemente presentato il suo piano di riassetto, contestato dai sindacati, che prevede oltre 200 esuberi e 300 trasferimenti di dipendenti da Roma a Milano.

«Digiunate dalle cattive abitudini», aveva detto inprecedenza Jorge Mario Bergoglio. È stato questo il suo consiglio quaresimale d per i giovani, salutati come di consueto al termine dell’udienza insieme ad ammalati e agli sposi novelli. «Digiunate dalle cattive abitudini, per acquisire maggiore padronanza su voi stessi», l’esortazione di Francesco, che durante i saluti ai fedeli di lingua italiana ha rivolto, tra gli altri un saluto ai partecipanti al Convegno promosso dal Movimento dei Focolari in occasione del 50° anniversario di fondazione, esortandoli “a testimoniare la bellezza delle famiglie nuove, guidate dalla pace e dall’Amore di Cristo”.

«Non siamo capaci di amare veramente se il Signore non rinnova questo dono per noi»

Amare sul serio è “apprezzare” le “piccole cose di ogni giorno”. A garantirlo ai fedeli è stato il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi ha fatto notare che “tutti facciamo l’esperienza di non vivere in pieno o come dovremmo il comandamento dell’amore. Ma anche questa è una grazia, perché ci fa comprendere che da noi stessi non siamo capaci di amare veramente: abbiamo bisogno che il Signore rinnovi continuamente questo dono nel nostro cuore, attraverso l’esperienza della sua infinita misericordia”. “E allora sì che torneremo ad apprezzare le cose piccole, semplici, ordinarie, che torneremo ad apprezzare tutte queste piccole cose di ogni giorno”, ha assicurato Francesco: “E saremo capaci di amare gli altri come li ama Dio, volendo il loro bene, cioè che siano santi, amici di Dio; e saremo contenti per la possibilità di farci vicini a chi è povero e umile, come Gesù fa con ciascuno di noi quando siamo lontani da lui, di piegarci ai piedi dei fratelli, come lui, Buon Samaritano, fa con ciascuno di noi, con la sua compassione e il suo perdono”. È questo, per il Papa, “il segreto per essere lieti nella speranza”, come esorta a fare Paolo nella lettera ai Romani: “Lieti nella speranza, la gioia della speranza, perché sappiamo che in ogni circostanza, anche la più avversa, e anche attraverso i nostri stessi fallimenti, l’amore di Dio non viene meno”. “E allora, con il cuore visitato e abitato dalla sua grazia e dalla sua fedeltà, viviamo nella gioiosa speranza di ricambiare nei fratelli, per quel poco che possiamo, il tanto che riceviamo ogni giorno da lui”, l’augurio ai 12mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro.

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