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martedì 16 ottobre 2018
 
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«Addolorato per i morti in Medio Oriente. La violenza non porta mai alla pace»

16/05/2018  All’udienza generale l’appello di Francesco per la Terra Santa: «Invito tutte le parti in causa e la comunità internazionale a rinnovare l’impegno perché prevalgano il dialogo, la giustizia e la pace»

Papa Francesco ribadisce che la «guerra chiama guerra, violenza chiama violenza». E prega per i morti e i feriti nella Striscia di Gaza nel corso delle proteste per l’inaugurazione dell’ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme: «Sono molto preoccupato per l’acuirsi delle tensioni in Terra Santa e in Medio Oriente, e per la spirale di violenza che allontana sempre più dalla via della pace, del dialogo e dei negoziati», ha detto all’udienza generale in piazza San Pietro, «esprimo il mio grande dolore per i morti e i feriti e sono vicino con la preghiera e l’affetto a tutti coloro che soffrono. Ribadisco che non è mai l’uso della violenza che porta alla pace».

Infine, il Pontefice lancia un appello: «Invito tutte le parti in causa e la comunità internazionale a rinnovare l’impegno perché prevalgano il dialogo, la giustizia e la pace». Evoca le due Guerre mondiali e sospira: «Non impariamo mai». Saluta, infine, i fedeli musulmani che domani iniziano il mese di Ramadan: «Che questo tempo privilegiato di preghiera e di digiuno», è l’auspicio di Francesco, «aiuti a camminare sulla via di Dio che è la via della pace».

Francesco conclude il ciclo di catechesi dedicato al Battesimo soffermandosi su due riti in particolare: la consegna della veste bianca e della candela accesa. «Dopo il lavacro di rigenerazione, capace di ricreare l’uomo secondo Dio nella vera santità», spiega il Papa, «è parso naturale, fin dai primi secoli, rivestire i neobattezzati di una veste nuova, candida, a similitudine dello splendore della vita conseguita in Cristo e nello Spirito Santo. La veste bianca, mentre esprime simbolicamente ciò che è accaduto nel sacramento, annuncia la condizione dei trasfigurati nella gloria divina».

Anche l’accensione della candela al cero pasquale ha un significato preciso: «“Ricevete la luce di Cristo”, dice il sacerdote. Queste parole», sottolinea il Papa, «ricordano che non siamo noi la luce, ma la luce è Gesù Cristo, il quale, risorto dai morti, ha vinto le tenebre del male. Noi siamo chiamati a ricevere il suo splendore! Come la fiamma del cero pasquale dà luce a singole candele, così la carità del Signore Risorto infiamma i cuori dei battezzati, colmandoli di luce e calore. E per questo, dai primi secoli il Battesimo si chiamava anche “illuminazione” e quello che era battezzato era detto “l’illuminato”».

L'educazione cristiana dei bambini è compito dei genitori

Il Papa ricorda anche che «se si tratta di bambini, è compito dei genitori, insieme a padrini e madrine, aver cura di alimentare la fiamma della grazia battesimale nei loro piccoli, aiutandoli a perseverare nella fede». L’ultimo atto è la recita del Padre Nostro: «Infatti, i bambini rinati nel Battesimo», sottolinea ancora il Papa, «riceveranno la pienezza del dono dello Spirito nella Confermazione e parteciperanno all’Eucaristia, imparando che cosa significa rivolgersi a Dio chiamandolo “Padre”».

Salutando i pellegrini polacchi e, in modo speciale, gli ex combattenti della Seconda Guerra mondiale, giunti per l’anniversario della battaglia di Monte Cassino, il Papa esprime tristezza nel ricordare le due grandi guerre del secolo scorso. «La tragedia della guerra da voi vissuta», ripete, diventi «un appello per la cessazione dei conflitti in corso nel mondo e per la ricerca di vie di pace».

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