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mercoledì 21 novembre 2018
 
l'udienza
 

Il Papa e l’omelia: «Sia breve, non più di dieci minuti, e ben preparata»

07/02/2018  Francesco all’udienza spiega che il commento al Vangelo deve essere «un reale servizio a tutti coloro che partecipano alla Messa e non è un discorso di circostanza, una catechesi, una conferenza o una lezione». E ricorda le prossime Olimpiadi Invernali a PyeongChang: «La tradizionale tregua olimpica quest’anno acquista speciale importanza: delegazioni delle due Coree sfileranno insieme sotto un’unica bandiera e competeranno come un’unica squadra»

Papa Francesco prosegue il ciclo di catechesi dedicate alla Messa e nell’udienza generale in Aula Paolo VI approfondisce il senso del Vangelo e dell’omelia. Ma in vista dei Giochi olimpici invernali in Corea del Sud lancia un importante appello: «La tradizionale tregua olimpica quest'anno acquista speciale importanza: delegazioni delle due Coree sfileranno insieme sotto un'unica bandiera e competeranno come un'unica squadra», ha detto Bergoglio. «Questo fatto fa sperare in un mondo in cui i conflitti si risolvono pacificamente con il dialogo e nel rispetto reciproco, come anche lo sport insegna a fare».

Il Pontefice ha poi ricordato che «dopodomani, venerdì 9 febbraio, si apriranno i XXIII Giochi Olimpici Invernali nella città di PyeongChang, in Corea del Sud, con la partecipazione di 92 Paesi. Tutti accompagno con la preghiera, mentre rinnovo l'impegno della Santa Sede a sostenere ogni utile iniziativa a favore della pace e dell'incontro tra i popoli - ha aggiunto -. Che queste Olimpiadi siano una grande festa dell'amicizia e dello sport! Che Dio vi benedica e vi custodisca!».

Nella catechesi, il Pontefice ha sottolineato come ascoltare il Vangelo durante la Messa con il cuore aperto «è tanto importante», perché quella Parola attende una risposta concreta nella vita di ciascuno. Poi si è soffermato sul significato dell’omelia. «Per far giungere il suo messaggio», ha proseguito, «Cristo si serve anche della parola del sacerdote che, dopo il Vangelo tiene l’omelia». Ecco perché questo ministero deve essere «un reale servizio a tutti coloro che partecipano alla Messa», con un’attenta preparazione, senza tenere un «discorso di circostanza, una catechesi, una conferenza o una lezione».

L’omelia, sottolinea il Papa, è «un riprendere quel dialogo che è già aperto tra il Signore e il suo popolo», affinché «trovi compimento nella vita».

«Nella liturgia della Parola Dio dialoga con il suo popolo»

Francesco indica anche un tempo preciso per la durata dell’omelia, che non deve andare oltre i dieci minuti, perché altrimenti «alcuni si addormentano, altri chiacchierano o escono fuori a fumare una sigaretta». Dunque, un’omelia breve e ben preparata, messa a punto «con la preghiera e con lo studio della Parola di Dio». Nella Liturgia della Parola, attraverso il Vangelo e l’omelia, «Dio dialoga con il suo popolo, il quale lo ascolta con attenzione e venerazione e, allo stesso tempo, lo riconosce presente e operante». Solo l’ascolto della «buona notizia», riesce a convertire e trasformare, operando dei reali cambiamenti nelle persone e nel mondo.

Nei saluti in lingua italiana, il Pontefice al termine dell’udienza ha ringraziato i gruppi parrocchiali e i dirigenti e gli artisti del Circo “Medrano” e del Circo “Rony Rollert Circus” che si sono esibiti davanti a lui. «Vorrei ringraziarvi per il vostro lavoro – ha detto a braccio – un lavoro di bellezza. Voi con la vostra arte, esprimete la bellezza e per la bellezza fate che tutti noi arriviamo più su, più vicino a Dio. Il vostro lavoro di bellezza ci fa bene a tutti, grazie tante».

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