logo san paolo
sabato 24 giugno 2017
 
Il Papa
 

Il Papa: «I bambini hanno il diritto ad avere un papà e una mamma»

11/04/2014 

«Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare in relazione alla mascolinità e alla femminilità di un padre e di una madre». Questo il messaggio di papa Francesco che ha ricevuto una delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia (Bice), durante la quale ha detto di sentirsi chiamato a farsi carico e «a chiedere perdono» per il male che alcuni sacerdoti «hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini».

In mattinata, un altro appuntamento importante: l’incontro con il Movimento per la Vita, guidato da Carlo Casini. Se la vita umana, è stato il ragionamento del Pontefice, è un prodotto, qualcosa che si fabbrica in laboratorio, si assembla e si consuma, allora, ad un certo punto, si può anche buttare via al pari di qualsiasi altro oggetto. Viceversa, se è essa è considerata dono di Dio diventa un bene sacro e inviolabile da proteggere con ogni mezzo e non da scartare. Francesco punta il dito contro «l’economia dell’esclusione e dell’inequità» che considera, dice, «l'essere umano come un bene di consumo che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio alla cultura dello scarto che, addirittura, viene promossa».

In prima fila ad ascoltarlo nella Sala Clementina ci sono cento donne e altrettanti bambini (pensavo di «essere entrato in un Kindergarten», scherza al suo arrivo) che sono la dimostrazione vivente di come la “cultura dello scarto”, grazie all’impegno quotidiano e spesso nascosto di tanti, non sempre prevale nella nostra società. Ad un certo punto i bambini si mettono a piangere: «Il loro pianto è una musica», scherza Bergoglio che con grande realismo aggiunge: «Ma alcuni piangono per la fame, per favore dategli tranquillamente da mangiare qui».

Il Papa ringrazia il Movimento per il loro servizio, esortandoli a proteggere la vita «con coraggio e amore in tutte le sue fasi» e svolge la sua riflessione riprendendo alcuni passi dell’Evangelii Gaudium: «La vita umana è sacra e inviolabile. Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita. Oggi dobbiamo dire “no a un’economia dell’esclusione e della inequità”. Questa economia uccide… Si considera l’essere umano in se stesso come un bene di consumo; un bene di consumo che si può usare e poi gettare. Abbiamo dato inizio a quella cultura dello “scarto” che, addirittura, viene promossa. E così viene scartata anche la vita».

 Oggi tra economia e morale, spiega il Pontefice, s’è creata una frattura, un divorzio dove la bilancia pende dal piatto di «un mercato provvisto di ogni novità tecnologica», mentre quasi in disparte sono finite le «norme etiche elementari» di una «natura umana sempre più trascurata»: «Occorre pertanto ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno è l’innocente per antonomasia. Ricordiamo le parole del Concilio Vaticano II: “La vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; l’aborto e l’infanticidio sono delitti abominevoli”».

Poi Francesco racconta un fatto capitatogli anni fa, incontrando dei medici: «Uno mi ha chiamato da una parte. Aveva un pacchetto e mi ha detto: "Padre, io voglio lasciare questo a lei. Questi sono gli strumenti che io ho usato per abortire. Ho trovato il Signore, mi sono pentito, e adesso lotto per la vita!". Mi ha consegnato tutti questi strumenti. Pregate per quest’uomo bravo!».

Al Movimento per la Vita, a chi gestisce i centri di Aiuto e a chi sta sostenendo da tempo l’iniziativa europea “Uno di Noi” per la tutela dell’embrione umano arriva il “grazie” caloroso del Papa. «Proteggere la vita con coraggio e amore in tutte le sue fasi», dice. «Vi incoraggio a farlo sempre con lo stile della vicinanza, della prossimità: che ogni donna si senta considerata come persona, ascoltata, accolta, accompagnata. E abbiamo parlato dei bambini: ce ne sono tanti! Ma io vorrei anche parlare dei nonni, l’altra parte della vita! Perché anche noi dobbiamo curare i nonni, perché i bambini e i nonni sono la speranza».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo