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lunedì 20 novembre 2017
 
l'udienza
 

Il Papa: Il Signore non è mai noioso, i preti che lo sono si convertano

08/11/2017  Francesco inizia un ciclo di catechesi sul significato dell’Eucarestia e rivela: «Che tristezza vedere i telefonini alzati a Messa, anche di preti e vescovi. Il prete dice “in alto i nostri cuori non i nostri cellulari”»

Ricorda che la Messa «non è uno spettacolo», che «bisogna insegnare ai bambini a fare bene il segno della croce» che molte volte sembra più un gesto confuso. E che non andare a Messa con la scusa che i preti sono «noiosi» non è l’atteggiamento giusto per un cristiano.

Papa Francesco in piazza San Pietro per l’udienza generale comincia un nuovo ciclo di catechesi che, dice, «punterà lo sguardo sul “cuore” della Chiesa, cioè l’Eucaristia». L’obiettivo, ricorda, è «comprendere bene il valore e il significato della Santa Messa, per vivere sempre più pienamente il nostro rapporto con Dio». Prima di addentrarsi sul significato dei gesti, Francesco ricorda come «non possiamo dimenticare il gran numero di cristiani che, nel mondo intero, in duemila anni di storia, hanno resistito fino alla morte per difendere l’Eucaristia; e quanti, ancora oggi, rischiano la vita per partecipare alla Messa domenicale». Ricorda che «nell’anno 304, durante le persecuzioni di Diocleziano, un gruppo di cristiani, del nord Africa, furono sorpresi mentre celebravano la Messa in una casa e vennero arrestati. Il proconsole romano, nell’interrogatorio, chiese loro perché l’avessero fatto, sapendo che era assolutamente vietato. Ed essi risposero: “Senza la domenica non possiamo vivere”, che voleva dire: se non possiamo celebrare l’Eucaristia, non possiamo vivere, la nostra vita cristiana morirebbe».

La testimonianza di quei cristiani, continua il Pontefice, «ci interpella tutti e chiede una risposta su che cosa significhi per ciascuno di noi partecipare al Sacrificio della Messa e accostarci alla Mensa del Signore. Stiamo cercando», chiede Francesco, «quella sorgente che “zampilla acqua viva” per la vita eterna?, che fa della nostra vita un sacrificio spirituale di lode e di ringraziamento e fa di noi un solo corpo con Cristo?».

«Mi dà tanta tristezza vedere i telefonini alzati a Messa, anche di preti e vescovi»

Francesco ricorda come il Concilio Vaticano II abbia molto insistito sulla formazione liturgica dei fedeli proprio per via del significato autentico e profondo della Messa che non è uno spettacolo: «Il Signore è lì con noi, presente», avverte il Papa. «Tante volte noi andiamo lì, guardiamo le cose, chiacchieriamo fra noi mentre il sacerdote celebra l’Eucaristia… e non celebriamo vicino a Lui. Ma è il Signore! Se oggi venisse qui il Presidente della Repubblica o qualche persona molto importante del mondo, è sicuro che tutti saremmo vicino a lui, che vorremmo salutarlo. Ma pensa: quando tu vai a Messa, lì c’è il Signore! E tu sei distratto. È il Signore! Dobbiamo pensare a questo. “Padre, è che le messe sono noiose” - “Ma cosa dici, il Signore è noioso?” - “No, no, la Messa no, i preti” – “Ah, che si convertano i preti, ma è il Signore che sta lì!”. Capito? Non dimenticatelo. Partecipare alla Messa è vivere un’altra volta la passione e la morte redentrice del Signore».

Poi il Papa passa a spiegare alcuni gesti della celebrazione: «Perché a un certo punto della Messa», chiede ai fedeli, «il sacerdote «dice “in alto i nostri cuori?”. Non dice “in alto i nostri telefonini per prendere la foto”, che cosa brutta, vi dico a me dà tanta tristezza quando celebro in piazza e in basilica e vedo tanti telefonini alzati, non solo di fedeli, ma anche di preti e anche di vescovi, ma per favore, la messa non è uno spettacolo, è andare incontro alla passione e morte e risurrezione di nostro Signore, per questo dice “in alto i nostri cuori”, ricordatevi eh, niente telefonini, è molto importante tornare all'essenziale».

Poi passa al segno della Croce: «Ma hai visto come i bambini si fanno il segno della Croce? Una cosa così, sembra un disegno, ma insegnare ai bambini a fare il segno della croce - ha esortato - così incomincia la messa, così incomincia la vita, così incomincia la giornata, vuol dire che noi siamo rendenti con la croce del Signore, guardateli bene e insegnatelo loro, e quelle lettura nella messa perché stanno lì? Perché la domenica ci sono tre letture e gli altri giorni due? Cosa significa?».

Bergoglio si ripromette con le catechesi che terrà nelle prossime udienze generali di rispondere sia «ad alcune domande importanti» sia «ad alcune semplici domande», come quelle elencate prima, sia di aiutare i fedeli a «scoprire o riscoprire come in questo mistero della fede risplende l'amore di Dio».

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