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mercoledì 19 dicembre 2018
 
l'udienza
 

Il Papa: «La Messa non si paga, è gratuita come il sacrificio di Cristo»

07/03/2018  Francesco all’udienza sul suffragio per i defunti: «Se tu vuoi fare l'offerta falla, ma la Messa è gratuita». Poi l’appello per le paralimpiadi coreane dopo che i giochi olimpici hanno mostrato che «lo sport può tendere ponti tra paesi in conflitto»

È la preghiera eucaristica al centro della catechesi di papa Francesco durante l’udienza generale che, causa pioggia, si tiene nell’Aula Paolo VI. «Nessuno è dimenticato durante la preghiera eucaristica», dice Bergoglio, aggiungendo che la «Messa è gratuita. Se io ho qualche persona, parente o amico nel bisogno o che hanno passato questo mondo, posso nominarli in quel momento in silenzio», ha precisato il Papa a braccio. «"Padre quanto devo pagare perché il mio nome venga detto lì?” Niente. Capito questo? Niente. La Messa non si paga, la Messa è il sacrifico di Cristo che è gratuito. Se tu vuoi fare l'offerta falla, ma non si paga».

Una parte dei fedeli segue l’udienza nella Basilica di San Pietro e il Papa li saluta e ci scherza su: «Buongiorno a tutti voi! Oggi si pensava ci fosse la pioggia, ma chi capisce Roma? Il clima di Roma è così, e per questo l’abbiamo fatta qui e non in piazza… Grazie della vostra pazienza e delle vostre preghiere».

Il Papa sottolinea che nella preghiera eucaristica ci sono «tre atteggiamenti che non dovrebbero mai mancare nei discepoli di Gesù: primo, imparare a rendere grazie, sempre e in ogni luogo, e non solo in certe occasioni, quando tutto va bene; secondo, fare della nostra vita un dono d'amore, libero e gratuito; terzo, costruire la concreta comunione, nella Chiesa e con tutti». Il motivo, sottolinea, è che «questa Preghiera centrale della Messa ci educa, a poco a poco, a fare di tutta la nostra vita una Eucaristia, cioè un'azione di grazia». La Preghiera eucaristica, ha proseguito il Papa, «chiede a Dio di raccogliere tutti i suoi figli nella perfezione dell’amore, in unione con il Papa e il Vescovo, menzionati per nome, segno che celebriamo in comunione con la Chiesa universale e con la Chiesa particolare. La supplica, come l’offerta, è presentata a Dio per tutti i membri della Chiesa, vivi e defunti, in attesa della beata speranza di condividere l’eredità eterna del cielo, con la Vergine Maria». Il Papa ha spiegato come si compone questa preghiera: «Vi è il Prefazio, che è un’azione di grazie per i doni di Dio, in particolare per l’invio del suo Figlio come Salvatore. Il Prefazio si conclude con l’acclamazione del “Santo”, normalmente cantata. È bello cantare il “Santo”: “Santo, Santo, Santo il Signore”. È bello cantarlo. Tutta l’assemblea unisce la propria voce a quella degli Angeli e dei Santi per lodare e glorificare Dio».

L'appello sui Giochi Paralimpici a PyeongChang: «Siano ponte di pace e scuola di inclusione»

Vi è poi l’invocazione dello Spirito affinché con la sua potenza consacri il pane e il vino. «Invochiamo lo Spirito», la spiegazione del Papa, «perché venga e nel pane e nel vino ci sia Gesù. L’azione dello Spirito Santo e l’efficacia delle stesse parole di Cristo proferite dal sacerdote, rendono realmente presente, sotto le specie del pane e del vino, il suo Corpo e il suo Sangue, il suo sacrificio offerto sulla croce una volta per tutte. Gesù in questo è stato chiarissimo. Abbiamo sentito come San Paolo all’inizio racconta le parole di Gesù: “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”. “Questo è il mio sangue, questo è il mio corpo”. È Gesù stesso che ha detto questo. Noi non dobbiamo fare pensieri strani: “Ma, come mai una cosa che …”. È il corpo di Gesù; è finita lì! La fede: ci viene in aiuto la fede; con un atto di fede crediamo che è il corpo e il sangue di Gesù. È il “mistero della fede”, come noi diciamo dopo la consacrazione».

Al termine dell’udienza, Bergoglio ha lanciato un appello: «Tra due giorni si apriranno i Giochi Paralimpici invernali nella città di PyeongChang, in Corea del Sud, che ha ospitato recentemente le Olimpiadi. Queste hanno mostrato come lo sport può tendere ponti tra paesi in conflitto e dare un valido contributo a prospettive di pace tra i popoli. I Giochi Paralimpici, ancora di più, attestano che attraverso lo sport si possono superare le proprie disabilità. Gli atleti e le atlete paralimpici sono per tutti esempio di coraggio, di costanza, di tenacia nel non lasciarsi vincere dai limiti. Lo sport appare così una grande scuola di inclusione, ma anche di ispirazione per la propria vita e di impegno a trasformare la società. Rivolgo il mio saluto al Comitato Paralimpico Internazionale, agli atleti e alle atlete, alle Autorità e al popolo coreano. Assicuro la mia preghiera perché questo evento possa favorire giorni di pace e di gioia per tutti».

Infine, l’annuncio dell’iniziativa quaresimale “24 ore per il Signore” che si tiene sabato e domenica prossimi: «Venerdì prossimo, nella Basilica di San Pietro, celebrerò la liturgia penitenziale per la tradizionale 24 Ore per il Signore. Mi auguro», è stato l’auspicio di Francesco, «che le nostre chiese possano rimanere aperte a lungo per accogliere quanti vorranno prepararsi alla Santa Pasqua, celebrando il sacramento della Riconciliazione, e sperimentare in questo modo la misericordia di Dio».

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