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giovedì 21 settembre 2017
 
Al corso di formazione della Sacra Rota
 

Il Papa: le parrocchie siano vicine ai giovani che convivono

25/02/2017  Parlando con i parroci che hanno partecipato al corso di formazione sul nuovo processo matrimoniale, promosso dalla Rota, Papa Francesco ha detto: «Unioni celebrate in Cristo, unioni di fatto, unioni civili, unioni fallite, famiglie e giovani felici e infelici. Di ogni persona e di ogni situazione voi siete chiamati ad essere compagni di viaggio per testimoniare e sostenere». E ancora: «Nell'incontrare e accogliere quei giovani che preferiscono convivere senza sposarsi abbiate verso di loro uno sguardo di tenerezza e di compassione».

«Fatevi prossimi, con lo stile proprio del Vangelo, nell'incontro e nell'accoglienza di quei giovani che preferiscono convivere senza sposarsi». E' un invito chiaro quello che papa Francesco ha rivolto ai parroci, durante un corso di formazione sul nuovo processo matrimoniale, promosso dalla Sacra Rota. «Sul piano spirituale» ha proseguito Francesco, questi giovani «sono tra i poveri e i piccoli». Nei loro confronti la Chiesa vuole essere «madre che non abbandona, ma che si avvicina e si prende cura. Anche queste persone sono amate dal cuore di Cristo. Abbiate verso di loro uno sguardo di tenerezza e di compassione».

 

Com'è nel suo stile, il Papa lancia un chiaro messaggio di apertura e inclusione. Le sue parole non sono assolutamente in contrasto con la dottrina della Chiesa, fondata sulla sacralità e la centralità del matrimonio, valori così ben ribaditi nell'esortazione pastorale Amoris laetitia. Semplicemente il Papa invita i sacerdoti a non perdere mai di vista il Vangelo. L'intera esperienza terrena di Gesù è stata una ricerca degli “irregolari”, degli imperfetti, di tutte quelle persone che vivevano ai margini, nella riprovazione dei benpensanti. Da qui l'esortazione del Pontefice.

 

«Unioni celebrate in Cristo, unioni di fatto, unioni civili, unioni fallite, famiglie e giovani felici e infelici. Di ogni persona e di ogni situazione voi siete chiamati ad essere compagni di viaggio per testimoniare e sostenere». Francesco sa bene che i parroci sono i «primi interlocutori», tanto dei giovani che vogliono formare una famiglia, quanto dei coniugi che fanno fatica, che sono «in crisi, con seri problemi di relazione».

 

Accanto alla premura nel «testimoniare la grazia del sacramento del matrimonio e il bene primordiale della famiglia», il Papa chiede ai parroci di «sostenere quanti si sono resi conto del fatto che la loro unione non è un vero matrimonio sacramentale e vogliono uscire da questa situazione».

 

Di fronte a questi casi, chiede Francesco, il sacerdote non sia un consulente «esperto di atti burocratici» ma un «fratello che ascolta e comprende».

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